Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Congresso USA sta considerando un blocco delle importazioni di petrolio dalla Russia

Intesa Sanpaolo – Il segretario di Stato americano ha dichiarato che gli USA stanno conducendo “discussioni molto attive con l’UE” che potrebbero preludere a sanzioni sulle esportazioni di derivati del petrolio (più facili da compensare) e/o petrolio greggio dalla Russia.

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Separatamente, il Congresso USA sta considerando un blocco delle importazioni di petrolio dalla Russia. I prezzi delle materie prime hanno proseguito la corsa verso l’alto, con il Brent oltre 130 dollari/bl, sui massimi dal 2008, e il gas TTF (Apr 2022) intorno a 200 euro. Nuovi rialzi sono stati registrati anche per palladio, acciaio e ferro.

– Nell’area euro la settimana entrante continuerà ad essere dominata dall’evoluzione del conflitto in Ucraina. La riunione di politica monetaria della BCE dovrà rinviare il piano di accelerare la normalizzazione monetaria, e forse passare a un atteggiamento più flessibile e pronto a reagire in ogni direzione. In termini di dati macroeconomici verranno pubblicate le prime stime sulla produzione industriale di gennaio in Germania e in Italia. Se in Germania l’output potrebbe tornare a salire dopo il calo di fine 2021, in Italia l’attività è attesa contrarsi per il secondo mese consecutivo, penalizzata sia dal picco dell’ondata pandemica che dai rincari delle materie prime. Alla luce dei dati nazionali già pubblicati, la crescita del PIL Eurozona nel 4° trimestre del 2021 potrebbe essere rivista al rialzo.

Venerdì nell’eurozona la produzione industriale francese è rimbalzata ben più del previsto a gennaio, di 1,6% m/m (l’output resta però di quasi quattro punti percentuali inferiore ai livelli pre-COVID, ed è possibile una correzione tra febbraio e marzo). In Italia, lo spaccato del PIL del 4° trimestre (confermato a 0,6% t/t) ha mostrato una riaccelerazione degli investimenti (specie in costruzioni) a fronte di una stagnazione dei consumi, e un ampio contributo negativo del commercio estero compensato da un apporto positivo delle scorte.

Le vendite al dettaglio nell’area euro hanno deluso le attese, mostrando un rimbalzo solo parziale a gennaio dopo l’ampio calo di dicembre.

Questa mattina in Germania gli ordinativi all’industria di gennaio hanno registrato un nuovo aumento di 1,8% m/m, dopo una crescita del 3% m/m (rivista al rialzo di due decimi) in dicembre. L’aumento di gennaio è imputabile interamente agli ordini esteri (+9,4% m/m). Il fatturato nel comparto manifatturiero è salito di 1,8% m/m in gennaio (ma resta più basso rispetto ai livelli pre-COVID solamente dello 0,7%). Sempre stamane, in Germania le vendite al dettaglio di gennaio sono cresciute del 2% m/m (+10,3% a/a), dopo la precedente flessione di -4,6% m/m (rivista da -5,5% m/m). Non ci sono altri dati macroeconomici di rilievo in calendario oggi, né nell’area euro né negli Stati Uniti.

– Negli Stati Uniti, il focus della settimana sarà sul CPI di febbraio, che dovrebbe spingere ulteriormente l’inflazione verso l’alto, con variazioni mensili attese di 0,7% m/m per l’indice headline e 0,5% m/m per quello core, e rischi verso l’alto. Nuove sorprese su questo fronte potrebbero essere rilevanti per le decisioni del FOMC alla riunione di marzo. Le indagini presso le piccole imprese e la Job Openings and Labor Turnover Survey dovrebbero mostrare ulteriore pressione sul mercato del lavoro e trend verso l’alto per prezzi e salari. La fiducia dei consumatori a marzo dovrebbe restare sui minimi dal 2011 sulla scia dei timori per l’inflazione. Il deficit della bilancia commerciale a gennaio è previsto in allargamento a -87,5 mld di dollari.

Venerdì l’employment report di febbraio è stato più robusto di quanto atteso. Gli occupati non agricoli sono aumentati di 678 mila, dopo 481 mila a gennaio (media a 3 mesi: 582 mila), con variazioni robuste i tutti i comparti. Il settore privato ha creato 654 mila posti, di cui 105 mila nell’industria (60 mila nelle costruzioni e 36 mila nel manifatturiero nonostante un calo di -18 mila nel comparto auto), e 549 mila nei servizi (112 mila istruzione e sanità, 179 mila tempo libero e ospitalità). L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie è salita di 548 mila unità e ha più che compensato l’aumento della forza lavoro (304 mila) determinando un calo di 2 decimi del tasso di disoccupazione, a 3,8%, minimo da febbraio 2020. Sorprendentemente i salari orari sono rimasti invariati su base mensile, con un ritracciamento della variazione annua a 5,1% a/a, da 5,5% a/a di gennaio. Le informazioni sul mercato del lavoro, sempre coerenti con un mercato del lavoro sotto pressione, fanno pensare che la pausa nel trend dei salari vista a febbraio sia solo temporanea. I dati sono coerenti con la previsione di rialzo dei tassi alla riunione del FOMC di marzo, nonostante l’enorme incertezza causata dal conflitto Russia- Ucraina. n In Cina, la dinamica del commercio estero è rimasta sostenuta nei primi due mesi dell’anno anche se in rallentamento rispetto a dicembre e all’intero 2021 principalmente a causa di un effetto base sfavorevole. Le esportazioni sono salite del 16,3% cum. a/a in febbraio rispetto al 60,6% dello stesso periodo del 2021 e al 29,9% dell’intero anno (20,9% a/a in dicembre) ma il ritmo di crescita è stato superiore alle attese di consenso (Bloomberg 14,0% cum. a/a). La decelerazione delle importazioni è stata invece meno marcata rispetto allo stesso periodo del 2021 (15,5% cum. a/a vs 24,0% cum. a/a rispettivamente) anche se simile a quella dell’export se confrontata con l’intero 2021 e con l’ultimo mese dell’anno (30,1% a/a nel 2021; 19,5% a/a in dicembre). Il ritmo di crescita dell’import è stato però inferiore alle aspettative di consenso (Bloomberg 17,0% cum. a/a). Il saldo commerciale nei primi due mesi dell’anno è stato di 115,95 miliardi di dollari, in aumento rispetto a 97,1 miliardi dello stesso periodo del 2021.

Focus – In Cina il governo spiega gli obiettivi attuali della politica economica

– In Cina sono iniziate le “due sessioni” (“liang hui”), le due riunioni annuali primaverili della Conferenza Politica Consultiva del Popolo (istituzione di natura politica consultiva che raccoglie rappresentanti anche degli altri partiti minori, organizzazioni e singoli individui, al fine di esprimere gli interessi dei vari strati della popolazione), aperta venerdì, e del Congresso Nazionale del Popolo (CNP, ossia il Parlamento), avviata sabato. La riunione del CNP si concluderà l’11 marzo. Il primo ministro Li Keqiang ha presentato il Rapporto sul Lavoro del Governo per l’anno corrente e il consuntivo per l’anno 2021. Le Autorità hanno fissato un obiettivo di crescita “intorno al 5,5% a/a”, sul limite superiore delle aspettative di gran parte degli analisti (5-5,5%), e di inflazione intorno al 3% a/a per il 2022, proponendosi di creare più di 11 milioni di posti di lavoro.

Il Rapporto ha uno specifico paragrafo sul mantenimento dell’occupazione, seconda priorità dopo quella della stabilità macroeconomica. L’obiettivo di deficit è stato fissato al 2,8% del PIL, in diminuzione rispetto al 3,2% del 2021. Questo non significa che vi sia una restrizione fiscale perché si deve tener conto di uno spostamento di fondi non spesi dal bilancio del 2021 e dell’utilizzo di altri fondi speciali provenienti dalle imprese di stato. Secondo le notizie riportate da Bloomberg il bilancio prevede, inoltre, un aumento del 17,5% dei trasferimenti ai governi locali a 9800 miliardi di CNY, di cui quest’anno 800 miliardi una tantum provengono da profitti delle aziende di stato, e un aumento della spesa per la difesa del 7,1% a/a.

– Il Primo ministro, pur ribadendo che la politica monetaria rimarrà prudente e quella fiscale proattiva, ha posto molta enfasi sull’efficacia e sulla flessibilità delle politiche monetaria e fiscale rispetto agli anni passati, prefigurando un maggiore supporto alla crescita economica su entrambi i fronti e, contemporaneamente, lasciando spazio per contrastare rischi e incertezze se necessario.

Li ha infatti più volte sottolineato che, considerando il contesto domestico e internazionale, i rischi e le nuove sfide che il Paese deve affrontare quest’anno sono significativamente aumentati. Il Premier ha poi rimarcato che la strategia di tolleranza zero verso il covid-19 continuerà ma sarà rimodulata secondo le esigenze con misure più mirate.

– Il Governo intende rafforzare l’implementazione della politica monetaria e rendere mirato il sostegno della politica fiscale nonché stabilizzare i prezzi degli immobili. Mentre la quota di titoli speciali dei governi locali è rimasta invariata rispetto al 2021 a 3650 miliardi di CNY (di cui una parte, pari a 1460 miliardi, erano stati allocati in anticipo alla fine del 2021 per anticipare la spesa) sono stati annunciati tagli fiscali per le imprese per un totale di 2,5 miliardi di CNY, più del doppio di quanto annunciato per il 2021 (1,1 miliardi).

Ha annunciato inoltre che verrà aumentato il nuovo credito bancario e sarà facilitato l’accesso al credito, prefigurando la prosecuzione dell’accelerazione del credito totale nel corso dell’anno. Il Governo ha quindi scelto di concentrare i propri sforzi a favore delle imprese e ha assicurato un sostegno solo moderato agli investimenti in infrastrutture.

Fonte: BondWorld.it


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