Intesa Sanpaolo – Ieri la BCE ha alzato i tassi di 50pb, la minore delle opzioni plausibili, ma allo stesso tempo ha segnalato che i mercati non stanno adeguatamente scontando il potenziale di rialzo dei tassi ufficiali nei prossimi mesi.
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Ieri la BCE ha alzato i tassi di 50pb, la minore delle opzioni plausibili, ma allo stesso tempo ha segnalato che i mercati non stanno adeguatamente scontando il potenziale di rialzo dei tassi ufficiali nei prossimi mesi. Il comunicato avvisa che ci saranno altri “significativi” rialzi, attuati a “ritmo sostenuto” (probabilmente 50pb a febbraio e marzo). La restrizione della politica monetaria sarà presto rafforzata anche dalla riduzione del portafoglio APP: da marzo, infatti, i reinvestimenti delle scadenze saranno ridotti in media di 15 miliardi al mese.
Oggi in area euro ci aspettiamo che le stime flash degli indici PMI di dicembre confermino i messaggi di generale debolezza del ciclo diffusa a manifattura e servizi. In Italia la stima finale potrebbe rivedere al rialzo di un decimo la crescita dei prezzi al consumo a novembre per via della risalita dei prezzi del gas sul mercato tutelato.
Ieri in Francia l’indice INSEE di fiducia delle imprese manifatturiere è rimasto invariato a 101 a dicembre (solo poco al di sopra della media di lungo periodo). Il morale è rimasto invariato anche negli altri settori ad eccezione del commercio al dettaglio, dove è migliorato.
Negli Stati Uniti, oggi i PMI flash di dicembre dovrebbero mantenersi in area recessiva, con l’indice manifatturiero a 48 e quello dei servizi a 46,8, in marginale rialzo da novembre, ma sempre in linea con modesta contrazione dell’attività.
Ieri, i dati hanno segnalato generale debolezza, con indicazioni negative sia per i consumi sia per l’attività delle imprese. Le vendite al dettaglio a novembre sono calate di -0,6% m/m (6,5% a/a), contro attese di -0,3% m/m, con flessioni ampie e diffuse alla maggior parte delle voci. La previsione per i consumi del 4° trimestre rimane positiva, ma le vendite hanno dato i primi segnali del rallentamento che verrà. La produzione industriale di novembre ha confermato le aspettative con un calo di -0,2% m/m, con manifatturiero ed estrattivo in ampio calo. Gli indici della Philadelphia Fed e della NY Fed per il manifatturiero a dicembre si sono mantenuti in territorio recessivo, con indicazioni negative per gli ordini e indebolimento dell’occupazione.
Fonte: BondWorld.it
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