Intesa Sanpaolo – Questa mattina in Francia la spesa per consumi delle famiglie potrebbe mostrare un parziale rimbalzo a gennaio (0,5% m/m) dopo la flessione di -1,3% vista a dicembre.
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La lettura finale dovrebbe confermare che nel 4° trimestre il PIL è cresciuto di 0,1% t/t (2,6% a/a); anzi l’incremento della produzione industriale a dicembre segnala qualche rischio di lieve revisione al rialzo. Sempre in Francia, l’inflazione è attesa stabile in febbraio, a 6% sul CPI e a 7% a/a sull’armonizzato. In calendario anche l’inflazione di febbraio in Spagna e la stima finale del PIL belga. In Italia sono in agenda i dati sul fatturato industriale di dicembre e sul commercio extra-UE di gennaio.
Ieri in Eurozona le indagini di fiducia della Commissione Europea hanno sorpreso al ribasso con l’indice composito ESI circa stabile a febbraio, con flessioni diffuse a industria e servizi; peraltro, nonostante la marginale correzione di febbraio, la fiducia resta su livelli superiori a quelli toccati in media nel 4° trimestre del 2022. A gennaio la crescita di M3 ha rallentato più del previsto a 3,5% a/a da un precedente 4,1%. In Italia, a febbraio, sia l’indice composito della fiducia delle imprese che il morale delle aziende manifatturiere sono rimasti invariati rispetto al mese precedente mentre la fiducia dei consumatori, dopo il calo di gennaio, è tornata a salire raggiungendo il livello più alto dallo scoppio della guerra in Ucraina.
Secondo Lane (BCE), rispetto a dicembre le nuove previsioni BCE incorporeranno una serie di shock di breve termine positivi per la crescita reale e al ribasso per l’inflazione. Tuttavia la proiezione 2024-25 dovrà tener conto di una restrizione molto più intensa della politica monetaria rispetto a quanto i mercati scontavano prima. Nel complesso, le pressioni inflazionistiche dovrebbero essere minori anche nel medio/lungo termine. Lane ha sottolineato che anche dopo marzo il flusso di dati continuerà a essere molto rilevante. Riguardo ai tassi, i 50pb prospettati a marzo restano molto probabili.
Negli Stati Uniti, la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a febbraio è attesa in modesto aumento a 109,8 da 107,1 di gennaio. Ieri, gli ordini di beni durevoli di gennaio hanno registrato una contrazione di -4,5% m/m, dopo +5,1% m/m di dicembre, sulla scia di elevata volatilità del comparto dell’aeronautica civile. Gli ordini e le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei rimbalzano di 0,8% e 1,1% m/m, rispettivamente, dopo due mesi consecutivi di flessioni, con indicazioni positive per gli investimenti a inizio 2023.
In Giappone, il futuro governatore della BoJ, K. Ueda, ha detto che a suo avviso i “meriti dell’espansione monetaria superano gli effetti collaterali”, dato che più avanti nell’anno l’inflazione tornerà sotto il 2%. La produzione industriale a gennaio ha registrato una contrazione di -4,6% m/m dopo 0,2% m/m a dicembre, spinta da auto, macchinari ed elettronica. Le vendite al dettaglio di gennaio hanno sorpreso verso l’alto, con una variazione di 6,3% a/a e di 1,9% m/m in termini nominali, gonfiata da un significativo effetto prezzi.
Fonte: BondWorld.it
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