Intesa Sanpaolo – Oggi l’agenda macroeconomica è piuttosto leggera. Nell’Eurozona, sono in calendario i dati sulla produzione industriale spagnola di dicembre e quelli sulle vendite al dettaglio in Italia nello stesso mese (entrambi gli indicatori dovrebbero rallentare su base annua, pur mantenendo un ritmo espansivo).
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Ieri, la presidente della BCE Lagarde ha utilizzato l’audizione al Parlamento Europeo per dare qualche punto di riferimento in più ai mercati, instabili dopo la conferenza stampa di giovedì 3. Lagarde ha ribadito che il 10 marzo il consiglio direttivo valuterà “le implicazioni dei dati di inflazione di dicembre e gennaio, sorprendentemente forti, sullo scenario di medio termine”, e che la BCE vuole mantenere “flessibilità” e “opzionalità”. Tuttavia, ha poi aggiunto che il consiglio pondererà l’effetto diretto e indiretto sui costi di produzione a confronto con l’effetto disinflazionistico derivante dall’erosione di redditi reali e redditività delle imprese.
Nel passato, ha precisato, l’area dell’euro è stata particolarmente vulnerabile rispetto a quest’ultimo. Inoltre, rispetto ad altre economie è “più probabile che le attuali pressioni sui prezzi recedano prima di radicarsi”. Lagarde ha poi ribadito che non ci saranno rialzi dei tassi prima dell’azzeramento degli acquisti netti, e che “ogni aggiustamento della politica [monetaria] sarà graduale”. A nostro giudizio, è improbabile che a marzo il percorso di riduzione degli acquisti sia accelerato così tanto da rendere possibile un rialzo dei tassi nel trimestre estivo, come i mercati oggi scontano.
Probabilmente ci sarà un altro piccolo passo verso l’alto delle previsioni di inflazione, in particolare 2024, ma non l’annuncio che le condizioni per il rialzo sono soddisfatte. Non si può escludere un piccolo accorciamento della transizione, per esempio riducendo gli acquisti a 20 mld già nel terzo trimestre, ma se la prima opzione per il rialzo dei tassi è il 4° trimestre, l’annuncio potrà essere fatto anche successivamente.
– Oggi negli Stati Uniti la bilancia commerciale di dicembre dovrebbe mostrare un deficit pari a -82,5 mld di dollari, dopo i -80,2 mld di novembre, sulla scia di incrementi dei flussi di beni di 1,4% m/m per l’export e di 2% m/m per le importazioni. I dati dovrebbero confermare il contributo moderatamente negativo del canale estero alla crescita di fine 2021, in un contesto di netta ripresa degli scambi commerciali.
Fonte: BondWorld.it
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