Intesa Sanpaolo – Nell’area euro la settimana vedrà la pubblicazione dei primi dati reali riferiti al mese di aprile.
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La produzione industriale in Germania (mercoledì) e Italia (venerdì), nonché le vendite al dettaglio nel complesso dell’Eurozona, dovrebbero mostrare un recupero dopo la flessione del mese precedente, pur restando coerenti con un andamento ancora fiacco dell’attività economica a inizio trimestre. Per effetto della contrazione registrata in Germania e dell’ampia revisione al ribasso del dato irlandese, ci aspettiamo che giovedì il PIL del 1° trimestre nell’area euro risulti in leggera contrazione anziché in crescita di un decimo come nella prima stima.
Oggi la stima finale del PMI servizi di maggio è attesa confermare la correzione a 55,9, rimanendo comunque su livelli ampiamente espansivi. In Italia il PMI servizi dovrebbe scendere a 57,2 da 57,6 di aprile, e l’indice composito è atteso rimanere al di sopra della soglia di invarianza, a 53,2 da 55,3 del mese precedente. Nell’area euro i prezzi alla produzione nell’industria dovrebbero essere calati per il quarto mese ad aprile, stimiamo di -3,2% m/m e 1,3% a/a (minimo da gennaio 2021). Poco fa in Germania i dati sul commercio estero di aprile hanno mostrato una crescita dell’export (+1,2% m/m) ed una flessione per l’import (-1,7% m/m), che porta l’avanzo commerciale ai massimi da due anni. Oggi alle 15 è in calendario l’audizione del presidente BCE Lagarde al Comitato Affari economici e Monetari del Parlamento europeo.
Giovedì in area euro l’inflazione è calata più del previsto a maggio, a 6,1% dopo la risalita al 7% di aprile (con prezzi stabili nel mese), trainata da energia e alimentari. L’inflazione core BCE (al netto di alimentari freschi ed energia) ha mostrato il secondo rallentamento consecutivo dopo il picco di marzo, a 6,9% dal 7,3% precedente.
La stima finale del PMI manufatturiero di maggio nell’Eurozona ha visto una revisione al rialzo di due decimi a 44,8 (comunque in calo da 45,8 di aprile), dovuta al dato tedesco. In Italia, la prima lettura del PMI manufatturiero ha visto un calo a 45,9 a maggio da 46,8 di aprile (un minimo da tre anni).
In area euro il tasso di disoccupazione è calato al 6,5% ad aprile dopo che il dato relativo al mese precedente è stato rivisto al rialzo di un decimo al 6,6%. In Italia il tasso dei senza lavoro si è attestato al 7,8% ad aprile (da 7,9% di marzo, rivisto al rialzo di un decimo), registrando un minimo dal 2009 se si escludono i mesi di lockdown nella primavera del 2020. In Belgio la crescita del PIL nel 1° trimestre è stata rivista al rialzo di un decimo a 0,5% t/t, in accelerazione rispetto allo 0,1% di fine 2022.
Venerdì in Francia la produzione industriale è rimbalzata di 0,8% m/m in aprile da un precedente -1,1% m/m. S&P ha confermato il rating sovrano francese a AA con outlook negativo.
Questa settimana l’agenda dei dati negli Stati Uniti è quasi vuota. Il deficit della bilancia commerciale ad aprile dovrebbe mostrare un significativo ampliamento, spinto da un calo dell’export e da un aumento delle importazioni.
Biden ha firmato il Fiscal Sustainability Act of 2023, che sospende il limite del debito e vincola la crescita della spesa discrezionale fino a inizio 2025, eliminando i rischi di altre crisi politiche fino a dopo le elezioni presidenziali dell’autunno 2024.
Oggi l’ISM dei servizi a maggio è previsto a 51,8 da 51,9 di aprile. I servizi dovrebbero continuare a sostenere la crescita nella parte centrale dell’anno, ma a ritmi più contenuti.
Venerdì, i nonfarm payrolls hanno sorpreso verso l’alto, con un aumento di 339 mila e revisioni per i due mesi precedenti per un totale di 93 mila posti. La variazione di maggio è spinta sia dal settore privato (283 mila), in particolare i servizi, sia da quello pubblico (56 mila). L’indagine presso le famiglie ha mostrato un quadro meno positivo, con un calo di -310 mila che, insieme all’aumento della forza lavoro di 130 mila, ha determinato un incremento del tasso di disoccupazione di 3 decimi, a 3,7%. I salari orari sono aumentati di 0,3% m/m, con la variazione tendenziale a 4,3% a/a. Nel complesso, i dati continuano a mostrare trend solidi nei servizi, senza indicazioni di rallentamento e mettono rischi verso l’alto per il sentiero dei tassi.
L’ISM manifatturiero a maggio ha segnato un modesto calo, a 46,9 da 47,1, con incrementi per produzione (a 51,1) e occupazione (a 51,4), più che controbilanciati dall’ampia correzione dei nuovi ordini, a 42,6. È importante notare anche l’ulteriore scivolamento dell’indice dei prezzi, a 44,2 da 53,2, che segnala pressioni verso il basso sull’inflazione.
In Cina il PMI dei servizi rilevato da Caixin è salito a sorpresa da 56,4 in aprile a 57,1 in maggio. L’aumento del PMI servizi e, in misura minore, dell’analogo indice nel manifatturiero, hanno fatto salire il PMI composito da 53,6 in aprile a 55,6 in maggio.
Fonte: BondWorld.it
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