ING : Secondo i dati Istat, la produzione industriale italiana è rimbalzata dello 0,5% a maggio, ma è ancora in calo del 3,3% sull’anno se corretta per i giorni lavorativi.
A cura di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING
La produzione è ancora inferiore del 5,7% rispetto al periodo pre-Covid.
Guardando ai grandi aggregati, notiamo che il rimbalzo ha interessato i beni di consumo, i beni intermedi e l’energia, mentre i beni di investimento hanno registrato un’altra contrazione mensile. Non ci sono grossi indizi dalla disaggregazione settoriale, ma una timida indicazione che i settori ad alta intensità energetica, come quello chimico, potrebbero finalmente beneficiare del calo dei prezzi dell’energia.
Il dato aggregato, in linea con le nostre previsioni, mostra che il periodo di debolezza industriale non è ancora finito. Le recenti indagini congiunturali sulle imprese industriali non indicano un imminente miglioramento della produzione industriale. I sottoindici della produzione e del portafoglio ordini sono scesi ulteriormente a giugno, raggiungendo il livello più basso da dicembre 2020. Solo un timido calo del sottoindice delle scorte suggerisce che il ciclo delle scorte potrebbe aiutare l’attività produttiva in futuro, ma è improbabile che questo si concretizzi prima della fine dell’anno. Anche ipotizzando un altro lieve aumento della produzione a giugno, nel secondo trimestre la produzione industriale sembra destinata a registrare la quinta contrazione trimestrale consecutiva, suggerendo che l’industria non sarà un motore di crescita nel trimestre.
I dati di oggi sembrano coerenti con la nostra opinione che nel secondo trimestre la crescita del PIL italiano non replicherà la sorprendente forza del primo trimestre. Attualmente prevediamo un aumento trimestrale dello 0,2%, trainato dai servizi.
Fonte: InvestmentWorld.it
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