Intesa Sanpaolo – Oggi nell’area euro il dato d’ inflazione di ottobre dovrebbe confermare l’accelerazione a 10,7% da 9,9% di settembre. In calendario anche i dati di settembre sulla produzione nelle costruzioni in Eurozona e sul saldo commerciale in Italia.
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Ieri, in Italia, la stima finale ha rivisto ribasso l’inflazione di ottobre di un decimo sull’indice nazionale, all’11,8% a/a, e di due decimi sull’IPCA, al 12,6% a/a, per via del nuovo metodo introdotto dall’ARERA per l’aggiornamento delle tariffe del gas.
Negli Stati Uniti, oggi i cantieri residenziali e le licenze edilizie di ottobre dovrebbero confermare un trend discendente, con correzioni a 1,4 mln e 1,52 mln, rispettivamente. L’indice della Philadelphia Fed di novembre dovrebbe mantenersi in territorio marginalmente negative, a -8,5. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 12 novembre sono previsti circa in linea con I dati delle ultime settimane, sempre in linea con 8n mercato del lavoro ancora in fase di eccesso di domanda. I repubblicani hanno raggiunto la maggioranza dei seggi alla Camera, toccando la soglia di 218, contro i 211 assegnati ai democratici. Ci sono ancora 6 seggi incerti, ma i risultati confermano comunque il passaggio a una fase di governo diviso , in cui l’agenda legislativa democratica sarà a tutti gli effetti congelata fino al 2024.
Ieri, le vendite al dettaglio di ottobre hanno sorpreso verso l’alto, con una variazione di 1,3% m/m, sia per l’aggregato totale sia per quello al netto delle auto, con indicazioni di riaccelerazione di consumi nel 4° trimestre. La produzione industriale a ottobre è calata di -0,1% m/m, con espansione nel manifatturiero e contrazioni nell’estrattivo e nelle utility. Nel manifatturiero, la produzione di beni durevoli rimane solida, mentre per i beni non durevoli si registra debolezza.
Dalla Fed, George (Kansas City Fed) ha segnalato che il mercato del lavoro rimane così sotto pressione da rendere molto difficile fare rallentare l’inflazione senza generare un “effettivo rallentamento, e forse anche una contrazione dell’economia”. Waller (Board) ha detto che è troppo presto per concludere che l’inflazione ha toccato il picco. Secondo Waller, i recenti segnali di rallentamento dell’inflazione permettono di considerare una riduzione del ritmo dei rialzi dei tassi, con un possibile un aumento di 50pb a dicembre, sarà poi da vedere se i dati permetteranno di rallentare ancora i rialzi, passando a variazioni di 25pb, o se sarà necessario arrivare a un punto finale più elevato con una serie di incrementi di 50pb. A nostro avviso, se il rally seguito al CPI di ottobre proseguirà, allentando ulteriormente le condizioni finanziarie, la Fed dovrà reagire con nuovi segnali hawkish.
Fonte: BondWorld.it
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