La disoccupazione tocca un nuovo massimo storico a febbraio...
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Paolo Mameli, Senior Economist, Servizio Studi Intesa Sanpaolo
Italia. Il tasso di disoccupazione è aumentato ancora a sorpresa a febbraio, di un decimo, al 13%. Si tratta di un nuovo massimo storico da quando esistono sia le serie mensili (dal 2004) che quelle trimestrali (dal 1977). L’aumento è dovuto al calo degli occupati (-39 mila unità ovvero -0,2% m/m) in presenza di una diminuzione meno pronunciata delle forze di lavoro (-31 mila ovvero -0,1% m/m). In totale, i senza lavoro sono 3 milioni 307 mila (+8 mila rispetto a gennaio).
Si nota una divergenza nell’andamento sia dell’occupazione che del tasso di attività tra la componente maschile e quella femminile: tra gli uomini, l’occupazione cala di 65 mila unità e aumentano gli inattivi (di 19 mila unità), il che attenua la salita dei disoccupati (+29 mila); tra le donne, aumenta l’occupazione (+26 mila) ma sale anche il tasso di attività (+14 mila); in ogni caso, il risultato netto è un calo della disoccupazione femminile (-21 mila unità).
Segnali negativi vengono dal fatto che:
1) il tasso di occupazione (rapporto tra occupati e popolazione) è sceso ancora, al 55,2% (da notare il 46,6% della componente femminile, pur in aumento di due decimi in termini congiunturali); si tratta di un minimo storico da quando esistono i dati mensili e di un minimo dal 1° trimestre del 2000 ove si consideri la serie trimestrale;
2) il tasso di disoccupazione giovanile (nella fascia di età 15-24 anni) è sceso di appena un decimo (al 42,3%) rispetto al massimo storico toccato il mese precedente (nell’eurozona, solo in Grecia e Spagna si registra una disoccupazione giovanile più elevata).
In sintesi, il dato conferma la nostra idea che sia ancora presto, visto l’usuale ritardo tra ciclo economico e tasso dei senza-lavoro e visto che la ripresa in atto è ancora in fase “embrionale”, per vedere un miglioramento delle condizioni sul mercato del lavoro.
Le indagini di fiducia più recenti, e in particolare la survey sul morale delle famiglie, hanno mostrato negli ultimi mesi un significativo calo delle attese sulla disoccupazione, ma è ancora prematuro aspettarsi ricadute immediate sui dati reali. Nella migliore delle ipotesi, visto che una (assai modesta) ripresa del PIL è iniziata solo a partire dal 4° trimestre del 2013, si potrebbe avere una marginale discesa della disoccupazione solo nella seconda metà dell’anno
Fonte : BondWorld.it
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