Intesa SanPaolo – Area euro. La stima flash del PMI composito per il mese di aprile fornirà indicazioni sullo stato di salute dell’economia dell’eurozona nel 2° trimestre…….
Le indicazioni per i primi mesi dell’anno sono state univoche: proseguimento della fase di crescita al di sotto del potenziale.
Ci aspettiamo un lieve recupero del PMI composito a 51,9 da 51,6, sperando che il PMI manifatturiero segnali un (lieve) miglioramento delle condizioni di business a 48,2 da 47,5, sostenuto da un avanzamento dell’indice in Francia a 50,8 da 49,7 e da una risalita di quello tedesco a 45,0 da 44,1.
L’indice per i servizi è visto in lieve flessione a 53,0 da 53,3 per effetto di un possibile leggero cedimento dell’indice francese (a 48,8 da 49,1) e di una stabilizzazione di quello tedesco (a 55,4).
– Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a marzo sono previste in netto recupero, +0,8% m/m, dopo il calo di –0,2% m/m di febbraio.
Le vendite ex-auto dovrebbero aumentare di 0,6% m/m, dopo -0,4% m/m di febbraio. Il rialzo del prezzo della benzina dovrebbe contribuire per circa 2 decimi alla dinamica delle vendite complessive.
L’aggregato “control”, al netto di auto, benzina, alimentari e materiali da costruzione, che entra direttamente nella definizione dei consumi del PIL, è previsto in aumento solido, +0,5% m/m, dopo tre mesi estremamente volatili anche per via dello shutdown (-2,2% m/m a dicembre, +1,7% m/m a gennaio, -0,2% m/m a febbraio).
– Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed ad aprile dovrebbe correggere modestamente scendendo a 12 da 13,7 di marzo.
Il mese scorso le imprese hanno riportato un miglioramento per tutti gli indici che a febbraio avevano subìto un calo in territorio negativo, confermando moderata espansione.
Per quanto riguarda le aspettative a 6 mesi, gli indici restano positivi, ma sono su un trend di graduale ritracciamento dai valori molto elevati del 2018.
19 aprile
– Mercati chiusi per festività.
– Italia. La fiducia di imprese e famiglie dovrebbe mostrare un recupero ad aprile. Nel manifatturiero, il morale delle aziende è visto rimbalzare a 101,1 dopo il calo a 100,8 fatto segnare a marzo.
È possibile anche un ulteriore recupero nei servizi, coerente con le indicazioni dalla survey PMI, mentre ci aspettiamo una correzione nelle costruzioni dove l’indagine aveva toccato a marzo un massimo degli ultimi 12 anni.
Nel complesso, l’indice composito Istat potrebbe salire per il secondo mese, a 99,4 da 99,2. La fiducia dei consumatori, dopo il calo di marzo, potrebbe recuperare ad aprile, stimiamo a 111,8 da 111,2 precedente.
– Stati Uniti. I nuovi cantieri residenziali a marzo sono previsti in rialzo a 1,260 mln, in recupero dopo il calo di -8,7% m/m, a 1,162 mln, di febbraio, dovuto anche al clima avverso.
I dati di marzo dovrebbero registrare un rimbalzo solido nel comparto delle unità monofamiliari.
Le indicazioni delle licenze edilizie, della fiducia dei costruttori, delle vendite di case e delle ore lavorate nel settore puntano a un trend positivo per l’edilizia residenziale.
Le licenze dovrebbero aumentare modestamente, a 1,295 mln, da 1,291 mln di febbraio, confermando una ripresa dai livelli del 2018.
Intesa SanPaolo – I market mover della prossima settimana
Nell’area euro, il focus sarà sull’indice IFO che ci aspettiamo in recupero grazie ad un miglioramento delle attese, altresì la valutazione della situazione corrente è vista stabile.
La fiducia delle famiglie potrebbe cedere nella media area euro a -8,2 sull’incertezza politica.
La prossima settimana i dati in pubblicazione negli Stati Uniti sono più che altro retrospettivi e non dovrebbero aggiungere informazioni sui trend attesi per il 2° trimestre.
Le vendite di case esistenti e nuove a marzo dovrebbero confermare il trend positivo del comparto immobiliare residenziale; la fiducia dei consumatori ad aprile dovrebbe stabilizzarsi, con una modesta ripresa delle aspettative di inflazione; infine, la prima stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe registrare una crescita in rallentamento, con i consumi in frenata, ma un contributo solido di spesa pubblica e investimenti residenziali.
Intesa SanPaolo – I dati e gli eventi di ieri
Italia. La seconda stima dell’inflazione di marzo ha confermato il tendenziale annuo all’1% secondo l’indice nazionale e all’1,1% in base all’armonizzato (stabile rispetto a febbraio), per una salita dei prezzi di tre decimi sul NIC e di 2,3% m/m sull’IPCA.
La seconda lettura conferma che il maggior contributo al rialzo dei prezzi è dovuto ai trasporti (+1,3% m/m), per via soprattutto dei rincari dei carburanti; meno accentuato di quanto stimato in precedenza (+0,7% m/m) il rimbalzo nelle comunicazioni; più marcato rispetto alla prima lettura il ribasso dei listini alimentari (-0,6% m/m).
L’inflazione di fondo è stata rivista al ribasso di un decimo a 0,4% a/a (invariata rispetto al mese precedente). In prospettiva, ad aprile una spinta al ribasso sui prezzi verrà dal significativo calo delle tariffe di gas e luce; pensiamo che l’inflazione possa toccare un punto di minimo a 0,50,6% ad agosto, prima di rimbalzare nei mesi successivi, tornando di poco superiore all’1% a fine anno.
Ma bisognerà aspettare il 2020 per vedere un indice stabilmente sopra l’1%.
Italia. La produzione nelle costruzioni è salita per il quarto mese consecutivo a febbraio, accelerando anzi sensibilmente a +3,4% da +1,3% m/m precedente.
La variazione annua si è impennata a +7,8% da -0,3% precedente, ai massimi da oltre un anno.
L’output è in rotta per un balzo di +4,3% t/t nel 1° trimestre (dopo il calo di -0,3% t/t visto a fine 2018): sarebbe un record da 11 anni.
I dati degli ultimi mesi sono stati favoriti dalle condizioni atmosferiche (basse precipitazioni), è pertanto probabile una correzione a marzo e aprile.
In ogni caso le costruzioni, come l’industria in senso stretto, dovrebbero essere tornate a contribuire significativamente alla crescita del valore aggiunto a inizio 2019: il dato segnala rischi verso l’alto sulla nostra stima di un PIL in crescita di +0,1% t/t a inizio anno.
Italia. I dati di febbraio sul commercio estero hanno evidenziato una correzione per le esportazioni (-1,1% dopo il +2,6% m/m di gennaio) a fronte di importazioni stabili (dopo il -4% m/m precedente).
Di conseguenza, il saldo in termini destagionalizzati è peggiorato a 4 mld dai 4,5 mld di gennaio.
Nel mese, la flessione dell’export è dovuta ai Paesi extra-UE e ai beni di consumo specie durevoli e ai beni intermedi. Entrambi i flussi accelerano lievemente rispetto a un anno prima (export +3,4%, import +3,3%).
La crescita tendenziale delle vendite all’estero è spinta da mezzi di trasporto autoveicoli esclusi (+20,1%, grazie alla cantieristica navale), alimentari, pelletteria, farmaceutica e abbigliamento; restano in rosso gli autoveicoli (-5,4%).
In progresso del 20% le consegne verso Stati Uniti, Giappone e Regno Unito (in questo caso, potrebbe trattarsi di anticipi in vista della Brexit: farmaceutici +50,9%, autoveicoli e alimentari +21,7% a/a), che quindi saranno seguiti da un calo compensativo in marzo o aprile.
Restano in rosso le vendite verso Turchia (-28,9%), Paesi OPEC (-7,8%) e Polonia (-10,5%, si tratta di grandi commesse di mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli).
In sintesi, i dati sul commercio estero sono risultati altalenanti a inizio 2019, e non mostrano ancora una chiara inversione di tendenza in senso positivo.
Intesa SanPaolo – Unione Europea. La Commissione Europea ha pubblicato una lista di prodotti importati dagli Stati Uniti che saranno assoggettati a dazi maggiorati, come rappresaglia per le analoghe misure annunciate dall’amministrazione americana 10 giorni fa.
In entrambi i casi, la giustificazione formale è la comferma arrivata dalla WTO che i due paesi erogano sussidi alle rispettive industrie aeronautiche.
L’Unione Europea prenderà di mira circa $20 miliardi di importazioni, circa il 7% del totale annuo, contro gli $11,5 miliardi oggetto delle misure statunitensi (2% dell’export UE verso gli US).
Pochi giorni fa, comunque, il Consiglio Europeo ha conferito alla Commissione il mandato di negoziare un azzeramento dei dazi sull’interscambio di manufatti con gli Stati Uniti e agevolazioni sulle certificazioni di conformità.
Stati Uniti. La bilancia commerciale a febbraio registra un deficit di -49,4 mld di dollari, da -51,1 mld, segnando una riduzione inattesa e sorprendendo le aspettative di consenso per un moderato allargamento a -53,4 mld. Il deficit al netto del petrolio cala -48,2 mld, al di sotto del livello di novembre (-49,8 mld).
I dati sono incoraggianti per i trend del commercio internazionale, con le esportazioni ex-petrolio in rialzo di 1,1% m/m e le importazioni ex-petrolio in aumento di 0,2% m/m.
Le esportazioni di beni sono in forte crescita (+1,5% m/m, dopo +1,4% m/m di gennaio), con l’eccezione dei prodotti agricoli e delle materie prime industriali.
Nei servizi, l’export cresce di 0,3% m/m. Le importazioni di beni aumentano di 0,4% m/m, con una variazione di 0,1% m/m al netto del petrolio. In termini reali, per i beni le esportazioni aumentano di 0,6% m/m mentre le importazioni correggono di -0,4% m/m.
La chiusura del deficit reale nei primi due mesi dell’anno punta a un contributo solido del canale estero alla crescita complessiva del 1° trimestre (circa +0,5 pp) e determina una revisione al rialzo delle previsioni per il PIL.
Stati Uniti. Il Beige Book compilato per la riunione del FOMC di inizio maggio riporta crescita dell’attività a ritmi compresi fra lievi e moderati fra marzo e l’inizio di aprile.
La maggior parte dei distretti riporta ritmi invariati rispetto al rapporto precedente, mentre in alcune aree si registra rafforzamento; le prospettive future sono di espansione a tassi in linea con quelli attuali.
Fra i diversi settori, quello dei consumi e dei prestiti danno segnali misti, il manifatturiero è in espansione, pur riportando preoccupazione per lo scenario della politica commerciale, le vendite di case sono in rialzo.
Sul mercato del lavoro, l’occupazione continua ad espandersi, soprattutto per le posizioni qualificate, ma la crescita resta vincolata da carenza di offerta.
Nonostante gli aumenti dei salari e di altri incentivi, le imprese riportano vincoli alla crescita dovuti alla scarsità di manodopera.
I prezzi restano in crescita moderata, e la capacità delle imprese di trasferire aumenti di costi sui prezzi finali varia fra settori.
Il quadro descritto dal Beige Book non modifica la previsione di prosecuzione della ripresa su ritmi moderati, in rallentamento rispetto al 2018 ma sempre positivi, ed è in linea con l’atteggiamento “paziente” della Fed.
Stati Uniti. Bullard (St Louis Fed) ha detto che, con il miglioramento della crescita nel 2° e nel 3° trimestre, l’inclinazione della curva dei rendimenti dovrebbe aumentare.
Secondo Bullard, l’assenza di pressioni inflazionistiche in un contesto di tasso di disoccupazione al di sotto del 4% è un segnale di curva di Phillips “non attiva”. Harker (Philadelphia Fed) ha detto che al momento non vede motivi per modificare i tassi dai livelli attuali.
Stati Uniti. Secondo il WSJ, i negoziati USA-Cina proseguiranno nelle prossime settimane, con incontri in Cina nella settimana del 29 aprile e in USA in quella del 6 maggio, con una possibile cerimonia di firma di un nuovo trattato entro fine maggio.
Ci sono ancora diversi punti da limare nelle trattative, fra cui l’eliminazione (graduale, parziale e a che ritmi) dei dazi imposti nel 2018 e l’ufficio dell’US Trade Representative non dà indicazioni ufficiali.
Secondo alcuni commentatori, il meccanismo di risoluzione delle controversie potrebbe segnare un precedente rilevante per i futuri accordi commerciali USA, in quanto lascerebbe la risoluzione in mano a una commissione dei due paesi e in caso di differenza di opinione sul rispetto degli impegni prevedrebbe un’imposizione unilaterale di penalità (e.g., dazi).
Fonte: BondWorld.it
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