Intesa Sanpaolo – In una settimana che si prospetta ricca di dati in Eurozona oggi i dati di contabilità nazionale relativi al 2° trimestre dovrebbero evidenziare una crescita del PIL di 0,3% t/t nell’Eurozona e di un decimo in Italia.
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Le rilevazioni di luglio sui prezzi al consumo sono attese riportare un rallentamento dell’inflazione sia in Italia (6,3% a/a da 6,8%) che nell’Eurozona (5,3% a/a da 5,5%).
Poco fa in Germania i prezzi all’import hanno registrato la decima flessione di fila a giugno (-1,6% m/m), passando, su base annua, da -9,1% a -11,4%, un nuovo minimo da settembre 2008. Sempre in Germania le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione a giugno (-0,8% m/m) dopo due aumenti consecutivi.
Dalla BCE, la presidente Lagarde e alcuni governatori di BCN (con le solite sfumature) hanno confermato che l’esito della riunione di settembre è aperto e che la fase di aumento dei tassi è prossima alla fine.
Negli Stati Uniti, questa settimana l’attenzione sarà puntata sull’employment report di luglio, che dovrebbe mostrare una ulteriore decelerazione nella creazione di posti di lavoro, come anticipato dalle prime indagini del mese. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a 3,6% e i salari orari sono previsti in rallentamento a 0,3% m/m. Gli indici ISM di luglio dovrebbero evidenziare una riduzione del divario tra manufatturiero e servizi, anche se saranno ancora quest’ultimi a trainare la crescita nei prossimi mesi. La spesa in costruzioni potrebbe rallentare, ancora frenata dal comparto non residenziale.
Oggi non ci sono dati di rilievo in calendario. Venerdì, la spesa personale a giugno ha registrato un aumento di 0,5% m/m, dopo 0,2% del mese precedente (rivisto al rialzo da 0,1%), spinta dal rimbalzo dei beni (+0,8% m/m da -0,3%), principalmente in autocarri leggeri, e in minor misura, dai servizi (+0,4% m/m). Il reddito personale è rallentato a 0,3% m/m da 0,5% del mese precedente e il tasso di risparmio è calato al 4,3%. Il deflatore ha registrato un aumento di 0,2% m/m sia sull’indice headline sia su quello core e la variazione annua si è attestata rispettivamente al 3% a/a (minimo da marzo 2021) e al 4,1% a/a (minimo da ottobre 2021).
La fiducia dei consumatori rilevata dall’University of Michigan a luglio (finale) è calata a 71,6 dalla lettura preliminare di 72,6, rimanendo comunque ampiamente al di sopra del dato di giugno (64,4). L’Employment Cost Index del 2° trimestre ha segnalato che la crescita del costo del lavoro è rallentata all’1% t/t (5,1% a/a) dall’1,2% t/t (4,8% a/a) del trimestre precedente.
In Cina gli indici PMI rilevati dall’ufficio statistico (NBS) hanno segnalato che l’attività economica in luglio rimane debole a causa di un netto e inatteso deterioramento del settore dei servizi e delle costruzioni, mentre l’attività nel settore manifatturiero resta in modesta contrazione.
Fonte: BondWorld.it
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