Intesa Sanpaolo – Oggi nell’area euro, l’agenda macro è scarna (verranno diffusi i dati di aprile su M3 nell’Eurozona e sulla bilancia commerciale extra-Ue in Italia).
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Da seguire un intervento del capoeconomista BCE Philip Lane. Questa sera, a mercati chiusi, l’agenzia di rating Fitch si pronuncia sul merito di credito sovrano dell’Italia (attualmente a BBB con outlook stabile).
Ieri, in Italia, sia il morale delle famiglie che l’indice composito di fiducia delle imprese sono aumentati a maggio, mentre la fiducia delle aziende manifatturiere è peggiorata ancora (in misura moderata). Nell’insieme, le indagini sono state migliori del previsto, tranne che nell’industria, che è il settore più colpito dal nuovo shock, ma parte da livelli di attività ampiamente espansivi: ieri l’Istat ha anche comunicato che l’indice destagionalizzato del fatturato industriale è cresciuto del 2,4% m/m a marzo, toccando un massimo dall’inizio della serie storica (gennaio 2000); rispetto a un anno prima, il fatturato a marzo risultava in crescita di 21,4% in termini nominali, e di 6,1% al netto dell’effetto-prezzi.
– Negli Stati Uniti, oggi la spesa personale di aprile dovrebbe mostrare un aumento di 0,8% m/m, e la variazione di 1,1% m/m di marzo dovrebbe essere rivista verso l’alto. Il reddito personale dovrebbe proseguire sul trend positivo, spinto dai rialzi salariali e dalla dinamica occupazionale, con un aumento atteso di 0,6% m/m. Per il deflatore, la variazione prevista è di 0,3% m/m (6,2% m/m). L’indice core è atteso in aumento di 0,3% m/m (4,9% a/a), con un incremento più contenuto rispetto a quello del CPI core, per via non solo del minor peso dell’abitazione nel deflatore, ma anche per l’effetto negativo sui servizi finanziari collegato alle correzioni dei prezzi delle attività e alla moderazione per i servizi sanitari evidenziata dal PPI. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (finale) dovrebbe essere poco variata a 59,3, dopo il netto calo della lettura preliminare a 59,1.
La seconda stima del PIL del 1° trimestre pubblicata ieri ha registrato una revisione verso il basso di 1 decimo a -1,5% t/t ann., dovuta a un minor contributo delle scorte che ha più che controbilanciato la maggior crescita dei consumi, rivista da 2,7% t/t ann. a 3,1% t/t ann., concentrata nel settore dei servizi. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 21 maggio sono calati a 210 mila, da 218 mila, ma la media mobile a 4 settimane è in rialzo a 207 mila. I nuovi sussidi restano su livelli storicamente molto bassi ma il minimo ciclico potrebbe essere stato toccato in aprile. I sussidi sono in assoluto i migliori previsori delle svolte cicliche e potrebbero segnalare, in linea con le previsioni macro, che l’economia sta entrando in una fase di rallentamento. Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed) ha sottolineato l’importanza di alzare i tassi anticipatamente per controllare l’inflazione: agendo presto, la Fed potrebbe essere in grado di tagliare i tassi già nel 2023 e nel 2024. La sua previsione per quest’anno è di crescita compresa fra il 2,5% e il 3%.
Fonte: BondWorld.it
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