Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Germania il PPI è diminuito per il terzo mese

Intesa Sanpaolo – Questa mattina in Germania il PPI è diminuito per il terzo mese (-0,4% m/m) grazie al calo dei prezzi dell’energia.

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L’inflazione dei prezzi alla produzione decelera quindi al 21,6% a/a da 28,2%, un minimo da fine 2021.

Ieri in area euro il saldo di partite correnti è tornato in territorio positivo a novembre (14 mld) dopo 8 mesi di disavanzo.

I verbali della riunione del 15 dicembre e le dichiarazioni della presidente Lagarde confermano che la BCE resta fortemente orientata ad effettuare rialzi significativi dei tassi ufficiali nei prossimi mesi – e che la minore intensità del rallentamento economico in corso rafforzerà tale orientamento.

Negli Stati Uniti oggi le vendite di case esistenti di dicembre dovrebbero segnare un nuovo calo, a 3,85 mln da 4,09 mln di novembre. Ieri, i nuovi cantieri a dicembre sono calati a 1,382 mln e le licenze, a 1,33 mln, danno indicazioni di ulteriore debolezza per l’attività di costruzione nei prossimi mesi. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 14 gennaio sono scesi ancora, a 190 mila, da 205 mila della settimana precedente.

Dalla Fed, Brainard (Board) ha detto che il recente rallentamento dell’inflazione offre rassicurazioni che non sia in atto una spirale salari-prezzi stile anni ’70 e che possa non essere necessario raffreddare molto il mercato del lavoro per controllare l’inflazione. Secondo Brainard, rallentare il ritmo dei rialzi permetterà di valutare più dati in questa fase di avvicinamento al livello dei tassi “sufficientemente restrittivo”. Collins (Board) ritiene appropriato avere cambiato la velocità dei rialzi, con i tassi su livelli restrittivi e vicini al picco.

In Giappone, l’inflazione al netto degli alimentari freschi ha raggiunto il 4% a/a a dicembre, da 3,7% a/a di novembre, sulla scia di crescenti pressioni da energia e alimentari non freschi. Le previsioni sono per un ulteriore rialzo dell’inflazione a gennaio, oltre il 4%, seguito da una svolta garantita dall’entrata in vigore dei sussidi per il costo dell’energia approvati con la manovra approvata dal governo a fine anno. Questi effetti, insieme alla riduzione delle pressioni associate al cambio debole, dovrebbero portare l’inflazione sotto il 3% già a marzo e verso l’1% a/a all’inizio dell’autunno, in linea con il sentiero decrescente previsto anche dalla BoJ.     

Fonte: BondWorld.it


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