Da seguire: – Giornata scarna di dati economici in Europa e Stati Uniti. La fiducia dei consumatori giapponesi mostra a marzo …
un miglioramento a 40,9 dal 39,8 di febbraio. L’indice si mantiene comunque al di sotto di 50 punti a segnale di come prevalga ancora un clima di pessimismo
I market mover della settimana
Nell’area euro, le indagini di fiducia di aprile dovrebbero confermare il recupero del settore manifatturiero, anche se ad un ritmo più modesto che a marzo. L’IFO è visto a 98,4 da 98,1, l’indice francese a 95 da 94, il PMI composito a 56,1 da 55,9. L’indice ZEW potrebbe rimanere circa stabile ad aprile (44, da un precedente 44,5). La spesa per consumi in Francia potrebbe recuperare a marzo (0,8%m/m) dopo due mesi in rosso penalizzati dal venir meno dell’effetto incentivi sulle vendite di auto. La dinamica trimestrale rimarrebbe comunque in rotta per una contrazione di circa due punti.
La settimana vede pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Le vendite di case nuove ed esistenti dovrebbero vedere una ripresa legata alla fine degli incentivi federali. Il trend degli ordini di beni durevoli dovrebbe rimanere positivo, in linea con le indicazioni delle indagini. Il PPI di marzo dovrebbe registrare un incremento spinto più che altro dalle materie prime.
Venerdì sui mercati
Chiusura di settimana negativa per le borse, per effetto dell’accusa di frode per Goldman Sachs formulata dalla SEC, e di alcuni risultati deludenti delle trimestrali. Questo ha fatto tornare un po’ di avversione al rischio, favorendo dollaro e yen.
Area euro
L’inflazione area euro di marzo è stata rivista al ribasso di un decimo all’1,4% a/a, da una stima preliminare dell’1,5% a/a. Sul mese, i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,9% m/m, in linea con le attese. L’inflazione core è risalita all’1,0% a/a da un precedente 0,8% a/a. Le principali pressioni sono venute dai trasporti (+1,5% m/m) per effetto dei rincari energetici. La dinamica sottostante è stata gonfiata da un balzo del 7,6% m/m dell’abbigliamento probabilmente in reazione agli sconti di fine stagione particolarmente aggressivi. A meno di ulteriori impennate dei prezzi di energia ed alimentari, ci aspettiamo che l’inflazione area euro rimanga circa sui livelli attuali nella restante parte dell’anno. In media annua è vista all’1,4%. La dinamica sottostante dovrebbe essere frenata dall’ampio slack nell’economia ed aggirarsi intorno all’1,0% per buona parte del 2010.
Nowotony (Banca d’Austria) ha dichiarato che i membri del Consiglio BCE non sono preoccupati del calo dell’euro, che va visto come una normalizzazione verso “un range di normalità in un’ottica di lungo termine”. Nowotony ha indicato che la Grecia potrebbe effettivamente attivare il meccanismo di aiuto a breve.
Stati Uniti
I cantieri sono aumentati più di quanto atteso a marzo, a 626 mila unità ann., da un dato di febbraio rivisto ampiamente verso l’alto a 616 mila dalla stima iniziale di 575 mila. A marzo, l’aumento è legato a un forte rimbalzo dei cantieri delle unità multi-familiari (+18,8% m/m), a fronte di un calo di 0,9% m/m delle unità uni-familiari. Le licenze edilizie aumentano a 685 mila a marzo, da 637 mila di febbraio (rivisto da 612 mila). L’aumento delle licenze è invece diffuso a entrambe le tipologie di unità (+5,6% m/m per le unità uni-familiari, +15,4% m/m per quelle multi-familiari). I dati segnalano un modestissimo trend positivo per l’attività di costruzione rispetto a inizio anno e stabilità negli ultimi tre mesi. L’indagine di fiducia dei costruttori di aprile aveva visto un rimbalzo a 19 da 15 di marzo, sulla base dell’incremento della componente vendite correnti, spinte dalla fine degli incentivi fiscali (aprile 2010). Il sentiero dei prossimi trimestri è incerto, quando saranno esauriti gli effetti degli incentivi.
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