Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Guerra russo-ucraina

Intesa Sanpaolo – Guerra russo-ucraina. I negoziati fra Russia e Ucraina hanno registrato qualche progresso, anche se restano molto lontani dal poter interrompere il conflitto (iniziano soltanto ora ad affrontare gli aspetti concreti di alcune questioni sulle quali si è formato un consenso di massima).

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Sul campo, la Russia sta riducendo l’attività nel nord-ovest dell’Ucraina ma sta intensificando quella a sud-est. Domani si attendono sviluppi in merito alla questione del pagamento in rubli delle forniture di gas, richiesta respinta da G7 e UE nei giorni scorsi.

– Oggi nell’area euro sono in calendario le indagini di fiducia della Commissione UE per l’eurozona, che dovrebbero mostrare una flessione del morale a marzo, verosimilmente più ampia nel manifatturiero che nei servizi. In Germania, l’inflazione armonizzata è attesa accelerare al 6,1% a/a in marzo.

Dalla BCE, il governatore della OeNB, Holzmann, continua a spingere per portare il tasso sui depositi a zero entro fine 2022. A suo giudizio, i tassi ufficiali dovranno poi salire fino a 1-1,5%. Lane, intervistato da Politico, continua ad attendersi che l’inflazione sia molto più bassa nel 2023 rispetto a oggi, perché è inflazione importata e le condizioni della domanda interna sono molto più deboli che negli Stati Uniti. La condizione per rinviare la chiusura degli acquisti netti è “una significativa revisione al ribasso delle prospettive di inflazione di medio termine”, anche connessa a un deterioramento delle condizioni finanziarie. Lane non si è sbilanciato riguardo ai tempi dei rialzi dei tassi, sottolineando l’incertezza del contesto e la necessità di verificare se vi saranno impatti persistenti sul clima di fiducia di famiglie e imprese.

– Negli Stati Uniti, oggi è in uscita la stima finale del PIL del 4° trimestre, che dovrebbe mostrare una marginale revisione verso l’alto della crescita, a 7,1% t/t ann. La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a marzo è vista dal consenso a 450 mila, circa in linea con il dato di febbraio (475 mila), con indicazioni positive per i nonfarm payroll in uscita venerdì. Dalla Fed, oggi ci sono altri due discorsi, che dovrebbero confermare l’impegno a una rapida rimozione dello stimolo monetario.

Ieri, la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo ha registrato un modesto rialzo a 107,2 da 105,7 di febbraio. le condizioni correnti per economia e mercato del lavoro sono in aumento a 153 da 143, mentre le aspettative correggono a 76,6 da 80,8. Il direttore dell’indagine ha affermato che il miglioramento delle condizioni correnti è in linea con una crescita positiva nel 1° trimestre, ma le aspettative riflettono preoccupazioni per l’inflazione (soprattutto prezzo della benzina) e per la guerra in Ucraina. in generale comunque l’indagine sottolinea l’importanza del mercato del lavoro per il sostegno dei consumi e quindi della domanda aggregata. La Job Openings and Labor Turnover Survey di febbraio ha evidenziato posizioni aperte pressoché stabili a 11,3 mln (con incrementi nei servizi ricreativi). A febbraio, c’erano 1,8 posizioni aperte per ogni disoccupato. Le dimissioni volontarie sono aumentate marginalmente, a 4,4 mln. Le assunzioni sono in rialzo a 6,7 mln (+263 mila), particolarmente solide nel comparto delle costruzioni. I dati confermano la persistente forza della domanda di lavoro, con indicazioni di probabili continue pressioni sui salari ma anche di possibile aumento della forza lavoro, grazie al miglioramento della pandemia. I prezzi delle case nelle principali aree metropolitane, misurati con l’indice S&P CoreLogic Case-Shiller, a gennaio sono aumentati di 19,1% a/a, da 18,6% a/a di dicembre.

Harker (Philadelphia Fed) ha detto di essere “estremamente preoccupato” per l’inflazione, che è “decisamente troppo elevata”. Pertanto, Harker si aspetta una serie di rialzi “deliberati e metodici”, in linea con i sette interventi previsti per il 2022 dalla mediana del grafico a punti, con l’obiettivo di arrivare in tempi rapidi a tassi neutrali. Harker è aperto anche a un ritmo di aumenti più veloce, non esclude un rialzo di 50 pb alla riunione di maggio e prevede che la riduzione del bilancio inizi presto. Bullard (St Louis Fed) ha ribadito che è necessario rimuovere lo stimolo monetario, in questa fase di espansione rapida e inflazione ben al di sopra dell’obiettivo, con la media a 5 anni definita sui tre anni passati e sulle previsioni del FOMC per i prossimi 2 anni. Tale media è pari a 3% per il deflatore dei consumi e al 2,9% per il deflatore core. Bullard rimane convinto che i tassi dovrebbero essere portati al 3% entro fine 2022, insieme a una veloce riduzione del bilancio.

Fonte: BondWorld.it


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