Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Francia indice di fiducia presso le imprese manifatturiere

Intesa Sanpaolo – Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE è atteso invariato per il secondo mese a 107 punti in luglio.

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L’indagine dovrebbe invece evidenziare un ulteriore recupero nei servizi (che hanno toccato un massimo da 14 anni in giugno).

– Area euro. L’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea a luglio è visto salire a -2,6 da -3,3 di giugno, sui massimi da fine 2017 e al di sopra della media di lungo periodo per il quarto mese consecutivo.

La lettura del mese precedente aveva riportato miglioramenti diffusi a tutte le componenti prospettiche dell’indagine ed un significativo ridimensionamento delle preoccupazioni relative alla disoccupazione. I timori per la diffusione della variante Delta non dovrebbero, almeno per il momento, aver intaccato il morale delle famiglie.

– BCE. La riunione di politica monetaria ha acquisito una rilevanza inattesa grazie al recente completamento della revisione strategica. Le indicazioni prospettiche (forward guidance) dovranno essere modificate per riflettere il cambiamento dell’obiettivo, ora fissato semplicemente al 2%. L’intervento potrebbe essere minimale, rimpiazzando il vecchio obiettivo con quello nuovo. Però, la BCE potrebbe invece decidere di cogliere l’occasione per condizionare le aspettative di inflazione e accelerarne la convergenza al 2%. Ciò potrebbe essere fatto inserendo un riferimento esplicito alla possibilità di un periodo transitorio di inflazione moderatamente sopra il 2%.

Infine, la BCE potrebbe fissare condizioni diverse per la cessazione degli acquisti netti APP e per il rialzo dei tassi, che ora sono collegati (gli acquisti netti finiscono poco prima il rialzo dei tassi). La conferenza stampa vedrà anche un formato del tutto nuovo per le considerazioni iniziali della presidente Lagarde. Non ci attendiamo annunci sul PEPP, che riteniamo invece più probabili a settembre.

– Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a giugno sono previste in rialzo a 5,91 mln, da 5,8 mln del mese precedente, alla luce della svolta verso l’alto dei contratti di compravendita, in significativa ripresa a maggio. Le vendite dovrebbero segnare il primo rialzo da inizio anno, nonostante il continuo aumento dei prezzi (prezzo mediano: 350300 dollari, +23,6% a/a a maggio), grazie a un modesto incremento delle scorte di case invendute negli ultimi due mesi. Il mercato rimane sotto pressione con un netto eccesso di domanda, con evidenti riflessi sui prezzi.

Le case in vendita restano sul mercato in media 17 giorni, mentre la percentuale di individui che acquistano una casa per la prima volta rimane in calo (a 31% a maggio) per via della sproporzione fra reddito delle coorti più giovani e prezzi di mercato. Il 32% delle vendite avviene a prezzi superiori a 500 mila dollari, mentre il 25% avviene a prezzi compresi fra 100 mila e 250 mila dollari. Anche le indicazioni dei mutui per l’acquisto di una casa sono in linea con le informazioni su prezzi e quantità vendute: i nuovi mutui sono in calo, mentre aumenta costantemente la dimensione media dei mutui.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. Dopo cinque mesi consecutivi di rialzo, il fatturato industriale è tornato a calare a maggio, di -1% m/m dopo il +3,3% di aprile. In termini tendenziali e corretti per i giorni lavorativi il ritmo di crescita è rallentato a 40,2% da 105,1%, ancora sostenuto dal confronto con lo scorso anno, anche se meno favorevole rispetto ad aprile. La flessione congiunturale è imputabile al solo mercato interno (-1,9% m/m da +3,9% precedente) che però, a differenza di quello estero (+0,7% m/m da +1,8%), ha già ampiamente superato i livelli pre-crisi.

Tra i principali raggruppamenti di industrie sono i beni strumentali (-6,2% m/m) a penalizzare le vendite, a fronte di progressi per i beni intermedi (+0,8% m/m), di consumo (+1,0% m/m) e soprattutto per l’energia (+5,6% m/m), al netto della quale la flessione del fatturato risulta dunque più accentuata (-1,4% m/m). La contrazione del fatturato si aggiunge a quella registrata nello stesso mese per la produzione, ma la battuta d’arresto dovrebbe risultare temporanea: il trend per il settore è atteso restare espansivo nei prossimi mesi, sostenuto da una domanda sia interna che estera ancora robusta.

Italia. A maggio, la produzione nelle costruzioni è calata di -3,6% m/m, ma il dato di aprile è stato rivisto decisamente al rialzo, a +2,2% m/m da una stima iniziale diametralmente opposta (-2,2% m/m). Il calo risulta quindi il primo dopo quattro mesi di robusta crescita (da inizio anno l’output risulta in aumento di quasi il 5%) e lascia comunque l’attività nel settore in rotta per un’espansione di oltre il 3% t/t nel 2° trimestre, dopo che già ad inizio anno l’output aveva registrato un ampio rimbalzo rispetto a fine 2020.

La crescita tendenziale e corretta per gli effetti di calendario è invece rallentata a 32,6% da 287,1% precedente, dato ancora viziato dall’effetto di confronto con i mesi primaverili del 2020. L’indagine Istat di giugno sul morale dei costruttori è rimasta su livelli ampiamenti espansivi e in prospettiva l’attività nel settore potrebbe essere ulteriormente stimolata dagli incentivi fiscali e dai programmi infrastrutturali previsti dal PNRR. Le costruzioni dovrebbero quindi continuare a contribuire positivamente alla crescita del valore aggiunto anche nei prossimi trimestri.

Stati Uniti. I senatori repubblicani hanno bloccato l’apertura del dibattito in aula su un disegno di legge bipartisan per un programma di spesa per infrastrutture di 973 mld di dollari in 5 anni (potenzialmente estendibile a 1,2 tln su 8 anni). Il voto contrario in Senato non pregiudica però il futuro del pacchetto, dato che 11 repubblicani, fra gli estensori del disegno di legge insieme a 11 senatori democratici, hanno dichiarato di avere bisogno ancora di qualche giorno per definire alcuni dettagli ma di essere ottimisti su una futura approvazione, in tempi rapidi. I punti ancora controversi riguardano il finanziamento della spesa, ma un compromesso dovrebbe essere raggiunto in modo da votare una legge entro inizio agosto.

Dal lato democratico ci sono pressioni da parte dell’ala progressista del partito, per condizionare il voto sul pacchetto da 973 mld ad aperture sul pacchetto di 3,5 tln per programmi a sostegno del capitale umano (concentrati su istruzione, cura dei figli, misure contro la povertà e contro il cambiamento climatico), da portare avanti separatamente con la procedura di reconciliation. Il futuro legislativo dei due pacchetti dipende non solo dai voti repubblicani (che permetterebbero di superare la soglia di 60 voti in Senato), ma anche dall’unità del partito democratico, indispensabile per l’utilizzo della reconciliation per il secondo più ampio pacchetto.

Nel frattempo, l’orizzonte legislativo sarà anche perturbato da problemi legati al limite del debito. Il CBO ha pubblicato ieri un rapporto in cui delinea l’evoluzione dei vincoli su questo fronte. Ad agosto 2019, il Congresso aveva votato una sospensione del limite della durata di 2 anni, in scadenza il 1° agosto 2021. A quella data, il limite tornerà a essere operativo, su un livello pari a quello dell’inizio della sospensione (22 tln) più il debito accumulato nel periodo intercorso fino ad ora. In assenza di una nuova sospensione o di un aumento del limite, il Tesoro potrà continuare a emettere debito utilizzando “misure straordinarie”.

Secondo il CBO, tali misure potrebbero esaurirsi probabilmente fra ottobre e novembre di quest’anno. La strada per i democratici è stretta. McConnell ha affermato che i repubblicani non voteranno un aumento o una sospensione del limite. In caso di mancanza di cooperazione bipartisan, i democratici potrebbero provare ad aumentare il limite utilizzando la procedura di reconciliation, correndo dei rischi di implementazione e sostenendo dei costi politici. Il tema del limite del debito potrebbe quindi tornare caldo entro la fine dell’estate.

Fonte: BondWorld.it


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