Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area euro revisione al rialzo dell’inflazione di gennaio

Intesa Sanpaolo – Questa mattina nell’area euro. la seconda lettura dovrebbe vedere una revisione al rialzo dell’inflazione di gennaio, attesa all’8,8% da 8,5% della stima flash, comunque in calo rispetto al mese precedente (9,2%).

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Questa mattina nell’area euro. la seconda lettura dovrebbe vedere una revisione al rialzo dell’inflazione di gennaio, attesa all’8,8% da 8,5% della stima flash, comunque in calo rispetto al mese precedente (9,2%).

Ieri in Germania l’indice di fiducia delle imprese IFO ha fatto segnare il quinto rialzo consecutivo in febbraio, salendo a 91,1 dal 90,1 precedente. In Italia, Istat ha rivisto al ribasso la stima di inflazione di gennaio, a 10% da 10,1% preliminare sul NIC (da 11,6% a dicembre) e a 10,7% da 10,9% sull’IPCA (da 12,3% del mese precedente), e la produzione nelle costruzioni è salita di 0,4 m/m a dicembre.

Il governatore di Banque de France, Villeroy de Galhau, ha parlato di “reazione eccessiva” dei mercati riguardo alle aspettative sul picco dei tassi ufficiali BCE, affermando che non necessariamente vi saranno rialzi a tutte le riunioni di politica monetaria.

Negli Stati Uniti, oggi la seconda stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe confermare la variazione di 2,9% t/t ann., spinta da un ampio contributo delle scorte, con indicazioni di quasi stagnazione della domanda finale domestica privata. Ieri, Bullard (St Louis Fed) ha detto che a suo avviso sarà possibile mantenere in atto il processo di disinflazione pur in presenza di un mercato del lavoro forte. A suo avviso, i tassi dovrebbero salire fino al 5,4%.

I verbali della riunione del FOMC di febbraio, pur essendo ancora basati sui dati deboli dell’autunno e non incorporando le sorprese dei dati di gennaio, hanno dato segnali generalmente hawkish, come atteso. Il consenso ritiene appropriato rischiare di eccedere nella restrizione piuttosto che intervenire in modo insufficiente per riportare l’inflazione sotto controllo. A febbraio, quasi tutti i partecipanti erano favorevoli a introdurre un ritmo di rialzi di 25 pb, mentre “alcuni” avrebbero preferito un aumento di 50 pb. I verbali rilevano l’allentamento delle condizioni finanziarie, segnalando che una sua prosecuzione potrebbe generare la necessità di maggiori interventi o di mantenimento di tasi elevati più a lungo.

Fonte: BondWorld.it


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