Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area euro il tasso di disoccupazione è visto in calo

Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro il tasso di disoccupazione è visto in calo di un decimo al 6,7% a marzo, in linea con le indicazioni favorevoli emerse dalle indagini congiunturali e dai dati ad alta frequenza.

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In Germania ad aprile il tasso dei senza lavoro è atteso stabile al 5% (gli indicatori anticipatori iniziano a segnalare un rallentamento della domanda di lavoro). Le rilevazioni sul PPI dovrebbero infine evidenziare una robusta accelerazione dell’inflazione dei prezzi alla produzione a marzo nell’Eurozona, stimiamo a 36,3% a/a da 31,4% precedente, spinta dai pesanti rincari delle materie prime dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina.

Ieri in area euro le indagini della Commissione Europea di aprile hanno evidenziato un calo dell’indice composito ESI a 105 da un precedente 106,7 (rivisto al ribasso da 108,5), con flessioni diffuse a tutti i settori ma particolarmente marcate tra i consumatori e tra le imprese industriali e commerciali, e con aspettative sui prezzi che hanno toccato nuovi record. Le indagini sono coerenti con una frenata della ripresa tra marzo e aprile, accompagnata da un ulteriore surriscaldamento per la dinamica inflattiva. Le stime finali degli indici PMI manifatturieri di aprile hanno registrato revisioni al rialzo sia per l’insieme dell’Eurozona (a 55,5 da 55,3) che per Germania (54,6 da 54,1) e Francia (55,7 da 55,4), confermando comunque le indicazioni di stagnazione dell’output e di accelerazione dei prezzi, pagati e ricevuti. In Italia il PMI manifatturiero è calato più del previsto a 54,5 da 55,8, mentre a marzo il tasso di disoccupazione è sceso a 8,3% da 8,5%, grazie a un aumento degli occupati a fronte di una flessione per gli inattivi: al momento il mercato del lavoro italiano non sembra ancora risentire delle tensioni internazionali ma non possiamo escludere dei riflessi nei prossimi mesi.

– In Italia, il Governo ha approvato l’atteso pacchetto di misure per contrastare i rincari energetici. Il decreto vale 14 miliardi di euro, più del doppio di quanto preventivato fino alla vigilia (ma è parzialmente finanziato dall’aumento del prelievo straordinario sugli extra-profitti delle aziende importatrici e produttrici di energia). Il pacchetto è molto ampio e include, tra gli altri interventi: la proroga del taglio delle accise sui carburanti (che durerà fino all’8 luglio e che si estende anche al metano) e del bonus sociale per le bollette (che diventa retroattivo), l’estensione del credito di imposta per le imprese energivore, misure per adeguare i costi degli appalti pubblici per fronte agli aumenti eccezionali dei materiali, l’estensione sino a fine anno della garanzia sui prestiti bancari alle PMI e alle imprese maggiori attraverso Sace. Nel complesso, i 14 miliardi si aggiungono ai 15,5 miliardi stanziati in precedenza, il che porta il totale di misure approvate contro il caro-energia a circa 30 miliardi “lordi” ovvero circa 2 punti percentuali del PIL.

– Oggi negli Stati Uniti non ci sono dati di rilievo in uscita, mente inizia la riunione del FOMC che si concluderà domani e dovrebbe vedere sia un rialzo di 50pb sia l’annuncio del programma di riduzione del bilancio. Ieri, l’ISM manifatturiero di aprile ha deluso le aspettative con un calo a 55,4 (minimo da luglio 2020), da 57,1 di marzo. I principali sotto[1]indici (produzione, nuovi ordini, ordini inevasi) restano in territorio espansivo, ma sono circa stabili o in modesto calo. La principale correzione si registra per l’occupazione, che però riflette in gran parte scarsità di manodopera disponibile. L’indice dei prezzi, a 84,6, è in marginale calo da 87,1 di marzo. Il direttore dell’indagine rileva che il settore nel suo complesso resta in una situazione di eccesso di domanda, con una persistente (e crescente) difficoltà a reperire e ritenere occupati. Le imprese riportano che le principali preoccupazioni sono i problemi della catena produttiva e il rialzo dei prezzi. Il rallentamento della domanda a maggio è attribuito all’estensione dei tempi di consegna e ad aumenti dei prezzi record. La spesa in costruzioni a marzo è aumentata di 0,1% m/m (11,7% a/a).

– La Reserve Bank of Australia ha alzato il tasso di riferimento da 0,15 a 0,35% (più di quanto atteso dal consenso), avvisando che ritiene necessari ulteriori rialzi dei tassi in futuro. Per il momento, la RBA non intende ridurre attivamente il portafoglio di titoli acquistati durante la pandemia, ma ha dichiarato che non reinvestirà le scadenze.

– Il PMI manifatturiero globale mostra un netto rallentamento di ordinativi e produzione in aprile: l’indice di diffusione della produzione (48,5) è sceso sotto 50 per la prima volta dal giugno 2020. L’indagine evidenzia anche un’accelerazione dei prezzi pagati e applicati e un lieve peggioramento delle misure di pressione sulle catene di approvvigionamento (tempi di consegna, scorte, ordini da evadere).

Fonte: BondWorld.it


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