Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Germania la produzione industriale ha mostrato un parziale rimbalzo

Intesa Sanpaolo -Questa mattina in Germania la produzione industriale ha mostrato un parziale rimbalzo su base congiunturale a settembre (0,6% m/m) dopo il calo di agosto.

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In area euro la settimana si prospetta povera di indicatori congiunturali: in Italia l’output industriale dovrebbe tornare a flettere in misura piuttosto marcata dopo gli inattesi progressi registrati tra luglio e agosto; nell’Eurozona ci attendiamo un contenuto rimbalzo delle vendite al dettaglio a settembre, ma la tendenza sottostante per i consumi dovrebbe rimanere debole; in calendario anche la stima finale dell’inflazione di ottobre in Germania.

La BCE ha sottolineato che la stretta sui tassi continuerà nel 2023. La Presidente Lagarde ha indicato che la BCE sta monitorando l’inflazione e l’andamento dei salari, ma anche le politiche fiscali (se vengono allentate troppo, i tassi saliranno ancora). Villeroy de Galhau della Banque de France ha avvertito che i tassi continueranno a salire fino a quando l’inflazione sottostante non avrà raggiunto il suo picco, previsto per il 2023H1.

Venerdì in area euro l’inflazione dei prezzi alla produzione ha rallentato lievemente a settembre mentre la produzione industriale francese è tornata a calare dopo l’ampio progresso di agosto. Le stime finali dei PMI servizi di ottobre hanno registrato revisioni al rialzo in Germania, Francia e area euro ma gli indicatori compositi confermano il quadro di contrazione dell’attività economica (solo in Francia il PMI composito è su livelli coerenti con una sostanziale stagnazione). In Italia PMI servizi e composito sono calati più del previsto ad ottobre.

In Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza . Il nuovo quadro programmatico vede un disavanzo al 5,6% nel 2022 e al 4,5% nel 2023, il che implica una manovra espansiva netta da circa 9 miliardi quest’anno e 21 miliardi l’anno prossimo, destinati a misure finalizzate a contrastare il caro-energia sino ai primi mesi del 2023. Il deficit programmatico è visto poi al 3,7% nel 2024 e al 3% nel 2025. Per effetto della manovra, la crescita del PIL l’anno prossimo è attesa allo 0,6% contro lo 0,3% del quadro a legislazione vigente. Nelle intenzioni del Governo, il nuovo allentamento del bilancio non impedisce una graduale discesa del rapporto debito/PIL, che pure sarà modesta l’anno prossimo (a 144,6% dal 143,2% stimato nel precedente quadro tendenziale, e dal 145,7% del 2022).

Oggi non ci sono dati in uscita negli Stati Uniti. Questa settimana l’agenda ha pochi appuntamenti, ma di grande rilievo. Sul fronte dei dati, il focus sarà sul CPI di ottobre. In termini di eventi, le elezioni midterm dovrebbero riportare in vigore un regime di governo diviso, con la fine della maggioranza democratica in Congresso. Le previsioni sono di Camera repubblicana, con un margine ampio, mentre per il Senato l’esito è incerto, con i democratici favoriti solo marginalmente. Il CPI core di ottobre dovrebbe registrare un aumento di 0,5% m/m (con rischi verso il basso), sempre spinto dalla dinamica dei servizi ex-energia.

Venerdì, gli occupati non agricoli di ottobre hanno mostrato un aumento di 261 mila. Il tasso di disoccupazione è in rialzo a 3,7%, pur in presenza di un calo della partecipazione, per via di una contrazione di 328 mila occupati rilevati con l’indagine presso le famiglie. I salari orari sono in aumento di 0,4% m/m (4,7% a/a). I dati danno un quadro sempre positivo del mercato del lavoro, ma emerge qualche segnale di possibile ritorno verso l’equilibrio, anche se in fase embrionale, con un persistente differenziale fra le indagini presso le famiglie e le imprese che segnala una possibile incrinatura nel trend occupazionale. Le informazioni di ottobre non modificano il quadro di un mercato del lavoro ancora sotto pressione, anche se l’evoluzione della divergenza fra le indagini presso le famiglie e le imprese andrà seguita nei prossimi mesi per valutare i trend sottostanti. I dati danno ancora supporto alla previsione di una Fed sempre hawkish, in linea con la comunicazione del FOMC di novembre.

In Cina, i dati sul commercio estero di ottobre sono stati più deboli delle attese, e mostrano un’evidente flessione della domanda in Europa e Stati Uniti.

Fonte: BondWorld.it


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