Intesa Sanpaolo – In Francia, il primo turno delle elezioni legislative si è concluso con un sostanziale equilibrio tra Ensemble, di cui è espressione il Presidente Macron (25,75%) e la coalizione di sinistra, guidata da Melenchon, NUPES (25,66%).
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Alla luce del risultato, non è possibile escludere uno scenario di futura coabitazione tra i due schieramenti. Le proiezioni pubblicate finora attribuiscono ad Ensemble! da 255 a 310 seggi, contro i 200 al massimo di NUPES e una soglia di maggioranza di 289. La tornata elettorale è stata caratterizzata dalla percentuale di astensione più alta di sempre per un primo turno nella V Repubblica, il 52,49% contro il 51,3% del 2017.
– In Italia, oggi alle 14 inizia lo scrutinio delle elezioni comunali svoltesi ieri. In base agli exit poll diffusi ieri sera, i due principali capoluoghi di regione, Genova e Palermo, potrebbero essere conquistati già al primo turno dal centrodestra. I 5 quesiti referendari sulla giustizia non hanno raggiunto il quorum, con un’affluenza ai minimi storici (20,8%).
– Nell’area euro, oggi non ci sono indicatori macroeconomici di rilievo in uscita. Nei prossimi giorni, i dati sull’attività industriale dovrebbero evidenziare un parziale rimbalzo della produzione ad aprile, come suggerito dai dati nazionali già pubblicati, mentre le rilevazioni sul costo del lavoro dovrebbero offrire maggiori informazioni sulle pressioni sui salari a inizio anno. In Germania, domani l’indagine ZEW è attesa evidenziare un modesto miglioramento del morale degli investitori anche a giugno. In calendario infine le stime finali d’inflazione di maggio, venerdì.
Il giorno dopo la riunione BCE, i differenziali sovrani nell’Eurozona si sono allargati nettamente su tutte le scadenze, con il debito italiano a registrare nuovamente il maggiore movimento (+9pb sulla scadenza decennale, ben 13 su quella biennale). Anche Spagna e Francia, comunque, hanno visto aumentare i differenziali con il Bund. Giovedì, la BCE aveva nuovamente evitato di scoprire le sue carte su eventuali meccanismi contro la frammentazione finanziaria, limitandosi a ribadire la posizione già nota: uso dei reinvestimenti PEPP, in prima battuta, e rapida adozione di non precisate misure se la prima linea di intervento fallisce. La reticenza della BCE in merito al secondo punto sta minando la fiducia dei mercati.
– Oggi non ci sono dati in uscita negli Stati Uniti. L’agenda della settimana è fitta di nuove informazioni, ma l’attenzione sarà concentrata sulla riunione del FOMC, che dovrebbe attuare un nuovo rialzo di 50pb e ribadire l’impegno incondizionato a riportare l’inflazione sotto controllo. L’aggiornamento delle proiezioni economiche e la conferenza stampa di Powell saranno rilevanti per lo scenario dei tassi nei prossimi trimestri. Sul fronte dei dati di giugno, le prime indagini regionali del manifatturiero dovrebbero risalire dopo le correzioni di maggio. Fra i dati di maggio, le vendite al dettaglio dovrebbero essere in aumento moderato, per via dell’ampio calo nel settore auto, dovuto in prevalenza a problemi di offerta.
Venerdì, il CPI di maggio ha sorpreso verso l’alto, con una variazione di 1% m/m (8,6% a/a) per l’indice headline e di 0,6% m/m (6% a/a) per quello core. I dati hanno mostrato aumenti ampi e diffusi a tutte le categorie, sia per energia e alimentari, sia per beni e servizi core. In particolare, i servizi hanno accelerato ancora, spinti in primis da abitazione e tariffe aeree, ma sostenuti anche negli altri comparti. Le informazioni sui prezzi di maggio aumentano la pressione sulla Fed per proseguire su un sentiero di rialzi dei tassi “spediti” non solo a giugno, ma anche alle riunioni successive fino a quando non si vedranno segnali di rallentamento della dinamica mensile dei prezzi. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Università del Michigan a giugno (dato preliminare) ha registrato un nuovo calo, scendendo a 50,2, nuovo minimo storico, da 58,4 di maggio, con correzioni ampie sia per le condizioni correnti (-7,4 punti), sia per le aspettative (-8,4 punti), sul minimo dal 1981. Il 46% degli intervistati attribuisce il proprio pessimismo all’aumento dell’inflazione, con la maggior parte che prevede ulteriori aumenti della benzina ed è preoccupata per le strozzature all’offerta. Le aspettative di inflazione sono aumentate sia sull’orizzonte a 1 anno (a 5,4% da 5,3%) sia su quello a 5 anni (a 3,3%, massimo dal 2008, da 3%).
Fonte: BondWorld.it
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