Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area euro produzione industriale ad aprile dovrebbe essere cresciuta

Intesa Sanpaolo – Area euro. La produzione industriale ad aprile dovrebbe essere cresciuta di 0,3% m/m, da 0,1% m/m precedente.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


I dati nazionali già pubblicati hanno evidenziato un calo dell’output in Germania e Francia a fronte di una crescita in Italia e Spagna. La tendenza annua dovrebbe invece toccare un picco a 37,2% da 10,9% per via del confronto favorevole con aprile 2020. Nonostante la presenza di colli di bottiglia in alcune filiere produttive riteniamo che, come emerge dalle indagini congiunturali, le solide condizioni di domanda possano sostenere, nei prossimi mesi, l’accelerazione della ripresa nel settore.

I market mover della settimana

Il calendario economico dell’area euro vedrà la lettura finale dell’inflazione di maggio, che ci aspettiamo confermi l’aumento segnato dalla stima preliminare.

Uscirà anche il dato sulla produzione industriale di aprile per l’Eurozona: prevediamo una lieve crescita dell’output che potrebbe preludere ad un’accelerazione della ripresa del settore nei prossimi mesi.

Il focus della settimana negli Stati Uniti sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe preparare la strada per la discussione sul tapering, da aprire probabilmente dopo l’estate. Le proiezioni macro dovrebbero essere riviste verso l’alto, ma la mediana nel grafico a punti dovrebbe mantenere lo scenario di tassi fermi fino a fine 2023.

Le prime indagini del manifatturiero a maggio dovrebbero dare indicazioni espansive per il settore, con una possibile stabilizzazione delle pressioni verso l’alto sui prezzi. Fra i dati di maggio, la produzione industriale dovrebbe rimbalzare grazie al manifatturiero, le vendite al dettaglio al netto delle auto, i cantieri e le licenze residenziali dovrebbero essere in ripresa.

I dati e gli eventi di venerdì

Germania. Nelle nuove proiezioni macroeconomiche elaborate nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema, la Bundesbank ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per il 2021 e 2022 e leggermente al ribasso quelle per il 2023.

Secondo le nuove stime, il PIL tedesco è atteso crescere del 3,7% quest’anno e del 5,2% l’anno prossimo, per poi rallentare a 1,7% nel 2023. Lo staff della Banca Centrale tedesca ha rivisto al rialzo anche le proiezioni sull’inflazione: l’indice armonizzato è visto toccare un picco a 2,6% nel 2021, per moderare a 1,8% nel 2022 e a 1,7% nel 2023.

Italia. La Banca d’Italia ha presentato le nuove proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana nel triennio 2021-23 elaborate nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema. Le nuove stime vedono una crescita del PIL del 4,4% quest’anno, del 4,5% l’anno prossimo e del 2,3% nel 2023 (da 3,5%, 3,8% e 2,3% rispettivamente delle proiezioni di gennaio). Le proiezioni però non incorporano i dati di contabilità nazionale diffusi dall’Istat lo scorso 1° giugno: tenendone conto, la stima di crescita per il 2021 sarebbe più elevata di oltre mezzo punto percentuale (dunque a 4,9-5%).

La ripresa è trainata soprattutto dagli investimenti, grazie all’attenuarsi dell’incertezza circa le prospettive di domanda, alle favorevoli condizioni di finanziamento e al sostegno proveniente dalle misure programmate nell’ambito del PNRR. Secondo Bankitalia, i principali elementi di incertezza rispetto a questo profilo previsivo sono legati alla progressione della pandemia (il riferimento è al successo della campagna vaccinale a livello non solo nazionale ma globale) e all’efficacia e qualità delle politiche di sostegno (cruciale l’implementazione dei progetti del PNRR): da questi elementi, potrebbero derivare sia rischi al ribasso che al rialzo sulle proiezioni di crescita.

Italia. Da oggi, due terzi della popolazione italiana (oltre 40,5 milioni di persone) è soggetto alle regole della cosiddetta “zona bianca” (dove non vigono particolari restrizioni se non l’uso dei DPI e il divieto di assembramenti, l’utilizzo del green pass per partecipare ai matrimoni, il divieto di balli in discoteca).

Infatti, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e la provincia autonoma di Trento si sono aggiunte a Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna nel gruppo di regioni a basso rischio (il resto d’Italia è in zona gialla).

Stati Uniti. Fra metà giugno e metà luglio (per la maggior parte nella seconda metà di giugno), 25 Stati elimineranno o modificheranno in senso restrittivo i sussidi di disoccupazione erogati dal governo federale, con effetti su circa un quarto dei sussidi non statali. Questi Stati rappresentano circa il 43% degli occupati e il 36% dei disoccupati. Per Alaska, Mississippi e Missouri le modifiche entrano in vigore già questa settimana, Wyoming, Nebraska, Idaho, fra gli altri, interverranno il 19 giugno, mentre fra fine giugno e inizio luglio ci saranno cambiamenti anche in Stati popolosi, come Texas, Florida, Arizona e Maryland.

In alcuni casi gli Stati distribuiranno bonus per l’accettazione di un impiego, in altri verrà eliminata solo l’integrazione di 300 dollari a settimana, in altri ancora verranno interrotti anche i programmi per i disoccupati nella “gig economy”, colpendo circa 1,5 mln di sussidi. Le nuove misure restrittive sui sussidi dovrebbero avere effetto sull’offerta di lavoro e, già a partire dai dati delle prossime settimane, si avranno informazioni potenzialmente rilevanti per la dinamica occupazionale. I sussidi e le integrazioni federali termineranno per tutti gli Stati a metà settembre.

Stati Uniti. In settimana inizierà il lavoro negoziale di un gruppo di 10 senatori bipartisan per costruire consenso in Congresso e presso l’amministrazione su un piano di infrastrutture con misure per 974 mld in 5 anni, potenzialmente estensibile su 8 anni con un totale di 1,2 tln. Circa 580 mld delle misure richiederebbero nuovi fondi, mentre una parte verrebbe finanziata riallocando fondi previsti dalla legislazione anti-Covid già approvata e non ancora utilizzati. Biden ha detto di essere disponibile a utilizzare 75 mld di fondi già appropriati.

Non sono previsti rialzi di imposte, anche se, secondo Romney, si è considerata la possibilità di indicizzare l’imposta federale (fissa, e non proporzionale, dal 1993 a 18,4 cent/gallone) sulla benzina all’inflazione, ma l’amministrazione ha indicato che questo violerebbe l’impegno di Biden a mantenere invariate le imposte per tutti gli individui con redditi <400 mila dollari.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (prel.) aumenta a 86,4 da 82,9 di maggio, con l’indice coincidente poco variato a 90,6 da 89,4 e le aspettative a 83,8 da 78,8. L’indice composito recupera circa due terzi della correzione di maggio, con indicazioni positive per lo più concentrate fra gli intervistati nelle categorie di reddito medio-alto. Le aspettative per l’economia sono in ulteriore miglioramento, con una percentuale record di intervistati che prevede un calo della disoccupazione.

Le famiglie continuano a segnalare elevati timori per il sentiero dei prezzi, benché le aspettative di inflazione nell’indagine corrente si siano ridimensionate dal mese precedente, scendendo a 4% da 4,6% sull’orizzonte a 1 anno e a 2,8% da 3% sull’orizzonte a 5 anni. In questa fase post-pandemica secondo il direttore dell’indagine i consumatori sono meno sensibili ai rialzi dei prezzi, ma se l’aumento dell’inflazione dovesse persistere, ci potrebbero essere ricadute più durature sul comportamento individuale. Due terzi degli intervistati prevedono rialzi dei tassi di interesse già l’anno prossimo.

Giappone. La produzione industriale ad aprile (finale) è rivista ampiamente verso l’alto rispetto alla lettura preliminare e registra una variazione di 2,9% m/m (15,8% a/a), da 2,5% m/m della prima lettura. Anche le consegne sono in netto rialzo (+3,1% m/m), mentre le scorte flettono di – 0,1% m/m e il rapporto scorte fatturato cala di -2,4% m/m. l’indagine del METI sulle previsioni delle imprese riportava a fine maggio aspettative di correzione di -1,7% m/m a maggio e di ripresa di 5% m/m a giugno.

I dati recenti segnalano che, sulla scia del terzo stato di emergenza, che dovrebbe rimanere in vigore almeno fino a metà giugno, il 2° trimestre dovrebbe registrare una stagnazione, ma nel 3° trimestre si dovrebbe instaurare un trend di moderata crescita spinta principalmente dall’industria. Le indicazioni della Business Outlook Survey puntano a una ripresa degli investimenti per le imprese manifatturiero, pur a fronte di persistente debolezza per il settore non manifatturiero. I consumi dovrebbero riprendersi grazie al contenimento dei contagi e all’accelerazione della campagna vaccinale. Al 10 giugno, il 12,6% della popolazione aveva ricevuto almeno una dose di vaccino e il 4,3% era pienamente immunizzato.

Fonte: BondWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.