Intesa Sanpaolo – In Cina, la dinamica tendenziale delle esportazioni, pur registrando una modesta decelerazione a 27,1% a/a in ottobre da 28,1% a/a in settembre, è rimasta molto elevata.
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L’accelerazione delle importazioni è stata meno marcata, e l’avanzo commerciale si è allargato. Segnaliamo che si è aperta oggi a Pechino la sesta riunione plenaria del 19° Congresso del Partito Comunista Cinese (PCC), che si protrarrà fino all’11 novembre. Avvisiamo inoltre che il peggioramento della situazione pandemica potrebbe incidere negativamente sulla crescita nel trimestre corrente.
– In area euro oggi non ci sono dati in calendario. La riunione dell’Eurogruppo sarà una prima occasione di confronto sulla riforma del Patto di Stabilità e Crescita; è già stato comunque dichiarato che la discussione non riguarderà gli aspetti tecnici o numerici delle regole fiscali.
Venerdì in Francia la produzione industriale è calata di -1,3% m/m a settembre dopo tre mesi consecutivi di crescita. Dopo aver contribuito positivamente alla crescita durante l’estate, l’industria potrebbe frenare il PIL nel 4° trimestre. I dati di settembre sulle vendite al dettaglio hanno riportato una flessione di -0,3% m/m nel complesso dell’area euro ed un incremento di +0,8% m/m in Italia. Dopo aver trainato l’espansione nel 3° trimestre i consumi privati dovrebbero continuare a crescere, seppur con minor vigore, anche sul finale d’anno.
– Negli Stati Uniti, non ci sono dati in uscita oggi, ma il focus sarà sui molti discorsi di esponenti della Fed, fra cui Powell e Clarida, che probabilmente rinforzeranno il messaggio della riunione del FOMC riguardo allo stretto monitoraggio dei rischi sull’inflazione. Sul fronte della finanza pubblica, la Camera ha approvato il pacchetto infrastrutture per 1,1 tln di dollari, di cui circa metà riguarda rinnovo di spese già previste e 550 mld sono relativi a interventi per investimenti nel campo dei trasporti e delle comunicazioni. Invece, per il pacchetto redistributivo Build Back Better Act, la leadership democratica ha acconsentito alle richieste dei rappresentanti moderati di ottenere la valutazione Congressional Budget Office prima di votare le misure pari a circa 1,8 tln di dollari in 10 anni.
Venerdì, l’employment report di ottobre ha confermato la solidità della domanda di lavoro, ma ha anche segnalato la persistente stagnazione della partecipazione. La variazione degli occupati non agricoli ha registrato un’accelerazione, salendo a 531 mila, con +604 mila posti nel settore privato e un calo di -73 mila nel settore pubblico (istruzione); i dati dei due mesi precedenti sono stati rivisti verso l’alto di 235 mila. L’industria ha creato 108 mila posti, di cui 60 mila nel manifatturiero (grazie anche a una ripresa nel settore auto), i servizi privati hanno generato 496 mila nuovi occupati, con una forte spinta nei comparti della ricreazione e dell’ospitalità (164 mila). Il tasso di disoccupazione è sceso di due decimi a 4,6%, mentre la partecipazione è rimasta stabile a 61,6%. I salari orari hanno mantenuto un ritmo di crescita elevato (0,4% m/m, 4,9% a/a). La media a 3 mesi ann. della variazione dei salari è di 5,5%. Nel complesso i dati lasciano aperti i rischi di surriscaldamento del mercato del lavoro, visto che confermano un’offerta di lavoro che stenta a ripartire e lascia ancora un ampio eccesso di domanda, nonostante il calo dei contagi e la fine dei programmi federali per la disoccupazione. La fiducia dei consumatori di novembre ha segnato una nuova flessione, determinata dai timori per l’inflazione e dalle preoccupazioni per la politica economica, anche se l’ottimismo delle famiglie riguardo al mercato del lavoro, al reddito e alle finanze è su livelli molto elevati.
– Per quanto concerne l’agenda della settimana, nell’area euro la prima indagine di fiducia di novembre, lo ZEW tedesco, dovrebbe riportare una nuova correzione del morale diffusa ad aspettative e valutazioni sulla situazione corrente. I dati sull’attività industriale di settembre dovrebbero evidenziare una flessione sia in Italia che nel complesso dell’Eurozona, sintomo di un settore ancora frenato dai vincoli all’offerta. In Germania la stima finale dell’indice dei prezzi al consumo è attesa confermare l’accelerazione dell’inflazione in ottobre. La Commissione Europea pubblicherà le Previsioni Economiche d’Autunno.
I dati in uscita negli Stati Uniti questa settimana sono pochi, ma rilevanti. Il PPI e il CPI di ottobre, infatti, dovrebbero dare ulteriore conferma della persistenza e della diffusione delle pressioni inflazionistiche non solo nei settori direttamente colpiti dalla pandemia, ma nella maggior parte delle categorie di spesa, sia nei beni sia nei servizi. Il CPI è previsto in rialzo di 0,5% m/m, con una variazione dell’indice core di nuovo ampia (0,3% m/m), sulla scia di incrementi solidi per l’abitazione, la ristorazione, le auto e le categorie d spesa voluttuaria. La fiducia dei consumatori di novembre dovrebbe essere in calo, con aspettative di inflazione sempre elevate.
Fonte: BondWorld.it
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