Intesa Sanpaolo – Oggi nell’area euro la seconda lettura di aprile dovrebbe confermare un’inflazione in rialzo di un decimo rispetto al mese precedente, a 7,5% a/a (0,6% m/m).
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L’indice core BCE (al netto di alimentari freschi ed energia) dovrebbe anch’esso confermare la lettura preliminare a 3,9% a/a (in salita dal 3,2% di marzo). Nelle nostre stime, l’inflazione potrebbe intraprendere uno stabile trend discendente solo dall’estate.
Ieri nell’Eurozona la crescita del PIL nel 1° trimestre è stata rivista al rialzo di un decimo a 0,3% t/t (5,1% a/a), mentre l’occupazione è cresciuta di 0,5% t/t (2,6% a/a). Nei Paesi Bassi l’economia è risultata stagnante a inizio anno (il calo della domanda interna è stato compensato da scorte ed esportazioni nette): si registra in particolare una flessione per i consumi, privati e pubblici, a fronte di un modesto incremento per gli investimenti. In Italia l’inflazione di aprile è stata rivista verso il basso di due decimi sull’indice nazionale, al 6% a/a, e di tre decimi su quello armonizzato, al 6,3% a/a. Dopo il calo di aprile, l’inflazione potrebbe tornare a salire a maggio, prima di intraprendere un sentiero di graduale discesa nel 2° semestre dell’anno. Sempre in Italia, a marzo le esportazioni di beni sono cresciute di 1,7% m/m mentre l’import è salito di 1,3% m/m. Il 1° trimestre si chiude comunque con importazioni in aumento a ritmi superiori all’export (9,8% t/t contro 7,7% t/t), con il canale estero che ha frenato la crescita del PIL a inizio 2022.
Dal fronte BCE, il governatore della banca centrale olandese, Klaas Knot, ha detto che un rialzo di 25pb a luglio “è realistico”, ma che non si dovrebbe escludere l’opzione di un intervento più ampio qualora i dati suggerissero un aumento dell’inflazione. Non riteniamo che l’inflazione accelererà nei prossimi mesi, e pensiamo che il rialzo di luglio sarà di 25pb. Il mercato OIS sconta attualmente 104pb di rialzo entro fine anno, contro i 75pb da noi previsti.
– Negli Stati Uniti, oggi sono in pubblicazione i dati dei cantieri edilizi di aprile, previsti in marginale calo a 1,785 mln. Nonostante il forte aumento dei tassi sui mutui, la domanda insoddisfatta di abitazioni rimane solida e contribuirà a contenere gli effetti della restrizione monetaria sull’attività nel settore.
Ieri è stata una giornata ricca di dati e discorsi dalla Fed. Powell ha ribadito che ripristinare la stabilità dei prezzi è una necessità incondizionata, cha la Fed intende ottenere, anche se il processo potrebbe essere doloroso e richiederà un aumento del tasso di disoccupazione. Powell ha anche affermato che il tasso di disoccupazione di equilibrio è “probabilmente ben al di sopra di 3,6%”. L’aggiustamento dell’economia sarà difficile perché “il tasso di disoccupazione è molto basso e l’inflazione è molto alta”. Powell ha affermato che il FOMC andrà avanti fino a quando le condizioni finanziarie saranno al livello appropriato e sottolineato che occorre fare rallentare la crescita e la domanda di lavoro. A suo avviso è comunque possibile un atterraggio “quasi morbido”.
Evans (Chicago Fed) ha affermato che l’inflazione è decisamente troppo alta e la politica monetaria deve riposizionarsi, anticipando i rialzi dei tassi per tornare sul livello neutrale. A suo avviso, entro dicembre sarà conclusa la serie di diversi rialzi da 50 pb e ci sarà stato qualche rialzo da 25 pb, e potrebbe essere necessario entrare in territorio restrittivo per frenare la domanda. Bullard (St Louis Fed) ha detto che la Fed ha un “buon piano” e che i mercati stanno collaborando, restringendo le condizioni finanziarie sulla scia della comunicazione dell’impegno ad alzare i tassi per controllare l’inflazione. A suo avviso, lo scenario economico è favorevole, con una crescita attesa al di sopra del potenziale nel 2022-23 e un mercato del lavoro “super-forte”.
Ieri, le vendite al dettaglio di aprile hanno sorpreso verso l’alto con una variazione di 0,9% m/m (8,2% a/a), dopo 1,4% m/m di marzo, rivisto da 0,7% m/m. Come atteso, le auto hanno fornito un ampio contributo positivo, con una variazione di 2,2% m/m. A parte la benzina, in calo di -2,7% m/m per la (temporanea) flessione dei prezzi, la maggior parte delle principali voci è in rialzo solido. I dati confermano che, nonostante l’inflazione elevata, grazie al risparmio accumulato durante la pandemia e alla crescita solida del reddito da lavoro, le famiglie continuano ad espandere la spesa, con indicazioni in linea con una variazione dei consumi intorno al 3% t/t ann. nel 2° trimestre. Anche la produzione industriale di aprile ha sorpreso verso l’alto, con un aumento di 1,1% m/m, contro attese di consenso per una variazione di 0,4% m/m, segnando il quarto mese consecutivo di rialzi uguali o superiori a 0,8% m/m. Il manifatturiero è in crescita di 0,8% m/m, con una variazione di 3,9% m/m nel comparto auto. La produzione di beni di consumo durevoli è in rialzo di 1,5% m/m. Anche al netto delle auto, gli aumenti sono diffusi e generano una variazione ex-auto di 0,5% m/m. I dati danno indicazioni coerenti con il graduale miglioramento delle strozzature all’offerta in atto da inizio anno. L’estrattivo conferma l’accelerazione vista negli ultimi mesi, con un incremento di 1,6% m/m collegato al rialzo dei prezzi energetici.
– In Giappone, il PIL del 1° trimestre ha registrato una flessione di -0,2% t/t, contro attese a -0,4% t/t, segnando la seconda contrazione in tre trimestri, sulla scia delle ondate pandemiche. I consumi e gli investimenti pubblici sono scesi di -0,1% t/t e -3,6% t/t rispettivamente, e il canale estero ha fornito un ampio contributo negativo dovuto a esportazioni in crescita di 1,1% t/t contro importazioni in rialzo di 3,4% t/t. Gli investimenti fissi delle imprese sono invece in rialzo di 0,5% t/t. Il miglioramento sul fronte pandemico dovrebbe permettere un ritorno della crescita in territorio positivo a partire dal 2° trimestre.
Fonte: BondWorld.it
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