Intesa Sanpaolo – Ci attendiamo che la BCE annunci la sospensione degli acquisti netti APP dopo il 1° luglio, e che comunichi di essere pronta a una fase di rialzo dei tassi ufficiali per il soddisfacimento di tutte le condizioni indicate nella sua forward guidance.
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Quest’ultima cesserà di esistere. I tassi ufficiali resteranno invariati, per il momento, ma sarà chiaro che saranno aumentati il 21 luglio. Probabilmente la BCE eviterà di impegnarsi sulla dimensione del prossimo rialzo, sottolineando la necessità di reagire all’evoluzione dei dati: la dimensione standard dei rialzi è di 25 punti base; tuttavia, non può essere esclusa la possibilità che nel consiglio si formi una maggioranza a favore dell’immediato abbandono dei tassi negativi, con un rialzo secco di 50 p.b. il 21 luglio. Per quanto riguarda le proiezioni macroeconomiche dello staff, bisogna attendersi una drastica revisione al rialzo delle stime di inflazione 2022-23 e al ribasso di quelle di crescita del PIL 2022. Non ci aspettiamo annunci riguardo ad eventuali misure contro la frammentazione finanziaria: sarà reiterata la promessa a intervenire, se necessario, ma senza sbilanciarsi né sulle condizioni specifiche, né sugli strumenti (a parte la già nota “flessibilità” dei reinvestimenti PEPP). Con l’abbandono dei tassi negativi ormai alle porte, è anche improbabile che il consiglio modifichi il regime di remunerazione delle riserve in eccesso.
– Non sono presenti dati macroeconomici in calendario per oggi in area euro, dopo che ieri la crescita del PIL nel 1° trimestre è stata rivista al rialzo di tre decimi a 0,6% t/t (5,4% a/a). La revisione è però imputabile al volatile dato irlandese (10,8% t/t), al netto del quale la stima sarebbe confermata allo 0,3%. Lo spaccato delle componenti non è particolarmente incoraggiante, in quanto mostra il secondo calo consecutivo per i consumi a fronte di una sostanziale stagnazione per gli investimenti. La crescita registrata nel trimestre è dovuta quindi interamente alle scorte (+0,6%). La revisione al rialzo del dato relativo a inizio anno ha implicazioni sulla crescita media annua attesa per il 2022: la nostra previsione, ceteris paribus, sale al 3% da un precedente 2,7%. È comunque possibile un rallentamento della crescita nel trimestre corrente. In Italia le vendite al dettaglio ad aprile sono rimaste stagnanti in valore e sono calate per il secondo mese, di -0,4% m/m, in volume (cioè al netto dell’effetto del rialzo dei prezzi).
– Negli Stati Uniti oggi gli unici dati in uscita sono le richieste di sussidi di disoccupazione di inizio giugno, attese dal consenso in modesto rialzo a 210 mila, ma sempre su livelli storicamente bassi.
– In Cina la dinamica del commercio estero in maggio è stata in netto miglioramento, in parte sostenuta dall’aumento dei prezzi e in parte favorita dalla normalizzazione dei problemi logistici in seguito all’allentamento delle misure di contenimento del Covid-19, soprattutto nella seconda metà del mese. Le esportazioni sono salite del 16,9% a/a in maggio da 3,9% a/a in aprile, accelerando ben oltre le attese di consenso (Bloomberg: 8%). L’accelerazione delle importazioni, salite del 4,1% a/a in maggio dopo una variazione nulla in aprile, è stata anch’essa superiore al consenso (Bloomberg: 2,8%), ma più moderata. I dati per paese e prodotto non sono ancora disponibili. Il miglioramento appare difficilmente riconciliabile con la debolezza degli ordini, in particolare esteri, segnalata dalle relative componenti degli indici PMI anche a maggio, e si prospetta come temporaneo.
Fonte: BondWorld.it
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