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Intesa Sanpaolo : Banca Centrale Europea ha dato avvio a una graduale riduzione degli acquisti

Intesa Sanpaolo – La Banca Centrale Europea ha dato avvio a una graduale riduzione degli acquisti di titoli già dal gennaio 2022,

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annunciando un percorso di riduzione la cui durata non è fissata a priori, ma resta ancora connessa al verificarsi delle condizioni che faranno scattare il primo rialzo dei tassi. Gli acquisti netti PEPP saranno ridotti nel 1° trimestre e sospesi dal 1° aprile 2022, anche se potrebbero essere ripresi se necessario per contrastare nuovi effetti negativi connessi alla crisi pandemica. Inoltre, i reinvestimenti delle scadenze potranno essere gestiti in modo flessibile per contrastare eventuali episodi di frammentazione del mercato connessi alla pandemia.

Gli acquisti netti mensili APP saranno pari a 40 miliardi nel 2° trimestre, a 30 miliardi nel terzo e quindi a 20 miliardi da ottobre. Per quanto concerne la riduzione del bilancio dopo l’avvio del rialzo dei tassi, la BCE ha esteso i reinvestimenti delle scadenze PEPP fino a tutto il 2024. Invariata la forward guidance, ma le nuove parole d’ordine sono “flessibilità” e “discrezionalità” (“optionality”), che implicano la possibilità di cambi di passo in base ai dati futuri. L’annuncio è coerente con un possibile avvio del rialzo dei tassi nel corso del 2023.

Ieri la Bank of England ha alzato i tassi a 0,25% da 0,1% precedente con un voto di 8-1 che segnala un consenso diffuso all’interno del MPC. Nonostante l’incertezza relativa alla variante Omicron il rialzo è stato giustificato dalla necessità di agire per contrastare il rialzo dell’inflazione, in un contesto di solido mercato del lavoro con rischi al rialzo per la dinamica salariale.

In Germania questa mattina il PPI a novembre è cresciuto di 0,8% m/m, in rallentamento da 1,4% m/m precedente ma con rincari ancora diffusi a tutti i comparti, che spingono l’inflazione dei prezzi alla produzione al 19,2% a/a da 18,4% di ottobre. Sempre in Germania ad ottobre lo stock di ordinativi inevasi nella manifattura è salito di 0,8% m/m (22,3% a/a). Oggi, l’indice IFO è atteso correggere nuovamente in dicembre, a 95,8 da 96,5 precedente. L’indicatore sulle attese è visto calare marginalmente a 93,9 da 94,2; sarà più ampia, invece, la contrazione dell’indicatore sulla situazione corrente (a 97,8 da 99 di novembre). In area euro la stima finale dell’indice di prezzi al consumo di novembre dovrebbe confermare l’aumento dell’inflazione a 4,9% a/a (0,5% m/m) da 4,1% del mese precedente.

Ieri in area euro i PMI flash di dicembre hanno riportato un calo nei servizi (53,3 da 55,9), penalizzati dalla risalita dei contagi, a fronte di una tenuta per la manifattura (58 da 58,4) dove emergono anche segnali di allentamento per le strozzature all’offerta (che restano comunque severe). L’indice composito è calato a 53,4 da 55,4, su livelli coerenti con una marcata decelerazione della ripresa nel 4° trimestre.

In Francia invece le indagini INSEE hanno riportato un miglioramento nel morale manifatturiero (111 da 110) a fronte di una correzione per servizi e commercio al dettaglio. Le indagini INSEE, così come i PMI, segnalano una maggiore tenuta dell’economia francese rispetto a quella tedesca in questo frangente, anche se è probabile che nel 4° trimestre la crescita del PIL francese sarà comunque modesta.

– Oggi non ci sono dati in uscita negli Stati Uniti. Ieri, l’indice della Philadelphia Fed di dicembre ha mostrato un calo a 15,4, segnalando espansione meno diffusa rispetto ai mesi scorsi, con un rallentamento di ordini e consegne, ma un’accelerazione dell’occupazione. Gli indici di prezzo, se pure in flessione, continuano a segnalare diffuse pressioni verso l’alto. I PMI Markit di dicembre (prel.) hanno confermato la crescita dell’attività, con l’indice del manifatturiero a 57,8 e quello dei servizi a 57,5. Lo spaccato delle indagini è positivo per l’attività e segnala una stabilizzazione delle pressioni sui prezzi vicino ai livelli elevati dei mesi scorsi.

Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione all’11 dicembre risalgono a 206 mila, con la media mobile a 4 settimane sui minimi dal 1969 e indicazioni di un mercato del lavoro sotto pressione. I cantieri residenziali a novembre sono balzati a 1,68 mln, sui massimi da marzo, con segnali positivi per gli investimenti residenziali nel 4° trimestre. La produzione industriale a novembre è aumentata di 0,5% m/m, con un rialzo di 0,7% m/m sia nel manifatturiero sia nell’estrattivo e un calo di -0,8% m/m delle utility. Il settore auto segna il 2° incremento consecutivo, con +2,8% m/m, dopo 8% m/m di ottobre.

– In Giappone, la riunione della BoJ ha esteso di 6 mesi il programma di sostegno all’erogazione del credito in risposta all’emergenza Covid e confermato la scadenza a marzo 2022 degli altri programmi straordinari. Il controllo della curva rimane in atto con obiettivi per i tassi invariati a -0,1% per l’overnight e intorno a zero per i JGB a 10 anni.

La valutazione congiunturale rileva un trend di crescita positivo, ancora frenato da Covid, con aspettative di miglioramento sia per il PIL sia per l’inflazione. Le prospettive per la politica monetaria sono di stabilità per il futuro prevedibile.

Fonte: BondWorld.it


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