Intesa Sanpaolo – Nella notte, il Consiglio Europeo ha faticosamente raggiunto un’intesa sul pacchetto di emergenza in tema di energia proposto martedì dalla Commissione Europea, incluso il corridoio dinamico sui prezzi delle transazioni in gas naturale, a cui si aggiunge “un quadro temporaneo dell’UE per fissare un tetto al prezzo del gas utilizzato per la produzione dell’energia elettrica”.
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Oggi in area euro la stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea di ottobre è attesa calare per il secondo mese toccando un nuovo minimo storico, stimiamo a -29,4 da un precedente -28,8.
Ieri in Francia l’indice INSEE di fiducia manifatturiera di agosto è salito a sorpresa di un punto a 103, in Italia la produzione nelle costruzioni è tornata a crescere dopo quattro cali consecutivi mentre in area euro il saldo di partite correnti ha registrato un deficit di 26 miliardi di euro ad agosto.
Negli Stati Uniti, oggi non ci sono dati in agenda. Ieri, le vendite di case esistenti di settembre hanno mostrato un calo di -1,5% m/m, a 4,71 mln, confermando il trend verso il basso ma segnalando per il terzo mese consecutivo un ritmo di flessione più contenuto rispetto a quello della prima parte dell’anno. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 15 ottobre sono calate a 214 mila, dopo due settimane di rialzi in parte attribuibili agli effetti dell’uragano Ian. Tutti gli indici a 6 mesi danno segnali pessimistici, con peggioramenti diffusi in area recessiva.
Dalla Fed, Harker (Philadelphia Fed) ha ribadito che l’inflazione è troppo alta e diffusa e deve essere riportata sotto controllo. A suo avviso i tassi saranno ben sopra 4% a fine 2022 e “a un certo punto l’anno prossimo” i rialzi si fermeranno, mantenendo la politica monetaria restrittiva per un “certo tempo”. Bullard (St Louis Fed) ha detto che nelle prossime riunioni il tasso sui fed funds dovrà essere portato a un livello che eserciti un’effettiva pressione verso il basso sull’inflazione, stimato fra 4,5 e 4,75%. Bullard è ottimista sullo scenario dell’inflazione nel 2023, che dovrebbe calare e permettere alla Fed di mantenere i tassi fermi mentre la dinamica dei prezzi si muove verso il 2%.
In Giappone, il CPI a settembre ha registrato un aumento di 3% a/a sia per l’indice headline sia per quello al netto degli alimentari freschi (core), con indicazioni di trasmissione ai prezzi dei beni (in particolare durevoli) del deprezzamento dello yen. L’inflazione core dovrebbe continuare ad aumentare nei prossimi mesi, toccando 3,5% a/a a ottobre e mantenendosi al di sopra di tale livello fino a fine 2022.
Fonte: BondWorld.it
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