intesa sanpaolo bce

Intesa SanPaolo Flash: Stati Uniti. La produzione industriale a dicembre è prevista in rialzo

Intesa SanPaolo Stati Uniti.: La produzione industriale a dicembre è prevista in rialzo di 0,3% m/m, dopo +0,6% m/m di novembre. Il manifatturiero dovrebbe vedere un aumento solido, vicino a 0,4% m/m, alla luce dei dati dell’ employment report sulle ore lavorate e sugli occupati nel settore. . …..

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


L’estrattivo dovrebbe essere poco variato, mentre le utility dovrebbero registrare una correzione legata al clima mite

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (preliminare) dovrebbe correggere a 95 da 98,3 di dicembre, sulla scia della chiusura degli uffici federali, dell’incertezza politica e della volatilità del mercato azionario.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. Il governo ha approvato l’atteso decreto su reddito di cittadinanza e “quota 100” sulle pensioni.

Il reddito di cittadinanza costerà 7 miliardi nel 2019, ovvero 5,95 miliardi al netto dell’abrogazione del Reddito di inclusione. La somma destinata al potenziamento dei centri per l’impiego, originariamente quantificata in 1 miliardo, si riduce a 473 milioni per l’anno in corso.

I requisiti prevedono il possesso di un ISEE inferiore a 9.360 euro, un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (soglia accresciuta in base al numero di figli e a componenti del nucleo familiare con disabilità), la residenza in Italia da almeno 10 anni (di cui gli ultimi due in modo continuativo); altre disposizioni riguardano la non disponibilità di autoveicoli, motoveicoli, navi e imbarcazioni da diporto.

Il sussidio ha una durata massima di 18 mesi (prorogabile di ulteriori 18) e si compone di due voci: un’integrazione al reddito fino a 500 euro mensili per un single (che arrivano fino a 1.050 euro per nuclei con 3 adulti e 2 minorenni) e ulteriori 280 euro di contributo per l’affitto. Le prime erogazioni sono previste per il mese di aprile.

La platea di beneficiari è confermata pari a 1,4 milioni di famiglie. Per potenziare il personale si punta all’ingresso di 6 mila “navigator” assunti da Anpal servizi (costo di 200 milioni per il 2019). Il requisito per la pensione di cittadinanza è stato aumentato nel testo finale del decreto a 67 anni d’età, dai 65 originariamente previsti.

Le disposizioni sulle pensioni prevedono che, in via sperimentale dal 2019 al 2021, si possa andare in pensione con 62 anni e un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

La decorrenza della pensione scatta con una finestra mobile di tre mesi: per i privati la prima finestra sarà nel mese di aprile, per i dipendenti pubblici è stata posticipata al 1° agosto (la domanda dovrà essere presentata alla Pa di appartenenza con un preavviso di 6 mesi).

Confermate la proroga di un anno dell’Ape sociale, l’estensione di “Opzione donna” e il requisito a 41 anni per i “precoci”. Il costo previsto è di quasi 4 miliardi per il 2019 (rispetto ai 6,7 miliardi ipotizzati originariamente), ma il costo per gli anni successivi è salito a 8,3 miliardi nel 2020 e 8,6 miliardi nel 2021.

Le uscite stimate sono circa 330 mila uscite di cui 130 mila nel pubblico impiego. In sintesi, da un lato si confermano le criticità legate soprattutto al potenziamento dei centri per l’impiego e all’efficacia del programma di reinserimento nel mondo del lavoro.

D’altro canto, è positivo che il decreto preveda delle clausole salva-spesa per entrambe le misure, con un monitoraggio Inps bimestrale per il 2019 e trimestrale per gli anni successivi sulle domande di pensionamento accolte, e la possibilità di tagli compensativi al budget del ministero del Lavoro in caso di sforamenti rispetto agli stanziamenti previsti.

Italia. I dati di novembre sul commercio estero hanno evidenziato un calo sia dell’export (-0,4% m/m) che, in maggior misura, dell’import (-2,2% m/m), dopo la crescita evidenziata il mese precedente. La flessione in entrambi i casi è imputabile soprattutto ai mercati Ue. Da notare però la crescita delle esportazioni di beni strumentali (+2,3% m/m).

Su base annua, entrambi i flussi rallentano (l’export da 9,7% a 1% e l’import da 14,2% a 3,4%). Spicca l’aumento delle vendite verso gli USA (+15,8% a/a), specie di mezzi di trasporto, e il crollo verso Turchia, Svizzera e Paesi Mercosur (-24,9%, -20,2% e -18,5% a/a rispettivamente).

I contributi maggiori all’aumento dell’export a livello settoriale vendono dalle vendite di prodotti farmaceutici, in particolare verso la Francia, e di prodotti dell’elettronica, specie verso la Spagna. In netto calo anche le vendite di auto (-16,2%, risalta il -62% nei primi 11 mesi dell’anno di vendite di auto verso la Cina).

Stati Uniti. Secondo il WSJ, l’amministrazione starebbe considerando di cancellare i rialzi dei dazi sulle importazioni cinesi per dare un segnale positivo in questa fase di incertezza. Tuttavia, il rappresentante del commercio internazionale Lighthizer sarebbe in disaccordo con questa opzione.

Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a gennaio sorprende verso l’alto, con un rimbalzo a 17 da 9,1 di dicembre. Lo spaccato dell’indagine è positivo: ordini a 21,3 da 13,3, consegne a 11,4 da 12,4, tempi di consegna a 13,4 da 5,5; gli occupati calano a 9,6 da 19,1, unica correzione di rilievo negli indicatori di attività. Gli indici di prezzo, sia pagati sia ricevuti, sono in modesta flessione.

Tutti gli indici a 6 mesi sono poco variati e confermano livelli elevati degli ultimi trimestri. Le uniche correzioni si registrano per gli indici di prezzo, che si riportano su valori più moderati dopo molti mesi su livelli storicamente alti. Le domande speciali del mese riguardano le condizioni di domanda e i piani di produzione del trimestre scorso e del 1° trimestre del 2019. La maggior parte delle imprese riposta aumento della domanda e più del 65% prevede produzione in rialzo nel trimestre corrente, con la necessità di aumentare anche l’occupazione. Nel complesso l’indagine riduce i timori di rallentamento eccessivo a inizio anno.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il12 gennaio calano marginalmente a 213 mila, da 216 mila della settimana precedente, nonostante il persistere della chiusura degli uffici governativi. I dati disaggregati per tipologia sono pubblicati con una settimana di ritardo: per la settimana conclusa il 5 gennaio i dipendenti federali che hanno fatto richiesta di sussidio sono aumentati a 10454, da 4760 della settimana precedente e da 929 della settimana conclusa il 22 dicembre, subito prima dell’inizio dello shutdown .

Nelle prossime settimane è probabile che i sussidi richiesti dai dipendenti federali aumentino ancora. Nonostante ciò, il livello dei sussidi aggregati resta in linea con un mercato del lavoro sotto pressione.

Stati Uniti. Evans (Chicago Fed) ha ribadito la nuova linea dovish del FOMC, affermando che la Fed si trova in un buon momento per fare una pausa e valutare lo scenario economico. Con l’inflazione contenuta e senza pressioni verso l’alto, la politica monetaria può essere paziente mentre si sviluppano i fattori di rischio del momento, in particolare la guerra commerciale con la Cina,.il rallentamento globale e lo shutdown. Per Evans “non sarebbe una sorpresa” se l’anno si chiudesse con tassi “un po’ più alti”, segno di economia in miglioramento e inflazione in rialzo.

Giappone. Il CPI nazionale al netto degli alimentari freschi a dicembre rallenta ancora, segnando una variazione di 0,7% a/a, da 0,9% a/a di novembre, sulla scia della debolezza dell’energia. L’indice al netto di alimentari freschi ed energia segna una variazione di 0,3% a/a, in linea con il dato di novembre. I prezzi dei beni core mantengono una dinamica pressoché nulla, frenati anche dalla forza dello yen.

Per quanto riguarda i servizi ex-energia, la crescita dei prezzi è appena positiva (0,2% a/a) e rischia di rallentare ulteriormente in primavera, quando è prevista una nuova riduzione delle tariffe della telefonia mobile.

Fino ad allora il sentiero dell’inflazione core dovrebbe essere poco variato, a meno di nuovi shock al prezzo del petrolio e al cambio.

Notizie di stampa hanno riportato che la BoJ intende modificare le previsioni di inflazione alla prossima riunione (2223 gennaio), quando verranno pubblicate le revisioni all’Outlook for Activity and Prices.

La revisione verso il basso delle previsioni di inflazione è diventata un’attività quasi regolare per la BoJ: in realtà, sulla base delle previsioni attuali: una nuova revisione alle previsioni potrebbe anche essere posposta ad aprile, ma non oltre. In ogni caso, l’andamento dei prezzi non permetterà alla BoJ di modificare la politica monetaria fino almeno a 2020 avanzato.

Fonte: BONDWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.