Ci aspettiamo che il Consiglio direttivo della BCE opti ancora per un approccio cauto questo giovedì e che lasci invariata la guidance su acquisti e tassi. Ma è opportuno cominciare a prepararsi all’abbandono delle politiche non convenzionali…….
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Le nuove stime dello staff dovrebbero mostrare marginali revisioni al rialzo alle previsioni macroeconomiche per il 2018–19 e supportare un “maggior grado di fiducia in un ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo”, aprendo a modifiche alla comunicazione sugli acquisti alla riunione del 26 aprile. Una mossa di questo tipo non sarebbe controversa, dal momento che “un aumento dei volumi di intervento” sembra ormai assai poco probabile.
Comunicazioni su come il Consiglio intende proseguire con il tapering degli acquisti dopo settembre arriveranno prima della pausa estiva.
L’eccesso di offerta nell’economia dovrebbe chiudersi entro il 2018, il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a calare per tutto il periodo di previsione. Sebbene vi sia un ampio margine di incertezza sul ritardo con cui il minor slack nell’economia si trasmette ai prezzi interni, la BCE valuta che le cause della bassa inflazione nel periodo post crisi siano per lo più di natura ciclica.
La nostra misura di inflazione super core sembra aver svoltato in autunno e segnala una dinamica dell’inflazione complessiva più sostenuta nei prossimi mesi. L’anello debole sono ancora i salari, ma un’accelerazione al 2,5% nel 2019 dovrebbe essere compatibile con un aumento dell’inflazione core in modo stabile all’1,6% da metà 2019, secondo le nostre stime.
Il vero market mover sarà una revisione alla guidance sui tassi. Non ci aspettiamo novità a riguardo prima dell’estate, anche se il Consiglio potrebbe voler anticipare cosa intende per “tassi fermi ben oltre la fine degli acquisti”. Pensiamo che se lo scenario BCE di stabilizzazione della crescita nominale al 3,5% verrà confermato, è ragionevole che venga avviato un ciclo di rialzi moderato nella prima parte del 2019. Con la fine del mandato di Draghi le politiche non convenzionali dovrebbero essere storia.
Comunicazioni importanti
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