Intesa Sanpaolo – Oggi In area euro i dati sul PIL nel 3° trimestre dovrebbero registrare un rallentamento della crescita su ritmi modesti in Italia e nel complesso dell’Eurozona.
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Il dato preliminare di ottobre dovrebbe vedere una accelerazione dell’inflazione in area euro. Poco fa le vendite al dettaglio tedesche hanno mostrato un aumento di +0,9% m/m a settembre, dopo il -1,4% m/m (rivisto al ribasso di un decimo) di agosto. Questa settimana sono in calendario anche i dati occupazionali di settembre in Italia e nell’Eurozona, e di ottobre in Germania, e le rilevazioni di settembre sulla produzione industriale francese e gli ordini all’industria tedeschi.
Venerdì i primi dati di contabilità nazionale relativi al 3° trimestre hanno registrato modesti ritmi di crescita del PIL in Germania, Francia e Spagna mentre le indagini di ottobre della Commissione Europea sono risultate coerenti con un’economia già in contrazione nel trimestre in corso. Le stime flash dei prezzi al consumo di ottobre hanno riportato ampie sorprese al rialzo in Germania, Francia e Italia.
L’indagine BCE presso le imprese non finanziarie ha evidenziato attese di ulteriore deterioramento dell’attività nel quarto trimestre mentre le pressioni sui prezzi sono in leggero allentamento, grazie alla stabilizzazione e al calo che ha interessato alcuni settori, ma la trasmissione dei rincari energetici è ancora in corso.
Oggi negli Stati Uniti non ci sono dati in uscita, ma l’agenda della settimana è fitta di dati ed eventi cruciali per il quadro economico. La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con il quarto rialzo consecutivo di 75pb e fed funds al 4%. Il focus sarà sulla conferenza stampa di Powell che dovrebbe aprire a una fase di “calibrazione” dei rialzi, preparando un futuro rallentamento del ritmo di restrizione senza modificare l’impegno a riportare l’inflazione sotto controllo. Sul fronte dei dati, l’employment report dovrebbe mostrare occupati in aumento, ma a un passo più contenuto rispetto ai mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire marginalmente a 3,6%. Gli indici ISM di ottobre dovrebbero correggere, segnalando indebolimento della crescita ma restando ancora in territorio espansivo.
Venerdì, i dati hanno dato supporto alla previsione di iniziale svolta in atto per le pressioni su prezzi e salari, pur a fronte di una tenuta migliore delle attese sul fronte dei consumi. A settembre, la spesa personale e il reddito sono aumentati di 0,6% m/m e 0,4% m/m, rispettivamente. Il deflatore dei consumi ha registrato un rialzo di 0,3% m/m (6,2% a/a), con l’indice core in crescita di 0,5% m/m (5,1% a/a). Il chiaro trend verso il basso dei prezzi delle case e degli affitti dà indicazioni di probabile rallentamento della dinamica mensile del deflatore core nell’arco di qualche mese. Egualmente importanti sono i segnali dell’Employment Cost Index del 3° trimestre, in aumento di 1,2% t/t (5% a/a), in rallentamento dai trimetri precedenti, anche se con un ritmo sempre elevato. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (finale) è rimasta circa stabile rispetto alla lettura preliminare.
In Cina gli indici PMI rilevati dal NBS hanno registrato nel mese di ottobre una contrazione dell’attività economica moderata ma superiore alle attese di consenso, estesa a tutti i settori e tipologie di imprese.
Fonte: BondWorld.it
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