Intesa Sanpaolo – In area euro la Commissione Europea pubblicherà oggi le Previsioni Economiche d’Autunno, che dovrebbero includere una generalizzata revisione al rialzo delle stime di crescita e inflazione per i principali Paesi.
Intesa SanPaolo
Si dovrebbe vedere anche una revisione in senso migliorativo dei principali indicatori di finanza pubblica, rispetto alle proiezioni fatte la scorsa primavera. In calendario anche il Bollettino Economico della BCE.
Questa mattina, è stato diffuso il dato sul PIL britannico nel 3° trimestre, cresciuto dell’1,3% t/t, lievemente al di sotto delle attese e in rallentamento dal 5,5% precedente; la variazione annua si è attestata a 6,6%. Ieri, la produzione industriale in Italia è salita di un decimo a settembre, mentre era attesa una lieve flessione. L’Italia è l’unico tra i quattro principali Paesi dell’area euro ad aver pienamente recuperato i livelli pre-pandemici di produzione industriale a settembre (+1,5% rispetto a febbraio 2020). La migliore performance, specie verso la Germania (-10,7% vs pre-COVID), è spiegata dal minor peso del settore auto e dalla minore quota di delocalizzazione della catena produttiva (in particolare verso l’Asia).
– Negli Stati Uniti, oggi sono in uscita i dati settimanali sui sussidi di disoccupazione, previsti ancora in calo, sui minimi da febbraio 2020.
Ieri, il CPI di ottobre ha dato una nuova scossa allo scenario macroeconomico americano, con una variazione di 0,9% m/m (6,2% a/a, massimo dal 1990) per l’indice headline e 0,6% m/m (4,6% a/a) per l’indice core. I prezzi dei beni core sono in rialzo dell’1% m/m (8,4% a/a), mentre i servizi ex-energia aumentano di 0,4% m/m, 3,2% a/a. Fra i beni core, si evidenziano diversi comparti con incrementi ampiamente superiori alle medie pre-Covid (auto nuove e auto usate, beni sanitari). Sul fronte dei servizi ex-energia, l’abitazione accelera ancora, con un aumento di 0,5% m/m spinto dagli affitti, dagli affitti figurativi e dalle tariffe alberghiere. Anche i servizi ricreativi sono in accelerazione (0,8% m/m).
Le informazioni del CPI di ottobre confermano che il capitolo Covid e la sua influenza sull’inflazione sono probabilmente in larga misura fenomeni transitori, in linea con le aspettative della Fed e del consenso. L’effetto confronto con il 2020 e la normalizzazione dei prezzi che hanno subito l’impatto di Covid implicano che il picco dell’inflazione in quei comparti dovuto alla pandemia è probabilmente raggiunto. Ma, nel frattempo, emergono rischi verso l’alto più duraturi, collegati all’abitazione (in seguito alla trasmissione del boom dei prezzi delle case e alla scarsità di manodopera nell’ospitalità) e alla persistenza delle strozzature all’offerta, come testimoniato dai prezzi delle auto e dalla diffusione dei rialzi alla maggior parte delle voci dell’indice.
Questo messaggio è rafforzato dall’accelerazione di altre misure di inflazione sottostante: mediana del CPI a 0,6% m/m (3,1% a/a); media troncata a 0,7% m/m (4,1% a/a), Underlying Inflation Gauge della NY Fed a 0,4% m/m (4,4% a/a). Le indagini delle imprese, i prezzi alla produzione, le difficoltà della distribuzione a livello mondiale e l’eccesso di domanda sul mercato del lavoro mantengono elevati i rischi per l’inflazione nella prima metà del 2022.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


