Intesa Sanpaolo – Oggi in Francia la produzione industriale potrebbe calare per il secondo mese consecutivo, con una variazione prevista per agosto di -0,3% m/m da un precedente -1,6%, lasciando l’output in rotta per una contrazione nel 3° trimestre.
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In area euro le seconde letture degli indici PMI servizi di settembre non dovrebbero riportare significative revisioni, confermando l’ulteriore indebolimento in Germania e una moderata riaccelerazione in Francia. In Italia l’indice di fiducia Istat di settembre è calato di oltre sette punti: il PMI servizi potrebbe quindi tornare al di sotto della soglia critica scendendo ad almeno 49,5 da 50,5 di agosto. Poco fa in Germania i dati destagionalizzati e corretti per gli effetti del calendario sul commercio internazionale di agosto hanno evidenziato una crescita sia delle esportazioni (+1,6% m/m) che, in maggior misura, delle importazioni (+3,4% m/m).
Ieri in area euro il PPI è di agosto è cresciuto del 5% m/m, toccando un nuovo record storico al 43,3% a/a dal 38% di luglio. Al netto dell’energia, i prezzi sono ancora in crescita, ma a ritmi in via di moderazione. I dati BCE di agosto sul costo del credito hanno evidenziato un incremento dei tassi d’interesse applicati ai prestiti alle imprese (1,86% da 1,78% a luglio) e ai mutui (2,26% da 2,15%), entrambi sui massimi dal 2015.
La Germania sarebbe ora più disponibile a discutere di una piattaforma comune per l’acquisto di gas. Ieri l’Ecofin ha raggiunto un accordo che prevede di raccogliere 20 miliardi di euro necessari per finanziare il piano di transizione energetica tramite la riallocazione del fondo per l’innovazione (15 mld di euro) e l’anticipo di aste dei permessi di emissione (5 mld di euro).
Negli Stati Uniti, oggi l’ISM dei servizi di settembre dovrebbe correggere a 56,3 da 56,9 di agosto, con indicazioni di rallentamento della crescita e di riduzione delle pressioni sui prezzi. La bilancia commerciale di agosto dovrebbe registrare un deficit di -67,6 mld, segnalando un probabile contributo positive del canale estero alla crescita del 3° trimestre. La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di settembre è vista dal consenso a 200 mila, dopo 132 mila di agosto. Ieri, i dati della Jobs and Labor Turnover Survey di agosto hanno mostrato una correzione delle posizioni aperte a 10,1 mln da 11,2 mln e un calo del rapporto posizioni aperte/disoccupati è sceso a 1,7 da 2 di luglio. Dalla Fed, Jefferson (Board) ha detto che il ritorno dell’inflazione verso il 2% richiederà tempo e potrà avvenire solo con una riduzione della crescita e una minore domanda di lavoro.
La Reserve Bank of Australia ha alzato il cash rate di 25pb, a 2,6%, contro aspettative per un rialzo di 50pb, segnalando preoccupazione per il rallentamento della crescita globale e per l’aspettativa di riduzione della spesa delle famiglie in fasi di condizioni finanziarie restrittive. Anche la Reserve Bank of New Zealand ha alzato i tassi, di 50 punti base a 3,5% (un massimo da sette anni).
Fonte: BondWorld.it
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