Intesa Sanpaolo – Oggi nell’area euro l’ inflazione è attesa calare in marzo a 7,6% dall’8,5% di febbraio, spinta al ribasso ancora dall’energia; di contro, l’indice al netto di energia e alimentari freschi dovrebbe crescere a 7,6% da 7,4% precedente.
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In calendario anche i dati d’inflazione in Francia e Italia. In Italia l’inflazione dovrebbe continuare a scendere a 8,1% a/a da 9,1% sul NIC (con prezzi stabili rispetto al mese precedente) e a 8,7% da 9,8% sull’indice armonizzato (+1,3% m/m); l’indice al netto di energetici e alimentari freschi (sul NIC) è atteso crescere a 6,5% da 6,3% di febbraio. I dati sul mercato del lavoro dovrebbero infine registrare un tasso di disoccupazione stabile al 6,7% a febbraio in Eurozona e invariato anche in Germania al 5,5% a marzo. Questa mattina in Germania le vendite al dettaglio sono calate di -1,3% m/m a febbraio. I prezzi all’import hanno visto una correzione per il sesto mese di fila (-2,4% m/m).
Ieri in Germania l’inflazione in marzo è scesa meno del previsto al 7,4% a/a dal 8,7% di febbraio su base nazionale e al 7,8% a/a dal 9,3% precedente sull’indice armonizzato. La variazione congiunturale è stata di +1,1% m/m sulla misura armonizzata e di +0,8% su quella nazionale, più alta delle attese. Lo spaccato parziale dell’indice nazionale indica che il rallentamento è esclusivamente dovuto alla componente energia. In Spagna invece l’inflazione ha sorpreso al ribasso, scendendo a 3,3% a/a a marzo da 6% di febbraio sull’indice nazionale e a 3,1% da 6% sull’indice armonizzato.
In Italia, è rimasto stabile il tasso di disoccupazione a febbraio, dopo che la lettura del mese precedente è stata rivista al rialzo a 8% (da 7,9%) mentre in Eurozona l’indice ESI è calato per il secondo mese a marzo con correzioni diffuse a tutti i principali settori.
Oggi negli Stati Uniti la spesa personale di febbraio è prevista in rialzo di 0,3% m/m, dopo 1,8% m/m di gennaio. I dati dovrebbero essere comunque in linea con una netta accelerazione della crescita dei consumi nel 1° trimestre 2023. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, dopo 0,6% m/m, in seguito alla normalizzazione della dinamica occupazionale e al ritracciamento dei trasferimenti pubblici.
Il deflatore core è atteso in aumento di 0,4% m/m, senza segnali di rallentamento della dinamica dei prezzi dei servizi core ex-abitazione. L’inflazione tendenziale dovrebbe rimanere elevata, con un calo a 5,1% a/a per l’indice totale e una stabilizzazione (con rischi verso l’alto) a 4,7% a/a per quello core, confermando la persistenza dell’inflazione elevata.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (finale) è prevista a 62, in ulteriore calo rispetto alla lettura preliminare.
Ieri, i dati settimanali del bilancio della Fed hanno mostrato una stabilizzazione delle pressioni associate alla turbolenza del sistema bancario, con un marginale calo dei prestiti di emergenza. Il minor utilizzo della finestra di sconto ha più che compensato il modesto aumento del ricorso al Bank Term Funding Program istituito a metà marzo.
La stima finale del PIL del 4° trimestre ha rivisto la crescita a 2,6% t/t ann., da 2,7% t/t ann. della seconda stima. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 25 marzo sono saliti marginalmente, a 198 mila da 191 mila della settimana precedente, mantenendosi su livelli coerenti con il pieno impiego.
Il segretario del Tesoro Yellen ieri ha affermato la deregolamentazione degli ultimi anni va rivalutata alla luce degli eventi recenti. Dalla Fed, S. Collins (Boston Fed) ha detto che prevede ancora un po’ di restrizione della politica monetaria e una successiva pausa per il sentiero dei tassi fino alla fine dell’anno. Barkin (Richmond Fed) concorda sul fatto che i rialzi già attuati e la restrizione addizionale proveniente dalla crisi bancaria dovrebbero contribuire a un calo relativamente rapido dell’inflazione.
In Giappone, la produzione industriale a febbraio (prel.) ha sorpreso verso ‘alto, con una variazione di 4,5% m/m. Le imprese prevedono una crescita solida nel 1° e nel 2° trimestre. Il tasso di disoccupazione a febbraio è salito a 2,6%, da 2,4% di gennaio, mentre il jobs-to-applicant ratio è calato 1,34 da 1,35. Le vendite al dettaglio di febbraio sono aumentate di 6,6% a/a, sulla scia della fine dell’ondata pandemica.
In Cina gli indici PMI rilevati da NBS hanno segnalato che la riaccelerazione dell’attività economica seguita alle riaperture è rimasta robusta in marzo, più sostenuta nel settore dei servizi e in leggera moderazione nel settore manifatturiero.
Fonte: BondWorld.it
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