Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro l’indice composito di fiducia economica ESI è atteso invariato a 96,5 a giugno, al di sotto della media di lungo periodo, ma sulla base delle indagini nazionali già pubblicate i rischi su tale previsione appaiono rivolti verso il basso.
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In Germania i dati dai Länder dovrebbero mostrare un’accelerazione dell’inflazione in giungo, a 6,2% (+0,1% m/m) da 6,1% sulla misura nazionale e al 6,5% (+0,1% m/m) dal 6,3% sulla misura armonizzata, per via di effetti base sfavorevoli sulla componente servizi. In calendario anche la stima preliminare dell’inflazione in Spagna che dovrebbe registrare un sostanziale calo in giugno.
Ieri in Italia l’inflazione è scesa più delle attese a 6,4% a/a da 7,6% sull’indice nazionale e a 6,7% da 8% sull’armonizzato a giugno, trainata dall’energia e, in minor misura, da servizi e beni industriali. Nel mese i prezzi sono risultati stagnanti sul CPI e cresciuti di 0,1% m/m sull’indice armonizzato. Al netto di energetici e alimentari freschi l’inflazione è scesa a 5,6% da 6% a/a. Il PPI è calato di -2,3% m/m (-4,3% a/a) a maggio, come nei mesi precedenti, guidato dalla contrazione di energia e beni intermedi. Il fatturato nell’industria è calato di -1,8% sia su base congiunturale che tendenziale ad aprile con flessioni diffuse al mercato interno e, in misura minore, a quello estero.
In Eurozona la crescita dell’aggregato monetario M3 ha rallentato all’1,4% a/a a maggio da un precedente 1,9% ed è probabile che la tendenza si accentui nei prossimi mesi. In Francia la fiducia dei consumatori è salita di due punti a 85 a giugno grazie principalmente ad un miglioramento delle opinioni sulla situazione economica corrente ed attesa.
Oggi negli Stati Uniti la stima finale del PIL del 1° trimestre dovrebbe essere in modesto miglioramento, a 1,4% t/t ann., da 1,3% t/t ann.
Il Congressional Budget Office ha pubblicato l’aggiornamento delle proiezioni fiscali a lungo termine nei prossimi 30 anni, che mostra un sentiero del debito/PIL in crescita dal 97% di quest’anno al 181% del 2053.
Ieri Powell , ha detto che la politica monetaria non è stata in territorio restrittivo molto a lungo, quindi non ha ancora dispiegato completamente i suoi effetti. L’aspettativa è che sia in arrivo ulteriore restrizione per via dei ritardi con cui agisce la politica monetaria. Riguardo al ritmo dei rialzi, Powell ha detto che al momento era opportuno rallentare, pur restando su un sentiero verso l’alto, ma la possibilità di rialzi consecutivi non è affatto esclusa.
Nella discussione a Sintra, il governatore della BoJ, Ueda , ha detto che iniziano ad apparire segni di cambiamento delle aspettative di inflazione e dei processi di determinazione dei prezzi. Se diventerà più chiaro che l’inflazione possa portarsi stabilmente verso il 2% nel prossimo anno, sarà possibile considerare una svolta per i tassi. Alla riunione della BoJ di luglio, una nuova revisione verso l’alto del sentiero dell’inflazione potrebbe aprire la strada a un ampliamento dell’intervallo obiettivo per i rendimenti a 10 anni, al di sopra di 0,5%. Per l’uscita dai tassi negativi, i tempi saranno più lunghi.
Fonte: BondWorld.it
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