Intesa Sanpaolo – Oggi nell’area euro il dato più importante in uscita è la stima preliminare sui prezzi al consumo di giugno, che dovrebbe mostrare un’inflazione in calo di tre decimi a 5,8% a/a, mentre l’indice core è visto al 6,7% dal 6,9% precedente.
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In Francia l’inflazione dovrebbe rallentare di mezzo punto al 4,6% (+0,2% m/m) sull’indice nazionale e di sei decimi al 5,4% (+0,3% m/m) sull’IPCA. Poco fa in Germania i prezzi all’import hanno registrato la nona flessione di fila a maggio (-1,4% m/m), passando, su base annua, da -7% a -9,1%, un nuovo minimo da settembre 2009. Sempre in Germania, le vendite al dettaglio hanno registrato il secondo aumento consecutivo a maggio (0,4% m/m), pur rimanendo in ampio calo rispetto a un anno prima (-3,6% a/a).
Nell’area euro il tasso di disoccupazione è atteso invariato al 6,5% a maggio, in linea con intenzioni di assunzione delle imprese che restano su livelli espansivi. Il tasso dei senza-lavoro è visto in aumento di un decimo in Italia al 7,9% a maggio, e stabile per il quarto mese consecutivo a giugno in Germania, al 5,6%.
Ieri in Germania l’inflazione è cresciuta più del previsto a giugno, al 6,4% a/a (+0,3% m/m) dal 6,1% di maggio su base nazionale e al 6,7% a/a (+0,4% m/m) dal 6,3% precedente sull’indice armonizzato, per via principalmente di effetti base sfavorevoli sui servizi (in salita a 5,3% da 4,5% precedente sul CPI). L’indice al netto di energia e alimentari è risalito al 5,8% dal 5,4% di maggio. In Spagna, sempre a giugno, l’inflazione è calata meno delle attese, all’1,9% a/a (+0,6% m/m) dal 3,2% di maggio su base nazionale e all’1,6% a/a (+0,6% m/m) dal 2,9% precedente sull’indice armonizzato; l’indice al netto di alimentari ed energia è calato di soli due decimi, a 5,9% a/a.
Nell’Eurozona l’indice composito ESI di fiducia economica è calato per il secondo mese portandosi a 95,3 da un precedente 96,4 (un minimo da novembre 2022), registrando una flessione del morale diffusa a tutti i settori; in particolare, il morale delle imprese industriali è ai minimi da settembre del 2020.
Oggi negli Stati Uniti la spesa personale di maggio è prevista in rialzo di 0,2% m/m, spinta sia dai beni che dai servizi. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, sulla scia della dinamica occupazionale solida. Il deflatore è atteso in crescita di 0,1% m/m (3,9% a/a) per l’indice headline e di 0,3% m/m (4,6% a/a) per quello core.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (finale) dovrebbe ritracciare modestamente a 63,2 da 63,9 della lettura preliminare, mantenendosi su livelli inferiori alla media storica.
Ieri Powell ha sottolineato l’importanza di una efficace regolamentazione bancaria, e attende di valutare proposte di modifica della regolamentazione per le banche di dimensione simile a quella di SVB.
Bostic (Atlanta Fed) ha ribadito la sua view secondo cui non dovrebbe essere necessario alzare i tassi oltre il livello attuale. A suo avviso, con la ripresa del trend verso il basso dell’inflazione, i tassi reali aumenteranno, attuando una “restrizione passiva” e trasmettendo gli effetti ritardati della politica monetaria.
La stima finale del PIL del 1° trimestre ha registrato una revisione verso l’alto maggiore delle attese, con una variazione di 2% t/t ann,. da 1,3% t/t ann.
Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione al 24 giugno sono calati a 239 mila, dai livelli intorno a 260 mila delle due settimane precedenti, mantenendosi su un sentiero solo modestamente verso l’alto in atto da febbraio.
In Giappone, la produzione industriale (prelim.) di maggio ha sorpreso verso il basso, con un calo di -1,6% m/m. Il tasso di disoccupazione a maggio è rimasto stabile a 2,6%, in presenza di correzioni degli occupati, dei disoccupati e della forza lavoro. Il jobs to applicant ratio è sceso a 1,31 da 1,33 di aprile, sul minimo da luglio 2022.
In Cina gli indici PMI rilevati dall’Ufficio Statistico (NBS) evidenziano un’ulteriore perdita di vigore della ripresa economica nel settore dei servizi e una moderata flessione dell’attività nel manifatturiero nel mese di giugno, per lo più guidata dal calo delle scorte. Il PMI manifatturiero è salito lievemente da 48,8 in maggio a 49 in giugno, mentre il PMI del settore non manifatturiero è sceso da 54,5 in maggio a 53,2 in giugno, più delle attese di consenso, trainato al ribasso dalla diminuzione sia del PMI dei servizi sia di quello delle costruzioni. Il PMI composito è quindi calato a 52,3 in giugno da 52,9 in maggio, un minimo da inizio anno.
Fonte: BondWorld.it
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