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Intesa Sanpaolo : Area Euro, questa settimana i dati di settembre sull’output nell’industria

Intesa Sanpaolo – Nell’area euro, questa settimana i dati di settembre sull’output nell’industria e nelle costruzioni dovrebbero registrare un incremento.

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Si inizia oggi con la produzione industriale dell’Eurozona , che dovrebbe essere cresciuta di 0,7% m/m. Le stime finali d’inflazione di ottobre potrebbero riservare una revisione al ribasso in Italia e di conseguenza nell’insieme dell’Eurozona. In calendario anche la seconda rilevazione del PIL dell’area euro (nonché la prima lettura in Olanda, attesa mostrare un’espansione solo marginale), e i dati sulla crescita degli occupati nel 3° trimestre. Infine, l’indice ZEW tedesco (prima indagine relativa a novembre) potrebbe mostrare un recupero rispetto a ottobre, pur restando su livelli recessivi.

Venerdì, la Commissione Europea ha alzato le stime di crescita del PIL nel 2022 a 3,2%, ma ha tagliato quelle relative al 2023 a 0,3%. In rialzo le proiezioni di inflazione (6,1% nel 2023).

Belgio, Italia, Grecia e Polonia hanno minacciato di bloccare il pacchetto UE di misure emergenziali sul gas perché non include proposte operative in merito al tetto al prezzo del gas. La Commissione potrebbe presentare una proposta a tale riguardo al Consiglio del 24/11.

Negli Stati Uniti oggi non ci sono dati in agenda, ma durante la settimana sono in uscita diverse informazioni importanti. Le prime indagini regionali del manifatturiero a novembre dovrebbero confermare la debolezza dell’attività, sia corrente sia attesa, e segnalare ulteriore riduzione delle pressioni verso l’alto sui prezzi. Per ottobre, le vendite al dettaglio sono attese in marginale aumento in termini nominali, in linea con l’aspettativa di indebolimento dei consumi nel 4° trimestre. Sempre a ottobre, le vendite di case esistenti e i cantieri dovrebbero flettere ancora, mentre la produzione industriale e gli ordini di beni durevoli dovrebbero registrare incrementi moderati.

Sul fronte dei risultati elettorali , ancora non definitivi, ci sono sviluppi molto rilevanti. In termini generali, non c’è stata nessuna “ondata rossa”. In secondo luogo, si rileva che i candidati più “estremisti” e populisti presentati dai repubblicani e sostenuti da Trump, sono stati sconfitti. Al Senato i democratici hanno raggiunto la soglia di 50 seggi, contro i 49 assegnati ai repubblicani. Rimane da definire, come atteso, il seggio in Georgia. Grazie al voto della vice-presidente Harris, i 50 seggi democratici consolidano il mantenimento della maggioranza al Senato. Per quanto riguarda la Camera, al momento i democratici hanno perso 10 seggi e i repubblicani ne hanno guadagnato altrettanti, ma per ora nessuno dei due partiti ha raggiunto i 218 seggi necessari per la maggioranza. Lo scenario centrale rimane di perdita della maggioranza democratica.

Venerdì la stima preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan di novembre è calata a 54,7, minimo da luglio. Si rileva un netto deterioramento delle condizioni d’acquisto per i beni durevoli, una possibile indicazione che il rialzo dei tassi sta iniziando a pesare sui consumatori. Poco variate le aspettative d’inflazione.

Fonte: BondWorld.it


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