Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area euro indice Ifo di maggio

Intesa Sanpaolo – Nell’agenda odierna dell’area euro spicca l’indice Ifo di maggio, che potrebbe variare solo marginalmente, a 92 da 91,8 precedente, restando su livelli coerenti con una contrazione del PIL nel 2° trimestre.

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In aprile, le attese erano sì migliorate, ma restando molto negative; il giudizio sulla situazione corrente era restato circa stabile.

Sono attesi anche discorsi di Holzmann, Nagel e Villeroy de Galhau sul fronte BCE, che però (se toccheranno temi di politica monetaria) non faranno altro che confermare il consenso a favore di un rialzo dei tassi a luglio. Il mercato OIS incorpora 35pb di rialzo, il che indica che una parte degli operatori punta su una mossa di 50pb, e attribuisce una probabilità positiva anche a una (improbabile) prima mossa a giugno. Il governatore di Banca d’Italia, Visco, ha parlato venerdì di rialzo graduale dei tassi nei prossimi mesi, iniziando forse da luglio. Anche Nagel della bundesbank ha parlato di primo rialzo dei tassi a luglio.

La Commissione Europea presenterà oggi il Pacchetto di primavera nella cornice del semestre europeo: dovrebbe essere confermata l’annunciata proroga dell’applicazione della Clausola di Salvaguardia del Patto di Stabilità e Crescita anche per il 2023.

Nel corso della settimana, le indagini congiunturali di maggio (dopo l’Ifo di oggi: PMI, e indici Insee in Francia e Istat in Italia) dovrebbero confermare la divergenza tra manifattura e servizi, in relazione agli effetti del conflitto da una parte e al minor rischio sanitario dall’altra. Non ci attendiamo revisioni dalla seconda stima del PIL tedesco.

Venerdì in area euro l’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea di maggio è rimbalzato, circa in linea con le attese, a -21,1 da un precedente -22. Il morale delle famiglie è stato più penalizzato dallo shock energetico e dallo scoppio del conflitto rispetto a quello delle imprese; dopo i bruschi cali registrati tra marzo e aprile l’indicatore rimane comunque al di sotto della media di lungo periodo.

– Oggi non ci sono dati in agenda negli Stati Uniti. In settimana, il focus sarà sui verbali della riunione del FOMC di maggio, che saranno importanti per chiarire la distribuzione del consenso riguardo alla velocità dei rialzi e alle condizioni previste per passare da aumenti di 50pb in estate a interventi “misurati” da 25pb nella parte finale dell’anno. I dati in uscita dovrebbero confermare lo scenario di crescita positiva dei consumi e dell’attività delle imprese, in un contesto di persistenti pressioni sui prezzi. I PMI flash di maggio dovrebbero mantenersi in territorio espansivo. Fra i dati di aprile, gli ordini di beni durevoli, i consumi e il reddito personale sono attesi in rialzo, mentre le vendite di case nuove dovrebbero calare sulla scia dei prezzi elevati e del rialzo dei tassi sui mutui. Il deflatore dei consumi core è previsto in aumento più contenuto rispetto al CPI core, senza però modificare il quadro di rialzi dei prezzi sempre ampi e diffusi. Infine, la seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe registrare una revisione verso l’alto dei consumi.

Venerdì, la fiducia dei consumatori rilevata dall’Università del Michigan a maggio ha confermato la flessione vista con la stima preliminare, calando di 7 punti da aprile, a 59,1, con flessioni ampie sia per le condizioni correnti sia per le aspettative. Il peggioramento della situazione finanziaria personale è attribuito all’inflazione dal 36% degli intervistati. Le aspettative di inflazione sono a 5,4% sull’orizzonte a 1 anno e a 3% su quello a 5 anni. L’indice di fiducia delle piccole imprese rilevato dalla National Federation of Independent Business ad aprile è rimasto stabile a 93,2, sui minimi da più di due anni, con aspettative di rallentamento fra sei mesi, e crescenti preoccupazioni per l’inflazione.

Fonte: BondWorld.it


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