Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Francia, oggi l’indice di fiducia dei consumatori INSEE

Intesa Sanpaolo – In Francia, oggi l’indice di fiducia dei consumatori INSEE relativo a gennaio dovrebbe riportare una discesa a 97 da 100, sulla scia di un peggioramento delle opinioni rispetto a standard di vita, inflazione e disoccupazione.

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Più in generale, sul morale dovrebbe incidere negativamente sia il deterioramento del quadro sanitario sia l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie, solo parzialmente mitigata dai provvedimenti del Governo.

Ieri, in Germania l’indice di fiducia IFO è salito a 95,7 in gennaio, dopo sei mesi di cali continui. L’indicatore sulla situazione corrente è calato marginalmente a 96,1 da 96,9, mentre le attese sono cresciute a 95,2 da 92,7. Il miglioramento del morale ha coinvolto tutti i principali settori (inclusi, a sorpresa, servizi e commercio al dettaglio); dalle indagini emergono i primi segnali di attenuazione dei colli di bottiglia all’offerta. Il PIL potrebbe riaccelerare moderatamente nel 1° trimestre (intorno allo 0,6% t/t), dopo la contrazione di -0,4% t/t attesa a fine 2021.

In un’intervista pubblicata ieri, Lane (BCE) ha sottolineato che le decisioni della BCE saranno guidate dai dati e che l’elemento essenziale sarà se, dopo il “ciclo pandemico”, l’inflazione scenderà intorno all’obiettivo del 2% o se emergeranno segnali che potrebbe restare significativamente sopra il 2% per molto tempo. Lane ha detto di attendersi un adeguamento dei salari alla maggiore inflazione, e che la dimensione della stessa sarà cruciale per le aspettative. Lane non è ancora convinto che si sia verificato un aumento strutturale dell’inflazione, ma ritiene “possibile” una stabilizzazione intorno al 2%; invece trova “meno probabile” uno scenario di inflazione significativamente sopra il 2%, che imporrebbe una “seria restrizione” della politica monetaria.

Ieri, in Italia, anche il secondo voto per l’elezione del Capo dello Stato si è concluso con un nulla di fatto (527 le schede bianche, dalle 672 del primo scrutinio, su un totale di 976 voti validi). Oggi alle 11 è convocata la terza votazione, l’ultima per la quale è necessario il quorum dei due terzi dei votanti. Nel frattempo, il centro-sinistra ha risposto alla terna di nomi proposta dal centro-destra (Moratti, Nordio, Pera) con la proposta di un incontro tra due delegazioni ristrette per sbloccare l’impasse, che potrebbe svolgersi nella giornata di oggi.

– Negli Stati Uniti, il focus è sulla riunione del FOMC, che dovrebbe preparare l’avvio dei rialzi a marzo, ormai segnalato esplicitamente dal Comitato. Comunicato e conferenza stampa dovrebbero dare indicazioni coerenti con un rialzo imminente, segnalando che le condizioni per la svolta sono ormai raggiunte per la massima occupazione e superate per la stabilità dei prezzi. Il FOMC potrebbe anche decidere di accelerare ulteriormente il ritmo del tapering. La conferenza stampa e, successivamente, i verbali, dovrebbero dare molto spazio alla futura riduzione del bilancio, discutendo modi e tempi di una svolta entro l’estate. Powell dovrebbe confermare che la fase di riduzione del portafoglio titoli è prevista dopo uno o due rialzi, ma l’aggiornamento dello “Statement on Longer-Run Goals and Monetary Policy Strategy” dovrebbe ribadire che “i principali mezzi per aggiustare la stance della politica monetaria sono i cambiamenti nell’intervallo obiettivo dei fed funds”.

Il Comitato potrebbe anche avere discusso un rialzo a sorpresa oggi, alla luce dei dati recenti dai prezzi e dal mercato del lavoro, ma questo rimane un evento a bassissima probabilità, contrario alla politica di preparazione delle svolte. Tuttavia, a nostro avviso la conferenza stampa potrebbe cercare di recuperare terreno in termini di credibilità, con toni hawkish. I futuri rialzi potrebbero non essere definiti “graduali”, contrariamente a quanto fatto a dicembre 2015, quando il FOMC aveva segnalato l’aspettativa di rialzi dei tassi “solo graduali”. Sul ritmo dei rialzi, riteniamo più probabile un’indicazione di rialzi a riunioni consecutive che mosse di 50 pb. Il Comitato manterrà aperta la possibilità di un rientro endogeno degli eccessi di domanda, che a nostro avviso però difficilmente riporterà autonomamente sotto controllo l’inflazione nel 2022. Prevediamo 4 rialzi nel 2022, con rischi verso l’alto, e 4 nel 2023. L’urgenza nel ritiro dello stimolo a nostro avviso potrebbe, con probabilità elevata, determinare rialzi a riunioni consecutive, più che un rialzo iniziale di 50 pb.

Le vendite di case nuove a dicembre sono attese a 765 mila, da 744 mila di novembre. La scarsità di case in vendita, l’elevato livello dei prezzi e l’aumento dei tassi sui mutui continueranno a frenare la dinamica delle vendite di case, nonostante il livello solido della fiducia dei costruttori.

Fonte: BondWorld.it


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