Intesa Sanpaolo – In area euro le rilevazioni di settembre sul mercato del lavoro dovrebbero far registrare un tasso di disoccupazione stabile rispetto al mese precedente, al 9,3% in Italia e al 7,5% nel complesso dell’Eurozona.
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Ieri le stime finali degli indici PMI manifatturieri di ottobre hanno riservato revisioni al ribasso per il dato tedesco (a 57,8 da 58,2 preliminare) e al rialzo per quello francese (a 53,6 da 53,5). In Italia l’indice è salito più del previsto a 61,1 da 59,7 di settembre, sui massimi da giugno. L’indagine italiana in particolare ha evidenziato un’accelerazione degli ordinativi a fronte di un nuovo record per le commesse inevase ed un ulteriore allungamento dei tempi di consegna, il che conferma la rilevanza delle strozzature no, anche in Italia, un contesto di eccesso di domanda. In Spagna invece l’indice è calato a 57,4 da 58,1 di settembre, sui minimi da marzo. Nel complesso dell’Eurozona il PMI manifatturiero è stato quindi limato a 58,3 da 58,5 della stima flash.
– Negli Stati Uniti, il focus della giornata sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe annunciare l’inizio del tapering già a partire dal calendario di novembre, con un termine previsto entro metà 2022. La variazione iniziale degli acquisti dovrebbe essere di 15 mld al mese, ma dovrebbe essere confermata o modificata a ogni riunione, garantendo la flessibilità necessaria a rispondere all’evoluzione dei dati e alla possibile persistenza delle pressioni verso l’alto sui prezzi. La conferenza stampa dovrebbe ribadire che l’inizio del tapering è separato dalla svolta dei tassi, ma sottolineare anche le preoccupazioni della Fed per il protrarsi delle strozzature all’offerta e dell’eccesso di domanda diffuso anche al mercato del lavoro, che genera pressioni verso l’alto sull’inflazione più durature del previsto. Powell dovrebbe comunicare la volontà di rivalutare lo scenario dei tassi sulla base della persistenza delle strozzature all’offerta e dei rischi per l’inflazione, segnalando la possibilità di un anticipo della svolta sui tassi, in caso di materializzazione dei rischi sull’inflazione.
Per quanto riguarda i dati, oggi verrà pubblicato l’ISM dei servizi di ottobre, che dovrebbe correggere modestamente a 61,7 da 61,9, con indicazioni di espansione dell’attività a ritmi sostenuti, nonostante le strozzature dal lato dell’offerta e, soprattutto, la scarsità di manodopera, con ininterrotte pressioni verso l’alto sui prezzi degli input e di vendita. La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di ottobre è vista dal consenso a 400 mila, con segnali positivi per l’employment report in uscita venerdì 5/11.
– In Cina l’indice PMI dei servizi rilevato da Caixin Markit, diversamente da quello del NBS uscito lunedì, è salito da 53,4 in settembre a 53,8 in ottobre, grazie a un aumento della componente degli ordini, che a 54,1 tocca il massimo da agosto e si mantiene ampiamente in territorio espansivo.
Scende marginalmente, pur rimanendo poco sopra 50, la componente dell’occupazione; una dinamica simile hanno registrato le aspettative che restano però sopra 60. Il miglioramento delle condizioni nel settore dei servizi è stato accompagnato da un aumento delle componenti dei prezzi sia degli input sia degli output.
– Globalmente, in ottobre il PMI manifatturiero è salito da 54,1 a 54,3. Tuttavia, l’incremento riflette soprattutto l’allungamento dei tempi di consegna, e non trova riscontro né negli ordinativi, né nella produzione: entrambi i sotto-indici sono calati, pur restando sopra la soglia di espansione.
Fonte: BondWorld.it
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