Area euro l’indice di fiducia economica sembra suggerire che il rallentamento dell’economia è temporaneo….
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di Anna Grimaldi senior economist della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo
– L’indice ESI elaborato dalla Commissione UE, a sorpresa è rimasto invariato ad aprile a 112,7 (rivisto al rialzo di un decimo dalla lettura di marzo). Rispetto al picco di dicembre (115,3), l’ESI è calato di quasi tre punti. Ad una prima lettura l’indice ESI traccia un quadro meno negativo sul rallentamento dell’economia euro zona rispetto ai PMI e indagini nazionali pubblicati a inizio settimana. Tuttavia, lo spaccato settoriale rivela che la tenuta dell’indicatore sintetico è spiegata dalla stabilizzazione della fiducia presso le imprese manifatturiere (a 7,1 dopo due mesi di cali cumulati di 2,7 punti) e dal miglioramento di morale presso le famiglie. Altresì la fiducia retrocede ancora nei servizi (a 14,9 da 15,9), nelle costruzioni (4,5 da 5,2) e commercio al dettaglio (-0,6 da 0,7). In tutti i comparti la fiducia rimane saldamente al di sopra della media di lungo termine.
– L’edizione di aprile include le risposte dall’indagine trimestrale. Per quanto concerne il manifatturiero, il calo dell’utilizzo della capacità produttiva a 84,4 da 84,7, e degli ordini all’export per i prossimi tre mesi conferma la moderazione dell’attività. Inoltre le imprese riportano un peggioramento della posizione competitiva rispetto ai tre mesi precedenti che potrebbe in parte essere riconducibile all’apprezzamento dell’euro. Altresì nei servizi, l’utilizzo della capacità produttiva è invariato nel 1° trimestre a 90,2, un massimo assoluto per la serie.
– L’aspetto positivo che emerge dall’indagine trimestrale è che le imprese hanno rivisto al rialzo i piani di investimento per l’anno in corso e si aspettano ora una crescita del 9% da un precedente 6%.
– Nel 1° trimestre, l’indice ESI, si è aggirato in media a 114 da 114,4, il livello dell’indice ad aprile per quanto stabile suggerisce una crescita del PIL euro zona più lenta a inizio primavera che a gennaio febbraio. Per il momento confermiamo una previsione di stabilizzazione della crescita del PIL intorno a 0,4% t/t se non in lieve miglioramento a 0,45% t/t. Se è vero che i sotto indici delle indagini settoriali relativi a produzione e ordini recenti sono peggiorati ovunque, le componenti anticipatrici sono migliorate nell’industria e sono ora stabili su livelli elevati nei servizi e commercio la dettaglio. L’andamento dell’indice di fiducia economica sembra, quindi, suggerire che il rallentamento dell’economia visto nel 1° trimestre è stato temporaneo.
– Per quanto concerne la dinamica occupazionale, le imprese rivedono ancora al ribasso le intenzioni ad assumere nell’industria (9,4 d 9,9), ma si tratta ancora di una normalizzazione dopo il balzo dell’indice a fine 2017. Nei servizi e commercio al dettaglio la creazione di posti di lavoro dovrebbe rimanere solida e finanche migliorare, mentre nelle costruzioni si potrebbe vedere un lieve rallentamento. Nel complesso, gli indici occupazionali sono ancora coerenti con una crescita degli occupati vicina a 1,6% a/a.
– Per quanto concerne i prezzi di vendita, le attese per i prossimi mesi sono state riviste al ribasso nell’industria, nelle costruzioni ma nel commercio al dettaglio sono stabili e nei servizi potrebbe vedersi un lieve aumento. Sembrerebbe, quindi, che sia pure lentamente i prezzi interni cominciano a muoversi in modo più deciso.
Fonte: BONDWorld.it
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