Intesa Sanpaolo – Oggi nell’area euro le indagini PMI di gennaio dovrebbero suggerire come la risalita dei contagi a cavallo d’anno stia penalizzando l’attività economica, ma in misura minore rispetto a precedenti ondate.
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La recrudescenza pandemica peserà soprattutto sui servizi, ma anche l’industria potrebbe frenare, sulla scia dei rincari dei prezzi energetici. Il resto della settimana vedrà il completamento della tornata di indagini di fiducia di gennaio: saranno diffusi l’IFO tedesco, gli indici Istat in Italia, e gli indici di fiducia della Commissione; le survey, soprattutto nel settore dei servizi, dovrebbero evidenziare un rallentamento generalizzato. Le prime stime sul PIL del 4° trimestre potrebbero mostrare una crescita negativa in Germania e solo di poco al di sopra dello zero in Francia e Belgio, mentre in Spagna l’attività economica, pur in decelerazione rispetto ai mesi precedenti, dovrebbe risultare più sostenuta che negli altri principali Paesi dell’Eurozona.
Oggi, in Italia, si svolge, a partire dalle 15, il primo voto del Parlamento riunito (con l’aggiunta di 58 delegati regionali) per l’elezione del Presidente della Repubblica. La maggioranza richiesta nei primi tre scrutini è dei due terzi dei 1008 componenti dell’Assemblea, vale a dire 672 voti. Non sembra al momento raggiunto un accordo tra i principali partiti, pertanto il voto di oggi dovrebbe risultare del tutto interlocutorio: i giochi saranno fatti nei prossimi giorni e in particolare a partire dal quarto scrutinio, per il quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, atteso giovedì.
Venerdì nell’area euro l’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea di gennaio è rimasto sostanzialmente stabile, a -8,5 da un precedente -8,4 (rivisto da -8,3). Nonostante la risalita dei contagi e il rincaro dei prezzi al consumo il morale delle famiglie rimane al di sopra della media lungo periodo e sembra mostrare una tenuta migliore del previsto.
Rehn, governatore della banca centrale finlandese, si attende un’inflazione intorno al 2% nei prossimi anni e dati economici ancora buoni malgrado Omicron. Di conseguenza, in assenza di nuovi shock, è logico attendersi rialzi dei tassi nel 2023.
– Negli Stati Uniti, la settimana sarà dominata dalla riunione del FOMC, che dovrebbe aprire la strada a una probabile svolta dei tassi attesa per marzo. In termini di dati, per gennaio i PMI flash dovrebbero flettere modestamente sulla scia degli effetti (transitori) di Omicron e la fiducia dei consumatori dovrebbe correggere ancora per i timori relativi all’inflazione. Fra i dati di dicembre, le vendite di case nuove sono attese in rialzo: la spesa personale dovrebbe essere in modesto aumento e il reddito dovrebbe proseguire sul sentiero positivo. Il deflatore dei consumi core dovrebbe segnare un nuovo ampio rialzo, con l’inflazione core sui massimi dal 1982. La prima stima del PIL del 4° trimestre è attesa a 5% t/t ann. mentre l’Employment Cost Index a fine 2021 dovrebbe confermare la netta accelerazione del costo del lavoro.
Oggi, il PMI manifatturiero flash dovrebbe mostrare un calo a 56 a gennaio, da 57,7 di dicembre. Il PMI dei servizi dovrebbe correggere più ampiamente, sulla scia degli effetti di Omicron, da 57 di dicembre a 54 a gennaio. L’attività nel 1° trimestre dovrebbe continuare ad espandersi grazie alla domanda sempre solida, ma essere frenata dai contagi, con effetti potenzialmente anche significativi sull’occupazione, mentre dal lato delle strozzature all’offerta le politiche di restrizione sanitaria adottate in Cina dovrebbero impedire miglioramenti nei prossimi mesi.
– In Giappone, il PMI manifatturiero flash di gennaio ha evidenziato un marginale aumento a 54,6 da 54,3 di dicembre, sui massimi da gennaio 2018, con una ripresa di ordini, produzione e occupazione. Le imprese restano ottimiste, ma meno che nei mesi recenti. L’indice preliminare dei servizi ha segnato un netto declino a 46,6 da 52,1, per via della diffusione dei contagi, con una flessione dell’occupazione. Le aspettative sono favorevoli per l’attività nei prossimi 12 mesi, anche se in misura minore rispetto all’ultimo anno.
Fonte: BondWorld.it
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