Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area Euro la produzione industriale dovrebbe crescere

Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro la produzione industriale dovrebbe crescere per il secondo mese a maggio: i dati nazionali già pubblicati sono coerenti con un aumento di 0,6% m/m da 0,4% m/m di aprile;

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il progresso non dovrebbe comunque risultare sufficiente a recuperare il terreno perso a marzo: nel 2° trimestre l’industria dovrebbe aver frenato la crescita del PIL, e le indagini congiunturali segnalano una frenata della domanda e puntano verso un indebolimento dell’attività produttiva nei prossimi mesi. In Francia la lettura finale dovrebbe confermare che a giugno l’inflazione è salita dal 5,2% al 5,8% (0,7% m/m) sull’indice nazionale e dal 5,8% al 6,5% (0,8% m/m) sull’armonizzato. Questa mattina, in Germania, la stima finale ha confermato che a giugno l’inflazione armonizzata è scesa all’8,2% a/a dall’8,7% precedente, e quella nazionale al 7,6% a/a dal 7,9% di maggio. Il rallentamento è dovuto alle componenti energia e servizi. La variazione congiunturale è stata di -0,1% m/m sulla misura armonizzata e di +0,1% su quella nazionale, al di sotto sia delle attese. La lettura di giugno ha risentito del taglio sul prezzo dei carburanti (in vigore per tre mesi a partire dal 1° giugno) e del ribasso a 9€ al mese dell’abbonamento per il trasporto pubblico.

Ieri, in Germania, l’indagine ZEW di luglio ha visto un ampio calo sia delle aspettative a sei mesi sull’economia, a -53,8 da -28 precedente, che dell’indicatore sulla situazione corrente, a -45,8 da -27,6. L’indice sulle attese è ai minimi dal 2011. Il timore degli analisti è legato alle preoccupazioni sulle forniture di energia e agli effetti delle misure restrittive in Cina, e riguarda in particolare i settori più energivori e con più elevata propensione all’esportazione. Dall’indagine è emerso anche un aumento delle aspettative di inflazione nell’Eurozona (+6,8 punti rispetto a giugno, a -25,6).

– Negli Stati Uniti oggi il focus sarà sul CPI di giugno, previsto in aumento di 1,1% m/m e 8,8% a/a, con un ampio contributo da alimentari e benzina. L’indice core dovrebbe essere in rialzo di 0,6% m/m, spinto ancora una volta dall’abitazione, dalle tariffe aeree e dai servizi ricreativi. Le auto usate dovrebbero registrare una flessione in base alle informazioni del Manheim Used Vehicle Value Index. Il recente calo del prezzo della benzina fa prevedere una flessione dell’inflazione annua a luglio, verso 8,5% a/a, che però non dovrebbe modificare il sentiero dei tassi in rapido rialzo alle prossime riunioni del FOMC. Il Beige Book, preparato per la riunione di luglio dovrebbe confermare i segnali di rallentamento di consumi e ordini, registrando però ancora espansione della domanda, prezzi elevati e mercato del lavoro sotto pressione. Ieri, l’indice di ottimismo IBD/TIPP a luglio ha registrato un modesto miglioramento a 38,5, pur restando vicino ai minimi dal 2011. Il 58% degli intervistati ritiene che l’economia sia in recessione.

– La riunione di oggi della Bank of Canada dovrebbe concludersi con un rialzo del tasso ufficiale di 75pb, a 2,25%, come segnalato alla riunione di giugno. La Banca Centrale neozelandese ha alzato i tassi ufficiali di 50 punti base a 2,50%. È il sesto rialzo consecutivo del tasso ufficiale di liquidità (OCR), che lo porta ai massimi da marzo 2016. Nel comunicato ufficiale che accompagna la decisione, la RBNZ ha segnalato di voler mantenere l’approccio di un rapido aumento dell’OCR fino a quando le condizioni monetarie non saranno sufficienti a contenere le aspettative di inflazione e a riportare la tendenza dei prezzi al consumo all’interno dell’intervallo obiettivo.

Fonte: BondWorld.it


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