Intesa Sanpaolo – Oggi il focus sarà sui dati preliminari di inflazione in maggio dei principali Paesi dell’area euro. In Germania i dati dai Laender dovrebbero mostrare un calo dell’inflazione a maggio, a 6,7% da 7,2% (0,5% m/m) sulla misura nazionale e a 7% da 7,6% (0,5% m/m) sull’indice armonizzato.
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Il dato già diffuso sui prezzi in Nordreno-Vestfalia (-0,2% m/m) segnala rischi al ribasso su questa stima. In Francia i prezzi al consumo dovrebbero rallentare di tre decimi al 5,6% (0,5% m/m) sulla misura nazionale e di quattro decimi al 6,5% (0,4% m/m) sull’IPCA. Infine, in Italia i prezzi al consumo sono visti in calo al 7% dall’8,2% (-0,2% m/m) sulla misura nazionale e al 7,5% dall’8,7% (-0,3% m/m) sull’indice armonizzato, mentre l’indice core al netto degli alimentari freschi e dell’energia è visto in rallentamento al 6% da 6,2% di aprile. Ieri in Spagna l’inflazione ha sorpreso al ribasso, con un calo di due decimi dei prezzi nel mese e un rallentamento su base annua da 3,8% a 2,9% (mezzo punto al di sotto delle attese) sull’IPCA. Poco fa in Germania i prezzi all’import hanno registrato l’ottava flessione di fila (-1,7% m/m), passando, su base annua, da -3,8% a -7% in aprile, un minimo da ottobre 2009.
In Germania la disoccupazione è attesa stabile a maggio al 5,6% per il terzo mese consecutivo, non ancora influenzata dal rallentamento del ciclo economico. In Francia, dopo due mesi di calo (-2,1% la flessione cumulata in febbraio-marzo), la spesa per consumi di beni dovrebbe rimbalzare ad aprile (1,5% m/m). Le stime finali del PIL francese, così come di quello italiano, non dovrebbero subire revisioni rispetto ai dati preliminari, attestandosi rispettivamente a 0,2% t/t (0,8% a/a) e 0,5% t/t (1,8% a/a).
Sempre nella giornata odierna in Italia , nel primo pomeriggio, è prevista la riunione della cabina di regia sul PNRR in cui il Ministro per gli Affari europei Fitto dovrebbe presentare la relazione semestrale sullo stato di attuazione del piano che sarà inviata al Parlamento nei prossimi giorni. Alle 10,30 sono in agenda le considerazioni finali del Governatore Ignazio Visco in occasione della pubblicazione della Relazione annuale della Banca d’Italia sul 2022.
Ieri nell’Eurozona l’indice di fiducia economica ESI della Commissione Europea ha sorpreso al ribasso a maggio (96,5 da 99, consenso 98,8) con una flessione diffusa a tutti i principali settori ma più marcata nell’industria. La crescita di M3 ha rallentato ad aprile a 1,9% a/a dal 2,5% del mese precedente. M1 ha accelerato al ribasso a -5,2% a/a da -4,2% e i prestiti hanno evidenziato una frenata sia verso le imprese che verso le famiglie.
In Italia il PPI è calato per il quarto mese ad aprile (-4,8% m/m) trainato dall’energia e dai beni intermedi, portando la variazione annua a -1,5% da 3,7% precedente, in territorio negativo per la prima volta da inizio 2021. Il fatturato industriale è diminuito di -0,3% m/m a marzo (4,3% a/a) mentre il dato espresso in volume e relativo alla sola manifattura registra un incremento di 0,4% m/m (-0,4% a/a), chiudendo il 1° trimestre in contrazione di -0,8% t/t.
Negli Stati Uniti oggi la Camera vota il disegno di legge che sospende il limite del debito e vincola il sentiero della spesa fino a gennaio 2025.
Non ci sono dati di rilievo in calendario, ma viene pubblicato il Beige Book, che dovrebbe dare indicazioni potenzialmente rilevanti per la riunione del FOMC di giugno. In particolare, sarà importante vedere la valutazione delle imprese riguardo al mercato del lavoro e alla restrizione del credito. In calendario ci sono anche diversi discorsi dalla Fed, che aggiorneranno la distribuzione delle opinioni nel Comitato riguardo alla possibilità di una pausa nel sentiero dei tassi a giugno.
Ieri, la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a maggio è scesa a 102,3 da 103,7 di aprile, sulla scia di correzioni sia per le condizioni correnti sia per le aspettative. L’indice delle aspettative è al di sotto del livello associato con una recessione entro 1 anno da febbraio 2022. Anche la valutazione del mercato del lavoro correnti è in netto peggioramento, mentre le aspettative di inflazioni sono elevate, ma stabili.
In Cina, il PMI manifatturiero è calato in maggio da 49,2 a 48,8. L’indagine mostra debolezza della domanda di beni sia sul fronte interno sia su quello esterno, con una riduzione dei tempi di consegna e degli ordinativi. Anche l’indice non manifatturiero è calato, restando però in territorio ampiamente espansivo, a 54,5 da 56,4. L’espansione è ancora robusta per trasporti, telecomunicazioni e costruzioni (58,2).
Fonte: BondWorld.it
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