Intesa Sanpaolo – L’intensificarsi del conflitto in Ucraina ha determinato ulteriori ampie fluttuazioni sui mercati, con il Brent e il WTI oltre 111 e 109 dollari, rispettivamente, in rialzo di quasi il 6% dal giorno precedente e del 16% dall’inizio della guerra.
Intesa SanPaolo
Gli Stati Uniti e i membri dell’International Energy Agency rilasceranno 60 mln di barili di greggio dalle riserve strategiche (di cui 30 mln dagli USA). Il mercato azionario russo resterà chiuso anche oggi e il governo russo ha annunciato il divieto di vendita di attività russe da parte di investitori non residenti, l’intenzione di intervenire con acquisti diretti di azioni di società russe per circa 9 mld di dollari, il divieto di trasferire liquidità in valuta estera per un ammontare superiore a 10 mila dollari. I non residenti associati con stati che agiscono “in modo ostile verso la Russia” non potranno attuare transazioni su attività russe senza l’approvazione del governo.
Nel frattempo, Euroclear ha dichiarato che non accetterà più pagamenti in rubli e nuovi regolamenti di titoli da stasera, come annunciato anche da Clearstream, determinando così la separazione praticamente totale del mercato russo, ormai limitato a livello domestico, dal mercato delle transazioni internazionali. Infine, sette banche russe (fra le quali non Sberbank e Gazprom Bank) saranno escluse dall’accesso alla rete SWIFT, secondo quanto anticipato dalla presidenza dell’UE, anche se i dettagli saranno comunicati ufficialmente soltanto oggi. Nel discorso sullo stato dell’Unione ieri Biden ha segnalato che ci saranno nuove sanzioni economiche per punire e isolare ulteriormente Putin e l’economia russa, e ha annunciato la chiusura dello spazio aereo americano agli aerei russi.
– In calendario oggi vi è il tasso di disoccupazione in Germania, atteso stabile al 5,1%. Soprattutto, l’attenzione sarà sul dato di inflazione di febbraio nell’area euro, atteso in ulteriore aumento a 5,8% a/a da 5,1% di gennaio, dopo che ieri i dati preliminari relativi a Germania e Italia hanno ancora una volta sorpreso al rialzo. In Italia, l’indice nazionale è salito molto più del previsto da 4,8% a 5,7% a/a (nuovo massimo dal 1995), quello armonizzato da 5,1% a 6,2%; sul NIC, l’’inflazione “di fondo” (al netto di energetici e alimentari freschi) è salita da 1,5% a 1,7%, quella al netto dei soli beni energetici da 1,8% a 2,1%. Dopo l’impennata dei beni energetici regolamentati di gennaio, a febbraio a guidare i rialzi sono i beni energetici non regolamentati (+8,3% m/m, da 22,9% a 31,3% a/a), che gonfiano le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (3,6% m/m, 27,3% a/a) e per i trasporti (2% m/m, 9% a/a). I rincari però non sono limitati all’energia, e riguardano anche gli alimentari (1,1% m/m, da 3,6% a 4,9% a/a); rallentano gli esercizi ricettivi e di ristorazione, pur mantenendo un ritmo annuo elevato (4% a/a da 4,3% precedente). In Germania l’inflazione ha sorpreso meno che nelle altre grandi economie dell’area, con l’indice nazionale che è passato a 5,1% a/a da 4,9% a/a precedente e l’armonizzato a 5,5% a/a da 5,2%; nel dettaglio, sono aumentati i prezzi dei beni, spinti al rialzo dalla crescita dei listini energetici, mentre sono calati i servizi. In area euro l’indice PMI manifatturiero di febbraio è stato rivisto al ribasso a 58,2 da 58,4 flash.
Tra le principali economie hanno subito limature anche le stime tedesca (58,4 da 58,5) e francese (57,2 da 57,6). In Italia la prima stima del PMI manifatturiero ha visto una stabilità a 58,3. L’indagine riporta un’accelerazione dell’attività produttiva a fronte di nuovi segnali di allentamento delle strozzature che si manifestano in un ridimensionamento dei tempi di consegna e delle commesse inevase. Per ragioni di calendario i PMI di febbraio non hanno risentito del conflitto in Ucraina, che dovrebbe pesare sulle letture di marzo, con effetti sia sulla domanda che sull’offerta. In Italia le stime annue sui conti nazionali hanno riportato una crescita del PIL di 6,6% nel 2021 (rivisto al rialzo di un decimo rispetto a quanto emerso dai dati trimestrali); il PIL nominale è cresciuto del 7,5%; il rapporto debito/PIL è calato più del previsto a 150,4% da 115,3% del 2020; l’indebitamento netto è risultato pari a poco più di 127 miliardi ovvero il 7,2% del PIL (da un precedente 9,6%), molto più basso rispetto alle ultime proiezioni ufficiali governative risalenti allo scorso settembre (9,4%) ma più alto rispetto a quanto ci si potesse attendere sulla base dei dati già comunicati dalla Banca d’Italia sul fabbisogno della PA (pari a 92 miliardi nel 2021).
– Negli Stati Uniti oggi l’attenzione sarà focalizzata sull’audizione semestrale di Powell di fronte alla commissione servizi finanziari della Camera. Powell dovrebbe confermare le attese per la svolta dei tassi alla riunione del FOMC del 15-16 marzo, nonostante lo scoppio della guerra Russia-Ucraina, sottolineando la necessità di iniziare al più presto a rimuovere lo stimolo monetario in questa fase di inflazione pericolosamente elevata e di mercato del lavoro ormai alla piena occupazione. Powell potrebbe segnalare che il ritmo dei rialzi non sarà graduale, ma dovrebbe astenersi dal fornire indicazioni sulla dimensione del primo intervento sui tassi, ricordando che il FOMC riceverà ancora informazioni di rilievo prima della riunione. Il Beige Book dovrebbe confermare il quadro di attività in espansione solida, se pure frenata da carenza di offerta di beni e manodopera e da pressioni verso l’alto su rezzi e salari.
La stima ADP degli occupati non agricoli privati di febbraio è prevista dal consenso a 388 mila, con segnali di una variazione solida dei non-farm payrolls in uscita venerdì 4/3. Ieri, l’ISM manifatturiero ha sorpreso verso l’alto a febbraio, salendo a 58,6 da 57,6. L’indagine è generalmente positiva, con incrementi per gli ordini a 61,7, la produzione a 58,5, gli ordini inevasi a 65 e i tempi di consegna a 66,1. L’occupazione corregge a 52,9 e l’indice dei prezzi rimane su livelli elevati, a 75,6. Le informazioni ancora una volta sono in linea con attività in crescita sostenuta, spinta dalla domanda ma vincolata da ostacoli dal lato dell’offerta e dalla carenza di manodopera sempre significativi, anche se meno di quanto visto nella seconda metà del 2021.
– La riunione della Bank of Canada oggi dovrebbe aprire un nuovo ciclo per la politica monetaria. Il consenso prevede un rialzo dei tassi di 25pb, a 0,5%, mirato a contrastare l’aumento dell’inflazione, attesa oltre il 7% a metà 2022, e a ridurre l’eccesso di domanda.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


