Intesa Sanpaolo – Il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, ha dichiarato a Bloomberg che non vede motivi per non interrompere gli acquisti netti APP a luglio, e che un rialzo dei tassi ufficiali il 21 luglio “è teoricamente possibile”, ma che “si dovranno vedere le previsioni, i differenti scenari e quindi decidere”.
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De Guindos è il primo membro del comitato esecutivo ad aprire alla possibilità di un rialzo dei tassi alla riunione di luglio. Il mercato monetario sconta ormai 3 rialzi dei tassi da 25 punti base entro fine anno.
Oggi nell’area euro saranno diffuse le stime flash dei PMI di aprile, che dovrebbero risentire degli effetti della crisi geopolitica internazionale, che non erano stati completamente incorporati nelle indagini di marzo. La manifattura dovrebbe essere il settore più penalizzato (vediamo un calo a 54,5 da 56,5) mentre i servizi, seppur ancora supportati dal minor rischio sanitario, potrebbero comunque risentire della maggiore incertezza (vediamo un indice in calo a 55 da 55,6). L’indice composito è quindi stimato flettere a 54,1 da 54,9 di marzo. Tra le principali economie, la Francia potrebbe mostrare una migliore tenuta rispetto alla Germania.
Ieri in area euro la stima flash del morale dei consumatori di aprile della Commissione Europea ha registrato un inatteso miglioramento a -16,9 da -18,7 di marzo. L’indicatore rimane comunque ben al di sotto della media di lungo periodo, su livelli coerenti con una frenata dei consumi privati tra il 1° e il 2° trimestre del 2022. La stima finale dell’inflazione di marzo è stata rivista al ribasso di un decimo al 7,4% a/a, comunque ancora in aumento dal 5,9% di febbraio e su livelli record. Vediamo un trend discendente per l’inflazione nei prossimi mesi ma i rischi restano verso l’alto (stimiamo una media annua al 6,3% nel 2022). In Francia le indagini INSEE di aprile hanno evidenziato un inaspettato miglioramento del morale manifatturiero a 108 da 107 precedente, a fronte però di un calo per le aspettative di produzione. Stabile invece la fiducia nei servizi; il calo di un punto a 106 dell’indice composito è imputabile alla flessione registrata nel commercio al dettaglio.
Domenica in Francia si terrà il secondo turno delle elezioni Presidenziali: secondo i sondaggi nell’ultima settimana il Presidente uscente Emmanuel Macron avrebbe consolidato il suo vantaggio nei confronti della sfidante Marine Le Pen; il divario resta comunque assai meno ampio rispetto alle elezioni del 2017.
– Negli Stati Uniti, oggi gli indici PMI Markit flash di aprile dovrebbero mostrare una correzione per il manifatturiero, a 57 da 58,2, e un rialzo per i servizi, a 58,6 da 58. Le indagini dovrebbero confermare il proseguimento dell’espansione e l’accelerazione della crescita nel settore dei servizi grazie alla normalizzazione del quadro sanitario. Ieri, l’indice della Philadelphia Fed di aprile è calato di 10 punti a 17,6, ma rimane coerente con crescita dell’attività e dell’occupazione. Gli indici dei prezzi sono saliti ancora, toccando il massimo dal 1979 a 84,6 per i prezzi pagati. L’80% delle imprese riporta aumenti dei salari negli ultimi 3 mesi, il 65% prevede nuovi rialzi superiori a quanto programmato, e il 33% intende alzare le retribuzioni prima del previsto. L’aumento mediano delle retribuzioni è atteso fra 5 e 7,5% nel 2022. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 16 aprile erano 184 mila e i sussidi esistenti al 9 aprile sono calati a 1,417 mln, con indicazioni sempre positive sulla domanda di lavoro.
Ieri, durante una tavola rotonda sull’economia globale, Powell ha definitivamente confermato le aspettative per un rialzo di 50 pb alla riunione del FOMC di inizio maggio, affermando che “è appropriato a mio avviso muovere un po’ più velocemente” e valutando favorevolmente l’idea di anticipare la rimozione dello stimolo. In commenti rilasciati a una conferenza qualche ora prima, Powell ha citato l’esempio di Volcker che negli anni ’80 ha attaccato il “drago inflazionistico” e smantellato la convinzione che un’inflazione elevata fosse un “immutabile fatto della vita”. La citazione di Volcker è un richiamo implicito all’impegno della Fed ad alzare i tassi per domare l’inflazione anche a rischio di generare una recessione. Bullard (St Louis Fed) ha paragonato il livello attuale dell’inflazione a quelli del 1974 e del 1983, notando che in queste circostanze regole di politica monetaria richiederebbero aumenti significativi dei tassi ufficiali. Tuttavia, secondo Bullard la Fed oggi ha un forte vantaggio, grazie a una maggiore credibilità e alla possibilità di usare la forward guidance, che agisce anche prima che la banca centrale intervenga. Pertanto, a suo avviso la Fed è meno dietro la curva di quanto potrebbe apparire a prima vista.
– In Giappone, il CPI è aumentato di 1,2% a/a. L’indice al netto degli alimentari freschi ha registrato una variazione di 0,4% m/m (0,8% a/a); escludendo anche l’energia, il CPI è in rialzo di 0,2% m/m e in calo di -0,7% a/a. Ad aprile, l’inflazione al netto degli alimentari freschi dovrebbe toccare il 2% a/a per via del confronto con il 2021, che era stato influenzato da un ampio calo delle tariffe della telefonia mobile. Nel resto del 2022 l’inflazione dovrebbe mantenersi intorno al 2%, in gran parte anche sulla scia dei rialzi dei prezzi energetici, con un rallentamento atteso da inizio 2023.
Fonte: BondWorld.it
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