Pizzoli Paolo ING

ING – La produzione industriale italiana è rimbalzata a dicembre, battendo le aspettative

ING : L’industria potrebbe quindi aver frenato la crescita del PIL nel 4° trimestre 2022 meno di quanto previsto.

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A cura di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING


I segnali positivi dei dati sulla fiducia a gennaio legittimano un certo ottimismo, ma non aprono la strada a sostanziali accelerazioni a breve termine, data l’incertezza del contesto esterno.

A dicembre la produzione industriale ha registrato un’inaspettata ripresa dell’1,6% in termini destagionalizzati, dopo tre cali mensili consecutivi. La produzione è aumentata in tutti i grandi aggregati, in modo più marcato nei beni strumentali e nell’energia. La ripartizione settoriale mostra che i miglioramenti in corso nel funzionamento delle catene di approvvigionamento hanno avuto un effetto positivo sui mezzi di trasporto; invece, i produttori ad alta intensità energetica di prodotti chimici, plastiche e piastrelle, carta, metalli e prodotti metallici hanno continuato a soffrire, segnalando che ancora in dicembre l’impatto dello shock energetico stava ancora pesando sull’offerta.

Le conseguenze della crisi energetica pesano sull’industria nel 2022

Nell’intero 2022, la produzione industriale ha registrato un aumento dello 0,5%, trainata dai beni di consumo e di investimento. Inevitabilmente, le conseguenze della guerra in Ucraina sui prezzi dell’energia hanno pesato molto sul settore manifatturiero nel 2022. Le misure compensative messe in atto dal governo nel corso dell’anno hanno fornito una compensazione solo parziale e il settore manifatturiero ha agito da freno alla crescita economica. Questo ha lasciato ai servizi l’onere della crescita.

Miglioramenti della fiducia incoraggianti, ma improbabili accelerazioni a breve termine

Con il dato di dicembre ormai acquisito, sappiamo che l’inerzia statistica per la produzione industriale del 2023 è un modesto 0,3%. I dati sulla fiducia delle imprese pubblicati a gennaio hanno segnalato miglioramenti, ma non hanno dissipato l’incertezza. Certo, il PMI è entrato in territorio di espansione, ma gli ordini sono rimasti deboli e le scorte di prodotti finiti, ancora relativamente alte, suggeriscono che, almeno nel breve periodo, un’accelerazione significativa della produzione sia poco probabile. Certo, il consolidamento dei prezzi del gas all’ingrosso ai livelli attuali potrebbe contribuire a sostenere le imprese, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica.

Il dato di oggi non cambia il quadro della crescita del PIL nel 2023. Al momento prevediamo una crescita media del PIL dello 0,7% in Italia, con una lieve contrazione dello 0,1% nel primo trimestre del 2023. Se i primi segnali positivi venuti dal fronte della fiducia dovessero essere confermati, un primo trimestre piatto o leggermente positivo potrebbe facilmente concretizzarsi.

Fonte : BondWorld.it


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