Intesa Sanpaolo: commento Mameli su inflazione a giugno

Nuovo minimo dal 2009 per l’inflazione a giugno…


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Paolo Mameli, Senior Economist, Servizio Studi Intesa Sanpaolo


Italia.  I prezzi al consumo sono saliti di un decimo a giugno, dopo essere calati di altrettanto il mese precedente. Su base annua, l’inflazione è scesa ancora di due decimi, allo 0,3% in base all’indice NIC e allo 0,2% sulla misura armonizzata Ue. Si tratta di un nuovo minimo dal 2009. Il dato è risultato in linea con le attese sull’indice nazionale e inferiore alle aspettative di consenso (ma non alla nostra previsione) sull’armonizzato.

Il dettaglio per prodotto (secondo l’indice NIC) mostra come atteso che  gli unici rincari significativi vengono dai trasporti (+0,6% m/m, per via sia dell’aumento della benzina che dei rincari stagionali dei servizi di trasporto aereo e marittimo), oltre che, in minor misura dalle spese per il tempo libero (+0,2% m/m, peraltro inferiore alla media stagionale del comparto, a causa anche in questo caso del rincaro stagionale dei pacchetti-vacanza). Un aumento dei prezzi limitato a un decimo si riscontra per alimentari (rincaro stagionale del 5,9% della frutta fresca),  abbigliamento e mobili/articoli per la casa. Viceversa, continuano a scendere, come accaduto in 5 dei 6 mesi precedenti, i prezzi delle comunicazioni (-0,4% m/m, per via delle diminuzioni dei prezzi degli apparecchi per la telefonia e per il trattamento dell’informazione e relativi accessori); correggono, dopo il rimbalzo dei tre mesi precedenti, i prezzi dei servizi ricettivi e di ristorazione (-0,2% m/m), e  calano lievemente (-0,1% m/m), per la prima volta nell’anno, i prezzi dei servizi sanitari e spese per la salute (-1,4% i prodotti farmaceutici).

Gli unici comparti che mostrano una tendenza deflazionistica su base annua sono comunicazioni (-8,6%) e alimentari (-0,6%). Superiori all’1% invece i rincari registrati da trasporti e istruzione (1,3%) e servizi ricettivi/di ristorazione e mobili/articoli per la casa (1%).

In sintesi, il dato conferma la tendenza vicina a zero dell’inflazione. A nostro avviso, il CPI risulterà poco variato rispetto agli attuali modestissimi livelli  almeno sino a fine estate. In ogni caso,  il calo dell’inflazione è dovuto non solo alla debolezza della domanda ma anche a fattori di offerta (variabili esogene e progresso tecnologico). I fattori di offerta dipendenti dalle quotazioni internazionali delle materie prime, misurabili dall’andamento di energia e alimentari freschi, hanno dato un contributo negativo
di -0,4% all’inflazione annua a giugno; i fattori di offerta connessi all’evoluzione della tecnologia, visibili dal crollo dei prezzi delle comunicazioni, hanno contribuito per -0,2% alla variazione annua dell’indice generale negli ultimi 12 mesi. In altri termini, l’inflazione al netto delle variabili più strettamente classificabili come “fattori di offerta” (energia, alimentari freschi e comunicazioni) si situerebbe allo 0,9%, a giugno, contro lo 0,3% dell’indice generale. Ciò suggerisce che i rischi di un vero e proprio scenario deflattivo restino contenuti.

Fonte : BondWorld.it

 


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