Intesa Sanpaolo – Ieri la BCE ha segnalato che il rialzo dei tassi potrebbe essere più ampio di quanto scontato dai mercati.
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Nel comunicare il previsto aumento di 25pb dei tassi ufficiali, che ha portato il tasso sui depositi al 3,50%, infatti, la Banca centrale ha anche alzato le proiezioni di inflazione core lungo tutto l’orizzonte previsionale, a fronte di revisioni al ribasso marginali delle proiezioni di crescita. Un rialzo dei tassi a luglio, peraltro già atteso da mercati e analisti, è stato indicato come molto probabile. Continuiamo a ritenere probabile che la fase di rialzo dei tassi si estenda a settembre e che sia associata a livelli di picco dei tassi di almeno il 4%.
Oggi in area euro , dopo il balzo di fine 2022, il costo del lavoro dovrebbe aver accelerato ulteriormente, di due decimi, nei primi tre mesi dell’anno, al 5,9% a/a. La stima finale è attesa confermare il marcato calo dell’inflazione nell’Eurozona in maggio, a 6,1% dopo la risalita al 7% di aprile, mentre l’indice “core BCE” (al netto di alimentari freschi ed energia) dovrebbe essere anch’esso confermato al 6,9% dal 7,3% di aprile. Anche in Italia la seconda lettura dei prezzi al consumo non è attesa registrare revisioni, con l’indice nazionale al 7,6% (+0,3% m/m) dall’8,2% di aprile e l’IPCA all’8,1% (+0,3% m/m) dall’8,7%; l’inflazione al netto di energia e alimentari freschi è vista scendere di un decimo al 6,2%.
Ieri in Francia la seconda lettura ha confermato che in maggio i prezzi al consumo sono calati di -0,1% m/m sia sull’indice armonizzato che su quello nazionale, con un’inflazione annua in rallentamento al 5,1% dal 5,9% sul CPI e al 6% dal 6,9% sull’IPCA. Nell’area euro , dopo 7 mesi di cali consecutivi, le importazioni ad aprile sono tornate a crescere (5,9% m/m), a fronte di una flessione per l’export (-3,2% m/m), riportando il saldo commerciale destagionalizzato in disavanzo a -7,1 miliardi (dai +14 miliardi di marzo).
Oggi negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (prel.) dovrebbe aumentare a 61,5, da 59,2 di maggio, grazie alla fine della crisi del limite del debito.
Ieri, le vendite al dettaglio di maggio hanno registrato un aumento di 0,3% m/m, dopo 0,4% m/m di aprile, grazie a una variazione di 1,4% m/m per le auto e nonostante l’ampia flessione della benzina. Al netto delle auto, le vendite sono in rialzo solo marginale, di 0,1% m/m. Con le informazioni delle vendite, la stima GDPNow dell’Atlanta Fed per i consumi del 2° trimestre è rivista verso il basso a 0,9% da 1,4% t/t ann. della stima precedente.
La produzione industriale a maggio è scesa di -0,2% m/m. Nel manifatturiero l’output è in rialzo marginale (0,1% m/m), con un modesto incremento per le auto. La debolezza complessiva della produzione industriale è dovuta a correzioni per le utility e per l’estrattivo.
L’indice Empire della NY Fed a giugno è risalito in territorio positivo, a 6,6, da -31,8 di maggio. L’indice della Philadelphia Fed di giugno ha dato indicazioni deboli, con un peggioramento a -13,7 da -10,4, accompagnato da ordini sempre negativi. Nel complesso, le prime indagini di giugno danno un quadro di stagnazione nel breve periodo, con aspettative di modesta riaccelerazione dell’attività a 6 mesi.
Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione al 10 giugno sono rimaste invariate a 262 mila, sui massimi da ottobre 2021. I livelli dei sussidi di inizio giugno, se confermati, potrebbero segnare l’inizio di un trend verso l’alto, cruciale per le previsioni di rallentamento della dinamica occupazionale.
In Giappone, la riunione della BoJ si è conclusa, come atteso, senza modifiche alle misure espansive in atto, confermando gli obiettivi per il tasso overnight a -0,1% e per i rendimenti a 10 anni a zero, con un intervallo di fluttuazione fra -0,5% e +0,5%. La banca continuerà “pazientemente” con lo stimolo monetario, ponta a intervenire “in modo flessibile” di fronte agli sviluppi sul fronte dell’attività, dei prezzi e delle condizioni finanziarie. Mentre la BoJ conduce un’ampia review della politica monetaria, potrebbero essere adottati graduali aggiustamenti alle misure in atto, anche per contrastare gli effetti negativi del deprezzamento del cambio. In particolare, sembra probabile che alla prossima riunione di luglio, con l’aggiornamento delle previsioni per attività e prezzi, possa iniziare una modifica del controllo della curva. La BoJ potrebbe allargare la dimensione dell’intervallo obiettivo per i JGB a 10 anni e/o spostarlo verso l’alto di almeno 25 pb . L’alternativa di spostare l’obiettivo su un tratto più breve della curva è probabilmente più rischiosa in termini di volatilità sui mercati e di riaggiustamenti dei portafogli.
Fonte: BondWorld.it
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