Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro, dopo due mesi di calo, le vendite al dettaglio dovrebbero tornare a crescere ad aprile, ma il rimbalzo sarebbe solo parziale (nostra stima: +0,2% m/m da un precedente -1,2% m/m).
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In calendario anche il dato di produzione industriale di aprile in Spagna, attesa in rallentamento su base tendenziale all’1,5% dal 4,5% di marzo.
Poco fa in Germania gli ordini all’industria sono calati nuovamente in aprile, di -0,4% m/m dopo il crollo di -10,9% m/m (rivisto da -10,7% m/m) di marzo; se escludiamo gli ordini su larga scala, tuttavia, il dato risulta in crescita di 1,4% m/m. Gli ordinativi restano in ampio calo su base annua (-9,9%).
Ieri nell’Eurozona il PMI servizi di maggio è stato rivisto al ribasso a 55,1 da un precedente 55,9 (comunque in discesa da 56,2 di aprile), trainato dal calo superiore alle attese registrato in Italia (a 54 da 57,6) e dalle correzioni all’indice francese (52,5 da 52,8, in calo da 54,6 in aprile) e tedesco (57,2 da 57,8, comunque in aumento rispetto al 56 del mese precedente).
Nell’area euro il PPI è calato per il quarto mese ad aprile, di -3,2% m/m dal -1,3% m/m di marzo (1% a/a da 5,5%), guidato da energia e, in misura minore, dai beni intermedi.
Oggi negli Stati Uniti non ci sono dati di rilievo in calendario. Ieri, l’ISM dei servizi a maggio ha mostrato un calo a 50,3, da 51,9 di aprile, con indicazioni di rallentamento dell’espansione e segnali di debolezza per attività, ordini e occupazione.
La Reserve Bank of Australia ha alzato i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, portandoli a 4,1%, un massimo da 11 anni. La mossa ha sorpreso i mercati, che scontavano solo al 40% una nuova stretta. L’istituto ha aggiunto che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi affinché l’inflazione torni al target del 2% in un orizzonte temporale ragionevole.
Fonte: BondWorld.it
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