Intesa Sanpaolo – Come ci aspettavamo, ieri la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di 50pb, malgrado le tensioni finanziarie di questi giorni e maggiori divisioni interne.
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L’aumento dell’incertezza ha indotto la BCE ad eliminare qualsiasi indicazione sull’evoluzione futura dei tassi, anche in termini direzionali. I mercati danno per scontato che i tassi siano più o meno arrivati, ma non sarà affatto così, se le tensioni finanziarie rientreranno: in tal caso, la necessità di rallentare la domanda interna per frenare l’inflazione sottostante implicherà nuovi rialzi dei tassi.
Oggi in Eurozona la seconda lettura dovrebbe confermare che l’inflazione è calata marginalmente a febbraio, all’8,5% da 8,6%; di contro, l’indice core (al netto di energia e alimentari freschi) dovrebbe confermare l’accelerazione a 7,4% (massimo da quando esiste la serie, ovvero dal 1997). I rischi sul nostro scenario previsivo per i prossimi mesi restano al rialzo sulla componente “di fondo”. Su questo fronte, saranno rilevanti oggi i dati sul costo del lavoro nel 4° trimestre (prevediamo un’accelerazione dei salari orari al 3,5% a/a). In Italia sono attesi i dati di gennaio sulla bilancia commerciale e i prezzi all’import, nonché quelli sulla produzione nelle costruzioni. Infine, oggi sarà diffuso l’ Interim Economic Outlook dell’OCSE, e, a mercati chiusi, si attende il pronunciamento di S&P Global sul rating della Spagna, e quello di Moody’s sulla Grecia.
Ieri in Italia l’inflazione di febbraio è stata rivista al ribasso di un decimo sia sull’indice armonizzato che su quello nazionale, rispettivamente, al 9,8% e al 9,1% a/a. In Francia il Governo ha fatto ricorso all’articolo 49.3 per l’adozione della riforma delle pensioni senza passare per il voto dell’Assemblea Nazionale.
Negli Stati Uniti oggi in questa fase di turbolenza finanziaria in evoluzione, il focus è sui dati che possono dare informazioni sui rischi di una crisi bancaria più che su quelli macroeconomici. La pubblicazione settimanale dei dati del bilancio della Fed ieri ha mostrato un aumento di stress generalizzato per la liquidità delle banche. L’attivo del bilancio è aumentato di circa 300 mld su base settimanale , per via di un incremento dei prestiti. Separatamente, i dati settimanali dei Money Market Funds mostrano che i fondi istituzionali sono aumentati di 100 mld. Nel complesso, i dati danno indicazioni di una diffusione dello stress originato dai fallimenti di SVB e Signature Bank al sistema bancario nel suo complesso, anche se per ora è difficile valutare se la nuova domanda di liquidità sia dovuta a crisi di fiducia o a genuini problemi di solvibilità.
Fra i dati macro in uscita oggi, la produzione industriale di febbraio dovrebbe mostrare un rialzo di 0,4% m/m, dopo un dato stabile a gennaio. nel manifatturiero l’output dovrebbe esser in marginale flessione dopo l’ampio rialzo di gennaio. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) è prevista in miglioramento a 68, da 67 di febbraio sulla base delle indicazioni delle altre indagini, ma ci sono rischi verso il basso in seguito alla turbolenza sui mercati finanziari dell’ultima settimana.
Ieri, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione all’11 marzo sono tornate a scendere, a 192 mila, dopo il rialzo inatteso della settimana precedente. L’indice della Philadelphia Fed a marzo è rimasto in territorio recessivo, con un incremento marginale a -23,2 da -24,2 di febbraio. L’indagine segnala ulteriore debolezza nel settore. I nuovi cantieri residenziali di febbraio hanno segnato un ampio rimbalzo, a 1,45 mln, in aumento di 9,8% m/m da 1,321 mln di gennaio. Le licenze sono in rialzo a 1,524 mln (+13,8% m/m) da 1,339 mln di gennaio, con indicazioni positive per le costruzioni nei prossimi mesi.
Fonte: BondWorld.it
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