Intesa Sanpaolo – Ieri in Germania l’indice Ifo è risultato poco variato a settembre, a 85,7 da 85,8, mostrando un miglioramento marginale delle aspettative dopo quattro mesi di cali, e una lieve correzione dell’indice sulla situazione corrente.
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Nell’insieme, i dati risulterebbero compatibili con una contrazione del PIL di -0,2% t/t nel trimestre estivo. La timida risalita delle attese sembrerebbe rafforzare la nostra previsione di un ritorno in territorio lievemente positivo del PIL nei mesi autunnali.
La presidente Lagarde ha annunciato ieri nella sua audizione al Parlamento Europeo che la revisione del quadro operativo di gestione dei tassi a breve termine sarà completata nella primavera del 2024. Schnabel ha sottolineato che la domanda ha giocato un ruolo significativo nel generare le pressioni sui prezzi, e che fattori comuni, piuttosto che settoriali, hanno spiegato le variazioni dei prezzi degli ultimi anni. Oggi sono in calendario interventi da parte di diversi esponenti del Consiglio Direttivo: Lane, Simkus, Muller e Holzmann.
In Italia, il Governo ha approvato un nuovo pacchetto di misure contro il caro-energia, e si è svolta la cabina di regia per il PNRR.
Oggi negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board è vista correggere ancora a settembre, a 104,6 dopo la consistente flessione a 106,1 registrata ad agosto, con un minor ottimismo sulle condizioni occupazionali e sulla situazione finanziaria corrente (anche per via dei recenti rincari della benzina). La survey dovrebbe indicare un possibile rallentamento dei consumi nella parte finale dell’anno dopo un trimestre estivo piuttosto robusto.
Le vendite di case nuove ad agosto dovrebbero correggere a 700 mila, dopo il rialzo a 714 mila (+4,4% m/m) di luglio, sulla scia del peggioramento della fiducia dei costruttori, della tendenza discendente dei nuovi cantieri e della scarsità di scorte di case invendute.
L’attenzione sul fronte politico sarà concentrata sulle negoziazioni per evitare uno shutdown dal 1° ottobre.
Ieri Kashkari (Fed di Minneapolis) ha dichiarato che, data la sorprendente tenuta dell’economia, la banca centrale dovrà probabilmente alzare ulteriormente i tassi di interesse e mantenerli alti per un prolungato periodo di tempo per riportare l’inflazione al target del 2%.
Fonte: BondWorld.it
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