Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Cina Accelerazione della produzione industriale

Intesa Sanpaolo – In Cina i dati mensili hanno evidenziato un’accelerazione della produzione industriale e delle vendite al dettaglio superiore alle attese di consenso e un ulteriore rallentamento degli investimenti fissi tranato dal settore immobiliare.

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Ci attendiamo che le interruzioni di elettricità, intensificatesi tra ottobre e novembre, e la debolezza del mercato immobiliare possano impattare ancora negativamente sulla dinamica della produzione nei prossimi mesi; riteniamo invece che la strategia di tolleranza zero sul fronte pandemico continuerà a limitare la ripresa dei consumi e dei servizi. Potete leggere maggiori dettagli a p. 2 del rapporto.

– Nell’area euro, il governatore della banca centrale finlandese, O. Rehn, ha detto che la BCE dimostrerà pazienza e prudenza nei prossimi mesi; secondo Rehn, l’inflazione tornerà su livelli inferiori all’obiettivo nel 2023. Una posizione analoga è stata espressa anche dal governatore della banca centrale lituana, Simkus. Philip Lane, intervenuto sulla riforma delle regole fiscali europee, ha avvisato che una politica fiscale anti-ciclica implica la necessità di ricostituire un buffer durante le fasi di espansione.

Ciò anche perché “l’impatto moltiplicativo di un’espansione fiscale durante una fase di forte performance economica sarà probabilmente molto più attenuato, con gli effetti di spiazzamento amplificati dalla probabile necessità di stringere la politica monetaria”. Lane ha sostenuto la proposta dello EFB (regola sulla spesa integrata da una regola sul debito meno aggressiva di quella attuale).

Oggi la presidente Lagarde interverrà alla commissione economico-finanziaria del Parlamento Europeo, rispondendo anche alle domande dei parlamentari.

Nei prossimi giorni, il calendario macroeconomico dell’area euro vedrà la seconda stima del dato sul PIL Eurozona del 3° trimestre, che dovrebbe confermare la crescita di 2,2% t/t, e la prima lettura del PIL olandese, visto anch’esso in espansione (0,7% t/t) nello stesso trimestre. Sarà diffuso anche il dato sulla disoccupazione francese nel 3° trimestre, attesa calare marginalmente. Infine, la stima finale dell’inflazione di ottobre in Francia, Italia e nell’intera Eurozona dovrebbe confermare l’aumento registrato dalla stima flash.

– Negli Stati Uniti oggi è in uscita l’indice Empire della NY Fed di novembre, che dovrebbe essere in modesto rialzo a 21,2, con indicazioni di continua espansione dell’attività, sempre soggetta a vincoli dovuti a strozzature all’offerta e a carenza di manodopera, e di persistenti pressioni verso l’alto sui prezzi pagati e ricevuti.

Questa settimana sono molti i discorsi dalla Fed e i dati in uscita negli Stati Uniti. Il messaggio principale dei dati dovrebbe essere di significativa riaccelerazione della crescita dei consumi dopo il rallentamento estivo. Le prime indagini del manifatturiero dovrebbero segnalare continua espansione frenata dalle strozzature all’offerta e accompagnata da rialzi record dei prezzi di acquisto e di vendita. La sorpresa principale dovrebbe venire dal balzo atteso per le vendite al dettaglio di ottobre grazie a una crescita diffusa a tutti i principali comparti, inclusi quelli delle auto e della ristorazione. I cantieri e le licenze a ottobre dovrebbero aumentare grazie anche alla fine degli effetti degli uragani. I prezzi all’import sono previsti ancora su un trend in rialzo, con rischi significativi per l’andamento dei prezzi alla produzione e al consumo. La comunicazione della Fed dovrebbe ribadire l’impegno ad agire come appropriato in caso di pressioni sui prezzi più persistenti di quanto atteso nello scenario attuale.

Venerdì, la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (prel.) ha registrato una correzione significativa, a 66,8 da 71,7, toccando il minimo da un decennio, con ampie correzioni sia delle condizioni correnti sia delle aspettative, nonostante valutazioni sempre positive del mercato del lavoro e dell’economia. Le famiglie sono sempre più preoccupate per il rialzo dell’inflazione e per la mancanza di politiche economiche efficaci contro il rialzo di prezzi. Circa metà delle famiglie prevede che l’anno prossimo il proprio reddito cali in termini reali.

Le aspettative di inflazione a 1 anno sono ancora aumentate, a 4,9%, mentre quelle a 5 anni sono stabili a 2,9%. I dati su posizioni aperte, assunzioni e separazioni di settembre confermano le tensioni sul mercato del lavoro. Le posizioni aperte sono circa stabili a 10,4 mln, mentre le dimissioni volontarie sono ancora aumentate, toccando il massimo storico a 4,4 mln.

Fonte: BondWorld.it


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